Aggiornato a ottobre 2026
New Orleans non somiglia a nessun'altra città degli Stati Uniti. Fondata dai francesi, passata sotto il dominio spagnolo, tornata alla Francia e infine venduta agli americani nel 1803, ha conservato una stratificazione culturale che si sente nell'architettura, nella lingua, nella cucina e soprattutto nella musica. Qui è nato il jazz, e la musica dal vivo non è un intrattenimento per turisti ma un fatto quotidiano, che si ascolta nei locali come agli angoli delle strade.
È una città della Louisiana costruita su un'ansa del Mississippi, umida e vegetale, con un clima che condiziona il modo in cui la si visita. Il ritmo è lento, le giornate si organizzano intorno ai pasti e alle serate, e conviene adeguarsi.
Da non perdere: il French Quarter con Jackson Square e la cattedrale di St. Louis, il jazz di Frenchmen Street e della Preservation Hall, il Garden District con il tram di St. Charles, i cimiteri fuori terra, la cucina creola e cajun, un'escursione nei bayou. Periodo migliore: da ottobre ad aprile. Il Mardi Gras cade tra febbraio e marzo.
Il French Quarter, o Vieux Carré, è il nucleo storico e il punto di partenza di ogni visita. Le case con i celebri balconi in ferro battuto traboccanti di piante, i cortili interni nascosti e le strade a scacchiera compongono uno dei centri storici più riconoscibili d'America; curiosamente, gran parte degli edifici risale al periodo spagnolo, dopo i grandi incendi del Settecento. Il cuore è Jackson Square, con la cattedrale di St. Louis alle spalle, gli artisti di strada e i lettori di tarocchi.
Bourbon Street è la via più famosa e la più chiassosa, con i suoi bar aperti fino a tarda notte; è un pezzo di folklore da attraversare almeno una volta, ma non è lì che si ascolta la musica migliore. Poco distante, il French Market conserva la vocazione commerciale del quartiere, mentre Royal Street allinea gallerie d'arte e negozi di antiquariato in un'atmosfera decisamente più tranquilla.
Per la musica dal vivo il riferimento è Frenchmen Street, nel quartiere di Faubourg Marigny appena fuori dal French Quarter: una manciata di isolati con club uno accanto all'altro, frequentati anche dai residenti. La Preservation Hall, nel cuore del Quarter, propone invece concerti di jazz tradizionale in una sala spoglia, dove l'ascolto è l'unica cosa che conta.
Chi vuole capire da dove tutto è cominciato può visitare il parco storico nazionale dedicato al jazz e il Louis Armstrong Park, che comprende Congo Square, lo spazio dove in epoca coloniale gli africani ridotti in schiavitù si riunivano la domenica per suonare e ballare: è considerato uno dei luoghi di origine della musica afroamericana.
Il Garden District mostra il volto opposto della città: ville ottocentesche circondate da giardini, querce secolari e strade silenziose. Ci si arriva con la linea tranviaria di St. Charles Avenue, la più antica linea di tram in servizio continuo al mondo, con vetture d'epoca che scorrono lentamente sotto gli alberi. Il tragitto vale di per sé una mattinata.
Nel Garden District si trova il Lafayette Cemetery No. 1, esempio dei caratteristici cimiteri fuori terra di New Orleans: in una città costruita su un terreno basso e con la falda vicinissima, le sepolture avvengono in tombe in muratura, che formano vere e proprie città in miniatura. Rimasto chiuso per anni per lavori di restauro, il cimitero ha riaperto a ottobre 2026 con visite guidate a piccoli gruppi su prenotazione. Anche il St. Louis Cemetery No. 1, vicino al French Quarter, si visita solo con guida autorizzata: verifica le modalità prima di andare.
Il Mardi Gras è la festa che ha reso celebre New Orleans nel mondo: sfilate di carri, costumi, collane colorate lanciate alla folla e settimane di eventi che culminano nel martedì grasso, la cui data cambia ogni anno con la Pasqua. È uno spettacolo straordinario, ma comporta città affollatissima, prezzi degli alloggi molto elevati e prenotazioni da fare con largo anticipo.
Chi preferisce un'atmosfera più musicale e meno caotica può orientarsi sul New Orleans Jazz & Heritage Festival, tra fine aprile e inizio maggio, che raduna per giorni artisti locali e internazionali. Anche fuori dai grandi appuntamenti il calendario cittadino è fitto di feste di quartiere e parate.
Mangiare a New Orleans è metà del viaggio. La cucina creola, urbana e influenzata da Francia, Spagna, Africa e Caraibi, convive con quella cajun, di origine rurale e più speziata, portata dagli acadiani di lingua francese. I piatti da provare sono il gumbo, zuppa densa a base di roux, la jambalaya, il po' boy, panino imbottito di gamberi fritti, ostriche o carne, e i crawfish, i gamberi di fiume che in primavera si consumano bolliti a montagne.
Per la colazione la tradizione sono i beignet, frittelle sommerse di zucchero a velo, accompagnati dal caffè alla cicoria. Sul fronte dei cocktail, la città rivendica la paternità del Sazerac e del Ramos Gin Fizz, e diversi bar storici li preparano ancora secondo la ricetta originale.
In aereo: l'aeroporto internazionale Louis Armstrong si trova a ovest della città. Dall'Italia si vola con uno o due scali. Prima di partire servono il passaporto elettronico e l'autorizzazione ESTA o il visto: leggi l'avviso nella guida agli Stati Uniti e verifica le regole aggiornate su Viaggiare Sicuri.
In treno: New Orleans è raggiungibile con i treni a lunga percorrenza da Chicago, New York e Los Angeles, per chi ha tempo e ama i viaggi lenti.
Il centro si gira comodamente a piedi e con i tram, che oltre alla linea di St. Charles percorrono Canal Street e il lungofiume. L'automobile serve soprattutto per le escursioni fuori città; nel French Quarter parcheggiare è difficile e costoso.
Il periodo migliore va da ottobre ad aprile, con temperature gradevoli. L'estate è calda e molto umida, e cade nella stagione degli uragani, che nel golfo del Messico va da giugno a novembre: conviene seguire le previsioni e valutare una polizza di viaggio che copra l'annullamento. La primavera è anche la stagione dei festival e dei crawfish.