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Piramidi di Giza: guida completa alla visita

L'unica meraviglia rimasta

Le Piramidi di Giza sono l'ultima delle sette meraviglie del mondo antico ancora in piedi. Furono costruite intorno al 2500 avanti Cristo, il che significa che quando Cleopatra saliva al trono erano già più antiche di quanto lo sia oggi Cleopatra per noi. È un dato che aiuta a capire la vertigine temporale del luogo.

La sorpresa maggiore, per chi arriva, è la posizione: le piramidi non sorgono isolate in mezzo al deserto come nelle fotografie, ma al margine dell'area urbana di Il Cairo, con i palazzi del quartiere di Giza che arrivano quasi ai piedi dell'altopiano. Basta però spostarsi sul lato occidentale del recinto perché alle spalle ci sia solo sabbia.

Le tre piramidi e la Sfinge

La Piramide di Cheope, la Grande Piramide, è la maggiore: alta oggi circa centotrentanove metri dopo la perdita del rivestimento esterno, per quasi quattromila anni è stata la costruzione più alta realizzata dall'uomo. È composta da oltre due milioni di blocchi di pietra.

La Piramide di Chefren sembra più alta perché sorge su un punto più elevato dell'altopiano, e conserva sulla sommità una porzione dell'originario rivestimento in calcare levigato: guardandola si capisce come dovevano apparire tutte in origine, bianche e lucenti. La Piramide di Micerino è la più piccola delle tre.

La Sfinge, scolpita in un unico banco di roccia, custodisce il complesso con il corpo di leone e il volto umano. Accanto si trova il tempio a valle di Chefren, in blocchi di granito imponenti, che vale la sosta.

Entrare dentro una piramide

È possibile entrare in tutte e tre le piramidi con un biglietto supplementare, ma va detto chiaramente cosa aspettarsi: all'interno non c'è nulla da vedere. Le camere sono vuote e spoglie, senza decorazioni né geroglifici. Ciò che si paga è l'esperienza fisica di percorrere il cuore della struttura.

Il corridoio di accesso è stretto, basso e ripido: si procede piegati in due per decine di metri, con caldo intenso, aria viziata e nessuna possibilità di tornare indietro facilmente quando c'è flusso di visitatori. È sconsigliato a chi soffre di claustrofobia, a chi ha problemi di schiena, ginocchia o respiratori. Chi vuole comunque provare l'esperienza può valutare le piramidi di Dahshur, dove il percorso è simile ma non c'è quasi nessuno.

Consigli per la visita

Conviene arrivare all'apertura, la mattina presto: si evitano il caldo e i pullman dei gruppi, e la luce è migliore per le fotografie. Il sito è vasto e in gran parte senza ombra: servono cappello, occhiali, crema solare e molta acqua.

Il punto panoramico che inquadra tutte e tre le piramidi insieme si trova sul lato sud dell'altopiano, raggiungibile a piedi con una camminata su sabbia o con i mezzi interni.

Va messo in conto un aspetto che molti trovano faticoso: la pressione commerciale. Venditori di souvenir, proprietari di cammelli e cavalli e sedicenti guide sono molto insistenti. Alcune regole aiutano: concordare sempre il prezzo prima di salire su un animale o accettare qualsiasi servizio, specificando se è andata e ritorno, non accettare oggetti "in regalo", e rispondere con un no cortese ma fermo senza fermarsi a discutere. Chi visita con una guida ufficiale prenotata in anticipo trova la giornata molto più serena.

Nelle sere in cui si tiene, lo spettacolo di suoni e luci proietta immagini sulle piramidi: è un'esperienza di gusto piuttosto datato, che divide i visitatori.

Come arrivare e quando andare

Dall'area centrale del Cairo servono indicativamente tra i trenta minuti e un'ora, a seconda del traffico, in taxi o con le applicazioni di trasporto con conducente. Esistono anche alberghi nel quartiere di Giza con vista diretta sulle piramidi dalla terrazza.

La visita si abbina naturalmente al Grande Museo Egizio, che sorge sullo stesso altopiano a breve distanza, e alle piramidi più antiche di Saqqara e Dahshur. Il periodo migliore è tra ottobre e aprile. Le altre mete sono nella nostra guida all'Egitto.

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