Aggiornato a ottobre 2026
Il Parco nazionale Torres del Paine si trova nel sud del Cile, nella regione di Magallanes, a poca distanza dal confine con l'Argentina. Prende il nome dalle tre torri di granito che si alzano sopra un lago glaciale, ma comprende anche le cime scure dei Cuernos, il massiccio del Paine, laghi turchesi, il ghiacciaio Grey e le steppe dove pascolano i guanachi. È riserva della biosfera UNESCO dal 1978.
È una delle mete di trekking più conosciute del Sud America e fa parte della cordigliera delle Ande. Si può visitare in giornata, con brevi escursioni e strade panoramiche, oppure a piedi per più giorni lungo i circuiti W e O. In ogni caso il tempo cambia in fretta e il vento è spesso fortissimo: serve un po' di preparazione.
Da non perdere: il Mirador Las Torres (Base Torres), i Cuernos del Paine visti dal lago Pehoé, la Valle del Francés, il ghiacciaio Grey e il Salto Grande. Periodo migliore: da novembre a marzo, l'estate australe. Il biglietto d'ingresso si compra solo online e per i trekking di più giorni bisogna avere prenotato campeggi o rifugi. Base: Puerto Natales. Documenti: passaporto, senza visto per turismo.
È l'escursione più famosa del parco: si parte dalla zona del Welcome Center, si risale la valle dell'Ascencio fino al Chileno e, con l'ultimo tratto ripido su massi e pietre, si arriva al laghetto ai piedi delle tre torri. Si fa in una giornata intera, con un buon allenamento. Con il bel tempo molti partono prima dell'alba per vedere le torri illuminate dal primo sole. In inverno il sentiero si percorre solo con guide autorizzate.
I Cuernos del Paine, le "corna", sono cime di granito chiaro con la sommità di roccia scura. Si vedono bene dai belvedere lungo la strada e dalle rive del lago Pehoé, dove una breve passeggiata porta al Salto Grande, una cascata tra il lago Nordenskjöld e il Pehoé. Da Pudeto parte il catamarano che attraversa il lago verso Paine Grande, punto di partenza per le tappe occidentali del W.
La Valle del Francés si apre tra i Cuernos e il Paine Grande. Il sentiero sale tra boschi e morene, accanto a un ghiacciaio sospeso da cui si staccano spesso valanghe di ghiaccio, fino al Mirador Francés e, più in alto, al Mirador Británico, con un anfiteatro di pareti di granito. È il tratto centrale del circuito W.
Il ghiacciaio Grey scende dal Campo de Hielo Sur, una delle più grandi distese di ghiaccio fuori dalle regioni polari, e finisce nel lago Grey con un fronte da cui si staccano iceberg. Si vede dai belvedere lungo il sentiero, dal lato del lago con la spiaggia di Lago Grey e, in stagione, con le navigazioni sul lago. Le gite in barca e le attività sul ghiaccio sono gestite da operatori privati e possono essere sospese per il vento.
Chi non cammina per giorni può girare il parco in auto o con un tour, fermandosi ai belvedere sui laghi Sarmiento, Nordenskjöld e Pehoé e alla Laguna Amarga, con la vista sulle torri. Nelle steppe si vedono quasi sempre i guanachi, poi nandù, volpi e, in cielo, i condor. Nel parco vive anche il puma, che alcuni operatori locali propongono di osservare con uscite guidate.
Il circuito W unisce la Base Torres, la Valle del Francés e il ghiacciaio Grey con un percorso che sulla mappa ha la forma di una W. Di solito si fa in quattro o cinque giorni, dormendo in rifugi o campeggi, in un senso o nell'altro. È il trekking più frequentato.
Il circuito O, detto anche circuito del massiccio del Paine, fa il giro completo del massiccio: alla W aggiunge il versante nord, più isolato, con i settori di Dickson e Los Perros e il passo John Gardner, il punto più esposto, con la vista sul ghiacciaio Grey. Richiede di solito circa una settimana e un buon allenamento. Nel novembre 2025 una tempesta di neve e vento sul passo ha causato la morte di cinque escursionisti: dopo la riapertura CONAF, l'ente che gestisce il parco, ha fissato un senso di marcia unico, un tetto giornaliero di escursionisti e controlli più stretti. A ottobre 2026 il circuito O era chiuso fino al 31 ottobre, con una possibile riapertura da novembre dopo una valutazione su meteo e sicurezza.
In entrambi i casi bisogna registrarsi ai posti di controllo dei guardaparco e rispettare gli orari di partenza indicati per alcuni tratti. CONAF può chiudere sentieri anche all'ultimo momento quando il vento, la neve o la pioggia superano i limiti di sicurezza.
Le regole cambiano spesso: controlla la pagina del parco sul sito di CONAF prima di partire.
In aereo: dall'Italia si vola a Santiago del Cile e da lì a Punta Arenas, collegata tutto l'anno; da Punta Arenas a Puerto Natales ci sono circa tre ore di pullman o di auto. Ci sono anche voli stagionali per Puerto Natales, ma tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2027 l'aeroporto avrà chiusure programmate per lavori, con voli soprattutto nel fine settimana: verifica con la compagnia.
Dall'Argentina: molti abbinano il parco a El Calafate e al Perito Moreno. Tra El Calafate e Puerto Natales ci sono pullman che attraversano la frontiera in alcune ore di viaggio; controlla gli orari, che cambiano con la stagione.
Da Puerto Natales al parco: in pullman di linea, con le navette interne verso il Welcome Center, in auto a noleggio o con i tour organizzati.
Documenti: per turismo agli italiani basta il passaporto. All'arrivo in Cile i controlli sul cibo sono severi: dichiara frutta, salumi, formaggi e semi. Controlla la scheda di Viaggiare Sicuri prima di partire.
La stagione va in genere da ottobre ad aprile, con il periodo migliore da novembre a marzo, quando le giornate sono molto lunghe e tutti i servizi sono aperti. Dicembre, gennaio e febbraio sono i mesi più affollati e spesso i più ventosi. Novembre e marzo sono più tranquilli; ad aprile i boschi di faggi australi diventano rossi. In inverno il parco è innevato e silenzioso, ma molti sentieri chiudono e servono le guide. In ogni stagione nella stessa giornata possono arrivare sole, pioggia, neve e raffiche di vento molto forti.