Lome' la capitale del Togo

LomeLomè è una cittadina del Togo che vive di commercio e artigianato locale. Le principali località d’interesse turistico sono racchiuse nella Boulevard Circulaire.

Vi si trovano strade note ai turisti come Rue du Commerce, Rue de la Gare e Rue du Grand Marchè che vi porteranno alla scoperta di antiche tradizioni. In ambito culturale va segnalato il Musèe International du Golfe de Guinèee, aperto dal martedì al sabato all’interno di una villa.

Rue du Commerce, Lomé, TogoIn questa occasione potrete vedere da vicino opere e oggetti antichi di 2000 anni appartenenti a popoli dell’Africa Occidentale. Meno popolare ma sempre interessante il Musee National nel Palais des Congres, al suo interno i turisti possono ammirare, manufatti artigianali e oggetti appartenenti alla storia di Lomè.

Chi desidera darsi allo shopping sfrenato può raggiungere la Gran Marchè, una via centralissima dove è possibile acquistare di tutto. Dagli oggetti quotidiani e curiosità di ogni genere.

Gran MarcheAlcuni turisti si recano a Lomè solo per acquistare medicamenti tradizionali utilizzate dalle popolazioni locali, solitamente questi medicamenti sono costituiti da pelli di animali, ossa di asino e teste di serpente.

 Quanto agli aspetti storici richiamiamo la breve descrizione di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Lom%C3%A9&oldid=47138271):  "Lomè venne fondata dagli Ewe nel XVIII secolo, ma rimase un centro di piccole dimensioni fino al 1960, anno in cui il Togo ottenne l'inpendenza dalla Francia. La popolazione crebbe a ritmi spaventosi, basti pensare che se nel 1950 risiedevano in Lomè circa 30.000 persone, nel 1970 erano circa 200.000 gli abitanti della capitale togolese. Ma se la popolazione cresceva altrettanto non si poteva dire delle vie di comunicazione o dei servizi, ciò portò gravi problemi ma non arrestò la crescita. Lomè è ora mai una delle città più grandi del golfo di Guinea, tanto grande che si è conurbata con la vicina cittadina ghanese di Aflao".


01/01/2011 09:00:00
Autore: Sara Papis

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