A Chios, nella terra di Omero

Un po’ fuori dalle solite mete della Grecia, soprattutto da parte degli italiani, Chios è la quinta per superficie delle isole greche e vanta 213 km di coste, con numerose spiagge per tutti i gusti. Vicina al capoluogo Chios, si estende la spiaggia di Karfas, una delle più belle e rinomate dell’isola, con sabbia fine e acque poco profonde. Dotata di attrezzature turistiche, è facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Più a sud, vicino a Neohori, un’altra spiaggia rinomata è Aghia Fotia, ricoperta di ciottoli e con limpide acque profonde. Più in là, si estende la spiaggia più tranquilla di Aghios Emilianos.

A sud, presso Kalamoti, un’altra bella e rinomata spiaggia è quella di Komi, dalla sabbia fine. Caratteristica è la spiaggia di Mavra Volia, a pochi km da Pyrgi, che testimonia le origini vulcaniche dell’isola con i ciottoli neri, ma dall’acqua molto profonda. I ciottoli colorati si possono trovare anche a Nagos, nei pressi di Kardamyla, circondata da sorgenti e dalla natura rigogliosa. Nella parte nord-ovest dell’isola sono situate le spiagge più incontaminate. Vicino a Volissos si trova Managros, la spiaggia più lunga dell’isola con un’estensione di 1 km e mezzo, con sabbia spessa e il mare cristallino.

Come tante altre isole dell’Egeo orientale, l’isola di Chios si trova vicinissima alle coste turche, in una zona contesa da sempre tra Turchia e Grecia, per la posizione strategica e commerciale tra Oriente ed Occidente. Ciò nonostante, a Chios è molto forte il senso di appartenenza alla Grecia, a cui fu annessa solo a partire dal 1912, dopo numerose dominazioni da parte dei Persiani, Romani, Bizantini e Turchi.

Conobbe anche la dominazione proveniente dall’Italia, con la Serenissima e la repubblica di Genova, che lasciò la testimonianza del suo passaggio nell’architettura, ad esempio nelle  mura trecentesche che circondano il castello del capoluogo, Chios. La zona più importante dal punto di vista commerciale è intorno a Platia Vounaki.  In un’antica moschea che dà sulla piazza è allestito il Museo Bizantino, dove  si può ripercorrere la storia dell’isola. Le tracce bizantine possono essere ritrovate anche presso il Museo Palazzo Giustiniani che espone icone e affreschi bizantini.

Nella ricca biblioteca Korais, situata nel bazar, vi sono molte edizioni delle opere del celebre poeta greco Omero, che si dice sia nato sull’isola, mentre l’opulenza di vestiti e ricami ottocenteschi si ritrova nel museo dedicato all’esposizione di opere artistiche e di tradizioni popolari. Appena fuori Chios, a Vrondados pare che abbia insegnato Omero, come indica una famosa pietra situata sopra al piccolo porto, mentre la presunta casa di Omero a Volissos, nella parte opposta dell’isola, risulta non appartenere al poeta.

Sempre all’epoca bizantina risale il monastero di Nea Monì, a una decina di km dalla cittadina di Chios, dichiarato Patrimonio Unesco per le splendide opere d’arte che contiene, costituite in particolare da mosaici. Nella parte meridionale, il paesaggio è dominato dalle piante di lentisco, celebri fin dai tempi antichi per la loro resina fortemente aromatica, oggi utilizzata per i liquori, ma un tempo come rimedio curativo.

Più a sud, nell’abitato di Pirgì, sono visibili sulle facciate delle abitazioni e degli edifici religiosi caratteristiche decorazioni geometriche di colore bianco e grigio e la piccola chiesa duecentesca che riproduce in miniatura il monastero di Nea Monì. Tra le tante versioni sull’origine del nome dato all’isola, una la fa risalire a Chio, figlio di Poseidone, nato mentre sull’isola imperversava una tempesta di neve.

 Ecco alcune immagini dal web:

Best Wishes.. Shadow theater


Autore: Luciana Cattaneo