Partire per scappare, tornare per affrontare

 

 

Di Laura Tirloni - Partire per dimenticare e tornare per affrontare. A volte il desiderio di intraprendere un lungo viaggio può essere dettato dal bisogno di prendere le distanze da persone, luoghi e situazioni che sono fonte di sofferenza. Un amore finito male, ad esempio, o ancora non del tutto forse, ma dal quale ci si vuole allontanare. Una delusione affettiva, un lavoro che non soddisfa, problemi da affrontare quando non se ne hanno le energie necessarie.

E allora via, si parte. Si mette tutto in 'modalità stand-by' per un tempo più o meno lungo, quello che serve, e si sceglie, fra le tante, la destinazione più adatta, quella più possibile, che più corrisponde allo stato d'animo e all'esigenza del momento. Talvolta queste partenze sono meditate a lungo e preparate nei minimi dettagli, il più delle  volte sono partenze “da un giorno all'altro”, così di getto, improvvise, magari dirette verso terre lontane, in grado di trascinarci via da tutto, dalle cose che ci schiacciano e che non riusciamo ad affrontare, perché ci serve tempo.

Valigia alla mano, si parte alla ricerca di quello spazio fisico e mentale necessario per riflettere, per mettere a fuoco, individuare e rendersi conto di ciò che non va. Talvolta si sente il bisogno di partire da soli, in compagnia di noi stessi, 'formula zaino in spalle', un libro e poco più, per avere la possibilità di ascoltarci senza distrazioni, concentrarci sui nostri pensieri, bisogni e tornare chiariti, con noi stessi e con il mondo.

L'incontro con luoghi sconosciuti e lontani, da scoprire, procede di pari passo con l'incontro dell'interiorità, con la scoperta di quelle parti di noi stessi che non comprendiamo e che magari ci fanno paura, ma che ci appartengono e chiedono di essere ascoltate, anche attraverso segnali non sempre chiari. Poi l'incontro con persone di altre culture, con le loro storie di vita, i loro racconti, gli sguardi, i messaggi, che inevitabilmente ci cambiano.

Un viaggio è una scoperta in senso lato. E' affrontare la novità, l'incognito, l'imprevisto. E' lo spaesamento, la solitudine, la scoperta, la paura, la gioia infinita di un paesaggio che sa emozionarci, l'incontro giusto di un momento. E al ritorno, non siamo più gli stessi. E forse, quelle cose da cui scappavamo, dentro e fuori di noi, ora ci appaiono più chiare ed è giunto il momento di affrontarle. Con una rinnovata energia e un nuovo coraggio che solo un viaggio sa regalarci.

 


05/12/2014
Autore: Laura Tirloni

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