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Olimpia: cosa vedere nel santuario dove nacquero i Giochi

Aggiornato a ottobre 2026

Le colonne del tempio di Era a Olimpia tra i pini, nella luce del mattino

Olimpia (in greco Archaia Olympia, «Antica Olimpia») è il santuario di Zeus dove per più di mille anni si celebrarono i Giochi olimpici dell'antichità. Si trova nell'Elide, nella parte occidentale del Peloponneso, in una valle verde tra il fiume Alfeo, il suo affluente Cladeo e la collina di Crono. È uno dei grandi siti archeologici della Grecia ed è Patrimonio dell'umanità UNESCO dal 1989.

Rispetto ad altri siti famosi, Olimpia sorprende per l'atmosfera: le rovine sono sparse tra pini, olivi e querce, e si cammina all'ombra per buona parte della visita. Qui si vedono il tempio di Zeus, il tempio di Era dove ancora oggi si accende la fiamma olimpica, lo stadio in terra battuta e il laboratorio in cui Fidia realizzò una delle sette meraviglie del mondo antico. Il Museo archeologico, a pochi passi, custodisce alcune delle sculture greche più belle che si possano vedere. Molti la abbinano a Delfi, l'altro grande santuario panellenico, in un viaggio nella Grecia continentale.

In breve

Da non perdere: il tempio di Zeus, il tempio di Era, l'ingresso a volta dello stadio, il laboratorio di Fidia e, nel Museo archeologico, l'Hermes di Prassitele e la Nike di Peonio. Tempo necessario: almeno mezza giornata, meglio una giornata intera con i musei. Periodo migliore: da aprile a giugno e da settembre a ottobre.

Cosa vedere a Olimpia

L'Altis, il recinto sacro di Zeus

Il cuore del santuario è l'Altis, il bosco sacro dedicato soprattutto a Zeus, chiuso da mura su tre lati e a nord dalla collina di Crono. Dentro l'Altis si trovavano i templi, gli altari e centinaia di statue e offerte votive; fuori, gli edifici per gli atleti, gli ospiti e l'amministrazione dei Giochi. Il santuario fu frequentato per secoli; le gare, riorganizzate secondo la tradizione nell'VIII secolo a.C., si tenevano ogni quattro anni e ai vincitori spettava una corona di olivo selvatico. Nell'Altis si riconoscono anche il Pelopion, il recinto legato al mitico re Pelope, la fila dei tesori offerti dalle città greche ai piedi della collina, il Philippeion, edificio circolare iniziato da Filippo II di Macedonia e completato da Alessandro Magno, e il Ninfeo di età romana.

Il tempio di Zeus

Il tempio di Zeus era il monumento principale del santuario: un grande tempio dorico costruito nel V secolo a.C. dall'architetto Libone di Elide. Oggi è un campo di grandi rocchi di colonna crollati, abbattuti dai terremoti della tarda antichità, che danno un'idea impressionante delle sue dimensioni; una colonna è stata rialzata. Nella cella si trovava la statua di Zeus di Fidia, con il dio seduto in trono, in oro e avorio su un'anima di legno: era una delle sette meraviglie del mondo antico. La statua non si è conservata: secondo la tradizione fu portata a Costantinopoli, dove andò distrutta. Le sculture dei frontoni e le metope del tempio sono invece esposte nel Museo archeologico.

Il tempio di Era e la fiamma olimpica

L'Heraion, il tempio di Era, risale a circa il 600 a.C. ed è uno dei più antichi templi dorici della Grecia. Restano la base e alcune colonne, diverse tra loro perché sostituite in epoche differenti: è l'immagine più fotografata di Olimpia. Davanti al tempio, prima di ogni edizione dei Giochi olimpici moderni, estivi e invernali, si accende la fiamma olimpica con i raggi del sole concentrati da uno specchio parabolico, secondo una cerimonia che richiama i riti antichi. L'ultima accensione è stata quella del 26 novembre 2025 per i Giochi invernali di Milano Cortina 2026. Nei giorni della cerimonia l'accesso al sito può essere limitato: verifica prima di partire.

Lo stadio e la galleria d'ingresso

Dall'Altis si raggiunge lo stadio attraverso la cripta, una galleria con volta in pietra costruita alla fine del III secolo a.C., da cui entravano atleti e giudici. Uscire dalla galleria sulla pista è uno dei momenti più emozionanti della visita. Lo stadio non ha gradinate in pietra: gli spettatori sedevano sui terrapieni erbosi, e restano la tribuna dei giudici (gli Ellanodici) e le linee di partenza e di arrivo in pietra. Lungo il percorso verso la galleria si vedono le basi degli Zanes, statue di Zeus pagate con le multe inflitte agli atleti che avevano barato.

Il laboratorio di Fidia

Di fronte al tempio di Zeus si trova il laboratorio di Fidia, la grande sala in cui lo scultore lavorò alla statua del dio, con le stesse misure della cella del tempio. Negli scavi sono emersi stampi in terracotta per le pieghe della veste, frammenti di avorio, vetro e pietre, attrezzi da orafo e una piccola brocca con l'iscrizione «Appartengo a Fidia», oggi al museo. Nel V secolo d.C. sui suoi resti fu costruita una basilica paleocristiana, di cui si riconoscono le tracce.

La palestra, il ginnasio e il Leonidaion

A ovest dell'Altis, verso il Cladeo, ci sono gli edifici per gli atleti. La palestra (III secolo a.C.) è un cortile circondato da colonne, dove ci si allenava nella lotta, nel pugilato e nel salto; le sue file di colonne rialzate sono tra gli angoli più fotogenici del sito. Accanto, il ginnasio (II secolo a.C.) era un ampio spazio con portici per la corsa e il pentathlon. Più a sud si trova il Leonidaion, costruito nel IV secolo a.C. per ospitare i visitatori ufficiali.

Il Museo archeologico

Il Museo archeologico di Olimpia, a breve distanza dall'ingresso del sito, è uno dei musei più importanti della Grecia. Qui si vedono le sculture dei frontoni del tempio di Zeus (a est la corsa dei carri tra Pelope e Enomao, a ovest la lotta tra Lapiti e Centauri) e le metope con le fatiche di Eracle. I due capolavori sono l'Hermes di Prassitele, in marmo pario, che porta in braccio Dioniso bambino, trovato nel tempio di Era, e la Nike di Peonio, la Vittoria in volo dedicata a Zeus da Messeni e Naupatti dopo una vittoria sugli Spartani nel V secolo a.C. Notevole anche la raccolta di bronzi, con armi e offerte votive, tra cui l'elmo attribuito a Milziade.

Il Museo dei Giochi olimpici nell'antichità

Nel primo edificio del museo, un palazzo neoclassico del 1888 a breve distanza dal sito, ha sede il Museo della storia dei Giochi olimpici nell'antichità. Racconta, con reperti provenienti da tutta la Grecia, le gare, gli atleti, i premi e il legame tra sport e culto. Verifica sul sito ufficiale quali musei sono compresi nel biglietto e gli orari, che cambiano tra estate e inverno.

Dintorni

Cosa mangiare

Nel paese di Archaia Olympia e nei villaggi vicini si mangia la cucina del Peloponneso: verdure dell'orto, carni alla griglia e in umido, formaggi, olio d'oliva e vino delle colline dell'Elide. Lungo la costa si trova anche il pesce. Per orientarti leggi la guida alla cucina greca e quella ai vini greci.

Come arrivare

In auto da Atene: è il modo più comodo. Si segue l'autostrada Olympia Odos verso Corinto e Patrasso e si prosegue lungo la costa fino a Pyrgos, da cui Olimpia dista pochi chilometri. A fine 2025 è stato completato il tratto autostradale tra Patrasso e Pyrgos, che ha reso il percorso più rapido e sicuro. In alternativa si può passare per l'interno, via Tripoli. La strada si presta a soste a Corinto o, con più tempo, a una deviazione verso Delfi attraverso il ponte Rio-Antirrio.

Da Patrasso: Patrasso è il porto d'arrivo dei traghetti dall'Italia (dai porti dell'Adriatico) e da lì Olimpia si raggiunge in auto lungo la costa verso sud. È una buona soluzione per chi viaggia con la propria macchina; verifica le corse e le compagnie prima di prenotare.

In autobus: dalla stazione degli autobus di Kifissou ad Atene partono i bus KTEL per Pyrgos (via Patrasso); da Pyrgos un bus locale porta a Olimpia, a volte con attesa per la coincidenza. Verifica orari e collegamenti sui siti delle compagnie KTEL prima di partire.

In treno: non c'è un treno diretto da Atene. Esiste una linea locale che collega Olimpia con Pyrgos e Katakolo, con poche corse: verifica se è attiva e con quali orari sul sito di Hellenic Train.

Come muoversi

Il paese moderno di Archaia Olympia è piccolo e si gira a piedi: il sito archeologico e il Museo archeologico sono a pochi minuti dalla via principale. Per le spiagge, Katakolo e il resto del Peloponneso serve l'auto, perché i mezzi pubblici sono rari.

Quando andare

I mesi migliori sono aprile, maggio e giugno e settembre e ottobre: clima mite, campagna verde in primavera e meno caldo per camminare tra le rovine. In luglio e agosto fa molto caldo e i gruppi sono numerosi: conviene entrare all'apertura e lasciare il museo per le ore centrali. In inverno il sito è tranquillo, con orari ridotti. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a ottobre.

Dove dormire

Consigli pratici

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