Ritratto della viaggiatrice solitaria

 

 

 

Di Laura Tirloni - Le donne che viaggiano da sole rappresentano una realtà sempre più diffusa e consolidata. Secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, da uno studio di Booking.com emerge che le donne che partono da sole sono aumentate in modo considerevole e in misura maggiore rispetto al sesso forte. Una tendenza, quella della viaggiatrice in solitaria, nata nel mondo anglosassone e che si sta espandendo anche in Italia.

Nei paesi dell'Europa meridionale, la donna viene ancora e troppo spesso percepita come un essere fragile e bisognoso di protezione da parte della figura maschile, ma per fortuna le cose stanno cambiando e le donne accelerano sull'indipendenza.


Ma volendo stilare un identikit, chi è la donna che parte da sola? Di solito è una donna che aspira all'indipendenza e alla libertà, determinata, che ricerca la novità, l'avventura e il mettersi in gioco. Una donna curiosa, con un buon livello culturale, spesso poliglotta e il più delle volte single. Talvolta, il fatto di partire da sole può non rappresentare la “prima scelta” di viaggio, ma è una possibilità, che se raccolta, può presentare diversi risvolti positivi, che in genere si svelano strada facendo. Un viaggio in compagnia può riservare, non di rado, “cattive sorprese”, legate alla possibilità che si presentino alcune difficoltà di convivenza, al costante bisogno di conciliare le proprie esigenze con quelle degli altri, quando non sempre gli interessi personali coincidono. Nell'esperienza in solitaria, ogni scelta e decisione è nelle proprie mani e se ciò può rivelarsi, da un lato, responsabilizzante, dall'altro  può risultare estremamente stimolante e gratificante, per il senso di libertà che offre, soprattutto in un contesto di piacere come quello del viaggio. Inoltre, quando ci si ritrova da soli, in luoghi più o meno lontani, può essere maggiore la spinta verso nuovi incontri e di conseguenza, anche l'opportunità di entrare in contatto con culture diverse, basta solo prestare attenzione a comprendere chi si ha di fronte. La prudenza e un buon occhio come sempre non guastano, e bisogna sapersi comportare, a casa come in viaggio.

 

L'esperienza in solitaria, per una donna (così come per un uomo) rappresenta anche un'irrinunciabile occasione di introspezione, una possibilità di aumentare la conoscenza di sé, dei propri limiti, dei punti di forza e delle proprie paure, che spesso vengono sollecitate in situazioni sconosciute, quando ci si ritrova da soli, "senza protezioni", di fronte al nuovo e all'imprevisto.
 

Diversi sono i blog e i siti dedicati alle viaggiatrici in solitaria (tra questi permesola.com), e lo sviluppo dei social media ha senza dubbio facilitato le cose, offrendo la possibilità di mantenere un diario di viaggio aperto, che spinge le persone a condividere, confrontarsi, a superare le proprie paure e, se necessario, a sentirsi meno sole lontano da casa.


Partire da sole per tornare più forti dunque, ma anche più consapevoli, sicure e appagate. Una realtà da abbracciare e coltivare, senza riserve e con quella giusta dose di paura, che deve rappresentare uno stimolo, anziché un ostacolo. Sempre.


 


02/02/2015
Autore: Laura Tirloni

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