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Himalaya: trekking e viaggi sulle montagne più alte del mondo

Aggiornato a ottobre 2026

La piramide innevata dell'Everest e le vette vicine sopra una valle glaciale dell'Himalaya, con un piccolo stupa di pietra bianca in primo piano

L'Himalaya è un arco di montagne lungo circa 2.400 chilometri che separa il subcontinente indiano dall'altopiano del Tibet. Attraversa cinque Paesi: Nepal, India, Bhutan, Cina (con il Tibet) e Pakistan. Qui si trova la vetta più alta della Terra, l'Everest (8.849 metri secondo la misurazione congiunta di Cina e Nepal del 2020), e qui o nel vicino Karakorum si alzano tutte le quattordici montagne sopra gli ottomila metri. Il nome viene dal sanscrito e significa «dimora delle nevi».

Per chi viaggia l'Himalaya non è solo alpinismo. Ci sono trekking di più giorni da un villaggio all'altro, monasteri buddisti, templi induisti, valli coltivate a terrazze e deserti d'alta quota di cultura tibetana. Molti percorsi si fanno senza alcuna tecnica alpinistica, ma tutti richiedono tempo, una buona forma fisica e rispetto per la quota. In quasi tutta la catena servono permessi, e spesso una guida autorizzata: le regole cambiano spesso, e vanno controllate prima di ogni viaggio.

In breve

Da non perdere: il trekking al campo base dell'Everest e il circuito dell'Annapurna in Nepal, il Ladakh in India, il Tibet con Lhasa, il Bhutan dei monasteri fortezza. Periodi migliori: da ottobre a novembre e da marzo a maggio per il Nepal; da giugno a settembre per il Ladakh. Documenti: in Nepal per gran parte dei trekking serve una guida autorizzata; per il Tibet un permesso speciale e un viaggio organizzato; per il Bhutan un operatore e una tassa giornaliera. Il rischio principale è il mal di montagna.

Cosa vedere

L'Everest e la regione del Khumbu

Il trekking al campo base dell'Everest (circa 5.360 metri) è il più famoso del mondo. Si parte in genere da Lukla, raggiunta con un volo breve, e si risale la valle del Khumbu per una decina di giorni, tra villaggi sherpa come Namche Bazaar, il monastero di Tengboche e le vedute su Lhotse, Nuptse e Ama Dablam. Molti salgono anche sul Kala Patthar, un'altura da cui l'Everest si vede meglio che dal campo base. Il percorso è dentro il Parco nazionale di Sagarmatha, patrimonio UNESCO. Si dorme nei lodge, piccole locande gestite dalle famiglie del posto.

La salita in vetta è un'altra cosa: una spedizione di settimane, con permessi costosi e regole sempre più severe. Da settembre 2025 il Nepal ha aumentato il costo del permesso di salita e nel 2026 ha reso più severe le regole sui rifiuti da riportare a valle; nella primavera del 2026 il versante tibetano è rimasto chiuso agli alpinisti. Regole e costi sono in discussione: verificali con l'agenzia.

L'Annapurna

Il massiccio dell'Annapurna, nel Nepal centrale, offre due trekking classici. Il circuito dell'Annapurna gira attorno alla montagna e supera il passo Thorong La (5.416 metri), passando dalle valli verdi del sud al paesaggio arido della valle di Manang e del Mustang. Il santuario dell'Annapurna è più breve e arriva al campo base (circa 4.130 metri), in un anfiteatro di ghiaccio sotto l'Annapurna I e la cima a punta del Machapuchare. Lungo il circuito sono state costruite strade sterrate, che molti percorrono in jeep. La base di partenza è Pokhara, una città su un lago.

Langtang, Manaslu e Mustang

Il Langtang, a nord di Kathmandu, è il trekking più vicino alla capitale. Il circuito del Manaslu è più isolato e impegnativo. L'Alto Mustang è un altopiano desertico di cultura tibetana, con la città murata di Lo Manthang. Manaslu e Alto Mustang sono aree riservate: il permesso speciale si ottiene solo tramite agenzia, per gruppi di almeno due persone con una guida.

Kathmandu

Quasi tutti i viaggi in Nepal partono da Kathmandu. La valle conserva le piazze dei palazzi reali di Kathmandu, Patan e Bhaktapur, il grande stupa buddista di Boudhanath e il tempio induista di Pashupatinath, sul fiume Bagmati: tutti fanno parte del sito UNESCO della valle. Diversi monumenti sono stati danneggiati dal terremoto del 2015.

Il Ladakh e l'Himalaya indiano

Nell'estremo nord dell'India, il Ladakh è un altopiano desertico di cultura tibetana, con monasteri come quello di Hemis, il lago di Pangong e la valle di Nubra. Il capoluogo, Leh, si trova a circa 3.500 metri e si raggiunge in aereo da Delhi: i primi giorni vanno dedicati all'acclimatamento. Per le zone vicine ai confini, come Nubra e Pangong, gli stranieri hanno bisogno di un permesso (Protected Area Permit), che si chiede tramite un'agenzia locale; nell'estate 2026 l'amministrazione stava valutando un permesso unico per tutto il Ladakh. Leggi la guida all'India, anche per le zone sconsigliate del Kashmir.

Il Tibet

Il Tibet, regione autonoma della Cina, è il versante nord dell'Himalaya. Si visitano Lhasa, con il Palazzo del Potala e il tempio del Jokhang, i monasteri di Gyantse e Shigatse e la zona del campo base nord dell'Everest. Gli stranieri hanno bisogno di un permesso speciale (Tibet Travel Permit), che si ottiene solo tramite un'agenzia autorizzata, con un viaggio organizzato e una guida; alcune zone richiedono permessi in più e in certi periodi l'accesso può essere sospeso. Anche i valichi di terra tra Nepal e Tibet sono stati chiusi a lungo: verifica la situazione con l'agenzia.

Il Bhutan

Il Bhutan è un piccolo regno buddista sul versante orientale della catena, famoso per i dzong, i monasteri fortezza, e per il monastero di Taktsang, la «Tana della Tigre», aggrappato a una parete di roccia sopra la valle di Paro. Il Paese punta su un turismo poco numeroso: oltre al visto, ogni turista paga per ogni notte una tassa chiamata Sustainable Development Fee (SDF), al momento di 100 dollari a persona per notte per gli adulti, con una tariffa confermata fino ad agosto 2027. Serve una guida autorizzata per visitare monasteri e dzong e per spostarsi fuori dalle valli di Thimphu e Paro, oltre che per ogni trekking. Importi e regole cambiano: verificali prima di prenotare.

Il K2 e il Karakorum

Il K2 (8.611 metri), la seconda vetta del mondo, non si trova nell'Himalaya vero e proprio ma nel vicino Karakorum, al confine tra Pakistan e Cina. Per l'Italia è una montagna speciale: la prima salita, nel 1954, fu di una spedizione italiana, con Achille Compagnoni e Lino Lacedelli in vetta. Il trekking al campo base risale il ghiacciaio del Baltoro fino a Concordia, circondata da grandi vette. Parte da Skardu, dura almeno due settimane e si organizza con un operatore pakistano autorizzato, che chiede i permessi. Prima di partire leggi con attenzione la scheda di Viaggiare Sicuri sul Pakistan.

Trekking: come organizzarsi

Dal 2023 in Nepal gli stranieri devono essere accompagnati da una guida con licenza nei trekking dei parchi nazionali e delle aree protette, come Annapurna, Langtang, Manaslu e Mustang; la guida va prenotata tramite un'agenzia registrata, che rilascia anche la scheda di registrazione digitale del trekking. Nella regione dell'Everest l'amministrazione locale ha seguito una linea propria, con un permesso d'ingresso suo, e in passato non ha imposto la guida. Le regole e i controlli cambiano di stagione in stagione: verifica sul sito del Nepal Tourism Board o con l'agenzia prima di partire.

Anche dove non è obbligatoria, una guida locale aiuta a tenere il ritmo giusto e a capire quando scendere. Se prendi un portatore, scegli agenzie che gli garantiscono attrezzatura e assicurazione.

Il mal di montagna

Sopra i 2.500-3.000 metri il mal di montagna può colpire chiunque, anche le persone molto allenate. I sintomi più comuni sono mal di testa, nausea, stanchezza e insonnia. La regola è salire piano: oltre i 3.000 metri la quota in cui si dorme dovrebbe aumentare di poche centinaia di metri al giorno, con un giorno di riposo ogni tanto. Bevi molto ed evita l'alcol. Se i sintomi peggiorano, l'unica cura sicura è scendere. Prima del viaggio parlane con il medico e scegli un'assicurazione che copra il soccorso in elicottero alle quote che raggiungerai.

Cosa mangiare

Il piatto di tutti i giorni in Nepal è il dal bhat, riso con zuppa di lenticchie e verdure al curry. Molto diffusi i momo, ravioli al vapore o fritti, e il thukpa, una zuppa di tagliatelle di origine tibetana. Nelle zone tibetane si beve il tè salato al burro; in Bhutan il piatto nazionale è l'ema datshi, peperoncini cotti nel formaggio.

Come arrivare

Per il Nepal si vola all'aeroporto di Kathmandu, con uno scalo nel Golfo, in Turchia o in India. I voli per Lukla dipendono dal tempo e vengono spesso rinviati: lascia uno o due giorni di margine al ritorno. In alta stagione molti voli per Lukla partono da Ramechhap, a qualche ora d'auto da Kathmandu. Per il Ladakh si vola da Delhi a Leh; per il Tibet si arriva a Lhasa in aereo o con il treno dalla Cina; per il Bhutan si atterra a Paro, con pochi voli dalla regione.

Documenti. Per il Nepal gli italiani possono ottenere il visto turistico anche all'arrivo all'aeroporto di Kathmandu; per l'India serve l'e-Visa; per il Bhutan il visto si chiede online prima della partenza. Visti, permessi e regole di sicurezza cambiano spesso: controlla prima di partire le schede di Viaggiare Sicuri su Nepal, India, Cina, Bhutan e Pakistan.

Quando andare

In Nepal le stagioni migliori sono due. L'autunno, da ottobre a novembre, dopo il monsone, ha cieli limpidi e i panorami migliori, ma è anche il periodo più affollato. La primavera, da marzo a maggio, è più calda, con i rododendri in fiore e un po' di foschia nel pomeriggio; è anche la stagione delle spedizioni all'Everest. D'inverno fa molto freddo in quota e alcuni passi si chiudono per la neve. Da giugno a settembre il monsone porta pioggia, frane e voli cancellati. Il Ladakh e l'Alto Mustang, riparati dalle piogge, si visitano invece d'estate, come il Karakorum.

Dove dormire

Consigli pratici

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