Aggiornato a ottobre 2026
Nuoro è il capoluogo dell'omonima provincia, nella Sardegna centro-orientale, e la porta d'accesso alla Barbagia, la zona montuosa dove le tradizioni dell'isola sono rimaste più vive. Si trova su un altopiano di granito ai piedi del Monte Ortobene, lontano dalle rotte del turismo balneare ma a meno di un'ora dal mare del golfo di Orosei.
È chiamata l'Atene sarda per il numero di scrittori, poeti e artisti che vi sono nati o vissuti: su tutti Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura del 1926, ma anche il poeta Sebastiano Satta, il giurista e scrittore Salvatore Satta e lo scultore Francesco Ciusa. La città si visita in una giornata, ma è un'ottima base per scoprire l'interno della Sardegna.
Da non perdere: la casa natale di Grazia Deledda, il Museo del Costume, il MAN, la Piazza Sebastiano Satta, la Cattedrale di Santa Maria della Neve, la chiesa della Solitudine e il Monte Ortobene con la statua del Redentore. Nei dintorni: Orgosolo, Oliena, Mamoiada e il Supramonte. Periodo migliore: primavera e inizio autunno, e fine agosto per la festa del Redentore.
Nel rione storico di Santu Predu, il più antico della città, si trova la casa natale della scrittrice, oggi Museo Deleddiano. Le stanze arredate, la cucina, il cortile e i documenti esposti aiutano a capire il mondo descritto nei suoi romanzi, a cominciare da Canne al vento. Fare un giro per le vie del rione, con le case basse in pietra, è il modo migliore per entrare nell'atmosfera della vecchia Nuoro.
Sul colle di Sant'Onofrio, il Museo del Costume (Museo Etnografico Sardo) raccoglie abiti tradizionali di tutta l'isola, gioielli, tessuti, maschere del carnevale barbaricino e oggetti della vita quotidiana. È uno dei musei più importanti per conoscere la cultura sarda ed è utile visitarlo prima di girare i paesi della Barbagia.
Il MAN, Museo d'Arte della Provincia di Nuoro, è uno dei principali centri di arte moderna e contemporanea della Sardegna, con una collezione permanente di artisti sardi del Novecento e mostre temporanee di respiro internazionale. In città c'è anche il Museo Archeologico Nazionale, con reperti preistorici e nuragici del territorio. Controlla orari e mostre in corso sui siti ufficiali.
La Piazza Sebastiano Satta, nel centro storico, fu ridisegnata dallo scultore Costantino Nivola, originario di Orani: grandi massi di granito, collocati sulla pavimentazione chiara, ospitano piccole statue in bronzo del poeta. Da qui si raggiunge il Corso Garibaldi, la via dello struscio, con negozi, caffè storici e palazzi d'inizio Novecento. Poco distante si trova la Cattedrale di Santa Maria della Neve, in stile neoclassico, con la piazza panoramica sulla valle.
Ai piedi dell'Ortobene c'è la piccola chiesa della Solitudine, ricostruita a metà del Novecento: qui riposa Grazia Deledda, che le intitolò uno dei suoi ultimi romanzi, La chiesa della solitudine. È un luogo raccolto e semplice, da abbinare alla salita sul monte.
Il Monte Ortobene è il monte di casa dei nuoresi: una montagna di granito coperta di lecci e pini, con massi dalle forme curiose e punti panoramici sulla città e sulle valli. Si sale in auto o con l'autobus urbano lungo una strada panoramica; in cima, oltre ai boschi e alle aree picnic, c'è la grande statua bronzea del Redentore, meta del pellegrinaggio di fine agosto. Dai belvedere, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino al Supramonte e al monte Corrasi di Oliena.
La cucina nuorese nasce dalla tradizione pastorale. Da assaggiare il pane carasau e il pane guttiau, condito con olio e sale, il porceddu arrosto, i formaggi di pecora e di capra e, se capita l'occasione, su filindeu, una pasta sottilissima lavorata a mano in brodo di pecora, legata alla festa di San Francesco di Lula e preparata da pochissime donne. Tra i dolci ci sono le seadas con il miele e i dolci di mandorle. Da bere il Cannonau, prodotto in tutta la zona, in particolare a Oliena e Mamoiada. Per un quadro completo leggi la guida alla cucina sarda.
In aereo: l'aeroporto più vicino è quello di Olbia, a circa un'ora e mezza d'auto; in alternativa ci sono gli aeroporti di Alghero e di Cagliari, più lontani. Tutti hanno voli dalle principali città italiane.
In traghetto: il porto più comodo è Olbia, collegato con Genova, Livorno, Civitavecchia e altri porti; c'è anche Golfo Aranci, poco più a nord. Nella stagione estiva alcune linee arrivano ad Arbatax, sulla costa orientale. Da Cagliari, con traghetti da Civitavecchia e Napoli, il viaggio in auto è più lungo. Verifica sempre orari e frequenze, che cambiano secondo la stagione.
In autobus e treno: Nuoro è collegata con autobus ARST e linee private da Olbia, dal porto e dall'aeroporto, da Cagliari e da Sassari. C'è anche una linea ferroviaria a scartamento ridotto per Macomer, dove passano i treni per Cagliari e Sassari: controlla prima se il servizio è attivo o sostituito da autobus.
Il centro storico, il rione di Santu Predu e i musei si girano a piedi, ma le strade sono in salita. Per il Monte Ortobene ci sono autobus urbani, mentre per i paesi della Barbagia e il Supramonte l'auto è quasi indispensabile: i mezzi pubblici ci sono, ma con poche corse. Per le escursioni più impegnative affidati a guide locali.
I mesi migliori sono aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre, con temperature adatte alle escursioni. A Nuoro l'estate è calda ma più ventilata della costa, mentre l'inverno è freddo e a volte nevica sull'Ortobene. Gli eventi più importanti sono la festa del Redentore, a fine agosto, con la sfilata dei costumi tradizionali di tutta la Sardegna e la processione sul monte, e Autunno in Barbagia, che da settembre a dicembre apre case, cortili e botteghe dei paesi della provincia, un fine settimana dopo l'altro. Il carnevale di Mamoiada e degli altri paesi, con i fuochi di Sant'Antonio a gennaio, è un'esperienza da non perdere. Per altre idee leggi dove andare a ottobre.