Itinerari di Sardegna: Mamoiada e la Barbagia di Ollolai

Campagne di Mamoiada

Nella Sardegna centrale un piccolo paese ha guadagnato risonanza mondiale a partire dagli anni ’60, dovuta soprattutto al suo Carnevale, i cui festeggiamenti durano quasi un mese. Circondato da pascoli e vigneti, il paese famoso per le maschere si trova nel cuore della Barbagia di Ollolai, terra di rilievi montuosi attraversata da corsi d’acqua e sentieri utilizzati dai pastori e dai carbonai. Le immagini di Mamuthones e Issohadores hanno fatto il giro del mondo e vederli sfilare per le vie del paese in occasione del Carnevale riporta nell’essenza stessa di una regione che ha saputo conservare tradizioni la cui origine si perde nella notte dei tempi.

Questa coppia di figure che simboleggiano il buon augurio e la speranza in raccolti copiosi ritrova in altri paesi europei e del Mediterraneo travestimenti simili che dimostrano il loro significato ancestrale. Il suono dei campanacci sulle spalle dei Mamuthones e le loro maschere inquietanti hanno lo scopo di allontanare le forze del male, mentre gli Issohadores, più agili ed eleganti, fungono da guardiani sul loro operato, impartiscono gli ordini e il ritmo cadenzato dei loro passi. Numerose sono anche le altre maschere che, al di là del periodo carnevalesco, si possono ammirare a Mamoiada presso il Museo delle Maschere Mediterranee, aperto tutto l’anno e tappa fondamentale passando per queste terre.

Terre, dove anche la gastronomia rivela l’essenzialità di prodotti  e di utilizzo da parte della popolazione locale che se n’è sempre servita per sostentarsi in attività come la pastorizia. Dal pane carasau o carta da musica che doveva essere adatto a durare diversi giorni ai formaggi come la ricotta e il fiore sardo, dalle carni di pecora e maiale di cui si cucinano tutte le loro parti possibili ai dolci a base di miele, frutta secca e formaggio aromatizzato al limone.

Barbagia di OllolaiA seconda dei rilievi morfologici la Barbagia offre diverse attrattive paesaggistiche, ma ovunque prevale il contatto con una natura selvaggia tipica dell’interno, dove la vegetazione mediterranea si alterna a rocce e boschi di leccio. Scoprirla a piedi, lungo i tragitti dei pastori e dei carbonai non può che far avvicinare maggiormente alla cultura strettamente legata alle caratteristiche naturali che l’hanno plasmata, trovando  nei personaggi tradizionali dei Mamuthones e degli Issohadores l’espressione più spettacolare e misteriosa. 

 

 


26/01/2012 09:00:00
Autore: Luciana Cattaneo

comments powered by Disqus