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Hiroshima e Miyajima: guida completa alla città della pace

Una città rinata

Hiroshima è conosciuta in tutto il mondo per una sola ragione, ed è una ragione tragica: il 6 agosto 1945 fu la prima città della storia colpita da una bomba atomica. Chi arriva oggi trova però una città moderna, verde e vivace, ricostruita da zero e attraversata da tram che le danno un ritmo tranquillo. È proprio questo contrasto a renderla una tappa che lascia il segno.

La visita ai luoghi della memoria non è un'esperienza turistica come le altre e va affrontata con la disposizione d'animo giusta, mettendo in conto qualche ora di silenzio. Molti viaggiatori la ricordano come il momento più intenso di tutto il viaggio in Giappone.

Il Parco Memoriale della Pace

Il Parco Memoriale della Pace sorge esattamente nell'area rasa al suolo dall'esplosione. Il suo simbolo è il Genbaku Dome, lo scheletro dell'ex palazzo per la promozione industriale: si trovava quasi sotto il punto di detonazione e, per effetto della pressione arrivata quasi verticalmente, rimase in piedi mentre tutto intorno spariva. È stato lasciato esattamente com'era e oggi è patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Al centro del parco il cenotafio incornicia in un unico asse visivo la fiamma della pace e il Dome. Poco distante il Monumento ai bambini ricorda Sadako Sasaki, la bambina che si ammalò di leucemia anni dopo l'esplosione e che, secondo una tradizione giapponese, cercò di piegare mille gru di carta sperando di guarire. Attorno al monumento arrivano ancora oggi ghirlande di gru colorate da scuole di tutto il mondo.

Il Museo Memoriale della Pace documenta l'accaduto attraverso oggetti personali, testimonianze e fotografie. È un percorso duro, con sezioni molto crude: chi viaggia con bambini valuti in anticipo se affrontarlo.

Miyajima e il torii sull'acqua

A meno di un'ora dal centro, l'isola di Miyajima offre un contrappeso luminoso alla mattinata al parco. Il santuario di Itsukushima è costruito su palafitte sopra il mare e il suo grande torii vermiglio, che con l'alta marea sembra galleggiare, è una delle immagini più celebri del Giappone. Con la bassa marea si può invece camminare sul fondale fino alla base delle colonne: vale la pena consultare le tavole di marea per scegliere quale delle due versioni si preferisce vedere.

L'isola merita più delle due ore che le dedica la maggior parte dei visitatori. Il Monte Misen si sale in funivia o a piedi e regala una vista sull'intero mare interno di Seto; il villaggio ha vicoli tranquilli e, anche qui, cervi liberi abituati all'uomo. Fermarsi a dormire sull'isola consente di vedere il torii illuminato la sera, quando le gite in giornata sono ripartite.

Cosa si mangia

L'okonomiyaki in stile Hiroshima è diverso da quello di Osaka: gli ingredienti non vengono mescolati nella pastella ma disposti a strati, con l'aggiunta di noodles e di un uovo, il tutto assemblato sulla piastra davanti al cliente. Esiste perfino un palazzo di più piani interamente occupato da locali che lo preparano.

La regione è nota anche per le ostriche, allevate nella baia e servite crude, grigliate o fritte, particolarmente nella stagione fredda, e per i momiji manju, dolcetti a forma di foglia d'acero ripieni di pasta di fagioli, souvenir tipico di Miyajima.

Come arrivare e quando andare

Hiroshima è collegata dallo shinkansen alla linea principale del Giappone: da Osaka è poco più di un'ora e mezza, da Kyoto circa due, da Tokyo intorno alle quattro. In città i tram storici raggiungono comodamente il parco. Per Miyajima si prende un treno locale fino a Miyajimaguchi e poi un breve traghetto.

La stagione più gradevole è tra primavera e autunno, quando gli aceri di Miyajima sono spettacolari. Il 6 agosto si tiene la cerimonia commemorativa, con le lanterne di carta lasciate galleggiare sul fiume al tramonto: è il giorno più significativo, ma anche il più affollato, e richiede di prenotare l'alloggio con largo anticipo. Le altre mete sono raccolte nella nostra guida al Giappone.

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