Aggiornato a ottobre 2026
Il Peloponneso è la grande penisola meridionale della Grecia, separata dal resto del continente solo dallo stretto istmo di Corinto. In pochi giorni di strada si passa da Micene ai teatri classici, dalle città bizantine alle fortezze veneziane, fino alle coste del Mani e della Messenia. È la regione ideale per un viaggio in auto.
Si parte comodamente da Atene: in un'ora si è già al canale di Corinto. Questa guida segue il giro classico dall'Argolide alla Laconia e alla Messenia; per il santuario dei Giochi c'è la guida dedicata a Olimpia.
Da non perdere: Micene, il teatro di Epidauro, Nauplia, Monemvasia, Mistrà, il Mani e la spiaggia di Voidokilia. Quanti giorni: almeno una settimana, meglio dieci. Periodo migliore: da aprile a giugno e da settembre a ottobre.
Il canale di Corinto, inaugurato nel 1893, taglia l'istmo con una trincea stretta e profondissima fra pareti di roccia: si guarda dall'alto, dai ponti stradali. Dopo anni di chiusure per frane e lavori di consolidamento delle pareti, il canale è tornato pienamente navigabile a giugno 2026, ma gli interventi proseguono: verifica prima di partire se prevedi di attraversarlo in barca. A pochi chilometri c'è Corinto antica, con il tempio arcaico di Apollo e i resti della città romana dove predicò San Paolo.
Sopra Corinto antica si alza la rocca dell'Acrocorinto, una delle fortezze più imponenti della Grecia, con tre cerchie di mura e in cima i resti del santuario di Afrodite. Dalla sommità si vedono il golfo di Corinto e quello Saronico.
Nella valle di Nemea, secondo il mito, Eracle uccise il leone della prima fatica. Qui si tenevano ogni due anni i Giochi Nemei, uno dei quattro grandi giochi panellenici insieme a quelli di Olimpia, Delfi e dell'Istmo. Nel sito si visitano il tempio di Zeus del IV secolo a.C., di cui alcune colonne sono state rialzate negli ultimi decenni, e un piccolo museo. A breve distanza c'è lo stadio, dove si entra ancora come gli atleti antichi: attraverso un tunnel a volta, con graffiti lasciati dai concorrenti.
Nemea è anche la più nota zona vinicola del Peloponneso: le colline intorno sono coperte di vigne di Agiorgitiko, il vitigno rosso da cui nasce il vino a denominazione protetta Nemea. Molte cantine accolgono visitatori, di solito su prenotazione: leggi anche la guida ai vini greci.
La rocca di Micene, la città di Agamennone nei poemi omerici, è il cuore della civiltà micenea e, con la vicina Tirinto, patrimonio dell'umanità UNESCO. Si entra dalla Porta dei Leoni, con i due felini scolpiti sopra l'architrave, e si passa accanto al Circolo delle tombe A, dove Schliemann trovò la maschera d'oro oggi ad Atene. Poco più in basso c'è il Tesoro di Atreo, grande tomba a tholos con la cupola di pietra intatta. Scheda ufficiale: Micene e Tirinto sul sito UNESCO.
Nauplia (Nafplio) è la città più elegante del Peloponneso e la base migliore per l'Argolide. Fu la prima capitale della Grecia indipendente, e lo si vede nelle piazze e nelle case neoclassiche della città vecchia intorno a piazza Syntagma. In alto domina la fortezza veneziana del Palamidi, che si raggiunge in auto oppure con una lunga scalinata, da fare la mattina presto. Nel porto, su un isolotto, c'è il castello del Bourtzi, costruito dai veneziani nel Quattrocento: si vede bene dal lungomare e in alcuni periodi è visitabile con le barche che partono dal molo (verifica prima di partire).
A mezz'ora da Nauplia, il teatro di Epidauro è il teatro antico meglio conservato della Grecia ed è famoso per l'acustica: si dice che dalla gradinata più alta si senta una moneta cadere al centro dell'orchestra. Faceva parte del santuario di Asclepio, il dio della medicina, con i resti degli edifici e un museo. In estate il teatro ospita il Festival di Atene ed Epidauro, con tragedie e commedie antiche il venerdì e il sabato sera: il programma cambia ogni anno, verificalo sul sito ufficiale del festival. Scheda: santuario di Asclepio a Epidauro sul sito UNESCO.
Monemvasia è una città fortificata costruita su uno scoglio collegato alla terraferma da una sottile strada rialzata: il nome significa più o meno «unico ingresso». Le auto restano fuori dalle mura; la città bassa è un intreccio di vicoli lastricati e case restaurate. Un sentiero sale alla città alta, quasi tutta in rovina, dove resta la chiesa di Agia Sofia a picco sul mare. Dal nome della città deriva quello della malvasia. Vale la pena dormirci una notte.
Sulle pendici del Taigeto, sopra Sparta, Mistrà è una città bizantina abbandonata, patrimonio UNESCO. Nacque intorno al castello costruito nel 1249 dal principe franco Guglielmo di Villehardouin e divenne poi la capitale del Despotato di Morea. Si sale a piedi tra chiese affrescate e monasteri fino al castello. Da non perdere il monastero della Pantanassa e la chiesa della Peribleptos. Scheda: Mistrà sul sito UNESCO.
Il Mani è la penisola centrale del Peloponneso, la più aspra: montagne brulle, ulivi, piccole chiese bizantine e villaggi di case-torri in pietra. Areopoli è il centro principale, con un nucleo antico di torri e vicoli molto ben conservato; sotto, la baia di Limeni è una delle immagini più belle della penisola. A pochi chilometri, le grotte di Diros si visitano in gran parte in barca, lungo un percorso tra stalattiti e laghi sotterranei; accanto c'è un piccolo museo del Neolitico legato alla vicina grotta di Alepotrypa. Più a sud, Vathia è il villaggio di torri più fotografato del Mani, arroccato su una collina sopra il mare. La strada finisce verso Capo Tenaro, la punta meridionale della Grecia continentale. Sul versante di Kalamata, villaggi come Kardamyli e Stoupa sono più verdi e adatti a qualche giorno di mare.
All'estremità sud-occidentale, Pylos si affaccia sulla baia di Navarino, dove nel 1827 la flotta di Gran Bretagna, Francia e Russia sconfisse quella ottomano-egiziana. Sopra il paese c'è la fortezza di Niokastro. A nord della baia si trova la spiaggia di Voidokilia, una mezzaluna di sabbia tra la laguna e il mare sotto il vecchio castello di Navarino; non lontano, il palazzo di Nestore è uno dei più importanti siti micenei della regione. Più a sud, Methoni e Koroni conservano due grandi castelli veneziani sul mare: a Methoni la fortezza termina con una torre su un isolotto.
Kalamata è il capoluogo della Messenia, una città vivace con un lungomare e un piccolo centro storico sotto il castello. Il nome è legato soprattutto alle olive Kalamata, scure e a mandorla, e all'olio della zona: nei dintorni gli uliveti arrivano fino al mare.
Il santuario di Zeus e lo stadio dei Giochi meritano una guida a parte: leggi la guida a Olimpia. Da Pylos si raggiunge risalendo la costa occidentale.
Con soli 4-5 giorni conviene concentrarsi sull'Argolide, aggiungendo Monemvasia o Mistrà.
Oltre alle olive e all'olio di Kalamata, nel Mani si trovano il maiale affumicato e conservato nel grasso (siglino) e le lalangia, strisce di pasta fritta. Da assaggiare il rosso Agiorgitiko di Nemea e i vini dolci della zona di Monemvasia. Per un quadro più ampio leggi le guide alla cucina greca e ai prodotti tipici greci.
Da Atene: dall'aeroporto si prende l'Attiki Odos e poi l'autostrada Olympia Odos verso Corinto; dopo l'istmo l'autostrada Moreas scende verso Tripoli e Kalamata. Nauplia dista circa 140 km da Atene, un paio d'ore in condizioni normali. Gli autobus KTEL partono dalla stazione di Kifissos per Corinto, Nauplia, Sparta e Kalamata: verifica gli orari sui siti delle singole società.
Dall'Italia in traghetto: ci sono collegamenti per Patrasso da Ancona, Bari, Brindisi e Venezia, comodi per chi vuole viaggiare con la propria auto. Compagnie, giorni e orari cambiano da una stagione all'altra: controllali sempre prima di prenotare. Da Patrasso si raggiunge Corinto in autostrada.
In aereo: oltre ad Atene, l'aeroporto di Kalamata ha voli stagionali da alcune città europee; verifica i collegamenti dall'Italia per l'anno in corso.
L'auto è quasi indispensabile: i siti sono distanti fra loro e gli autobus collegano bene le città ma poco i villaggi. Le autostrade sono a pedaggio; nel Mani e in montagna le strade sono strette e piene di curve: calcola tempi più lunghi.
La primavera (aprile-giugno) è il periodo ideale, con temperature buone per camminare tra le rovine. Settembre e ottobre sono ottimi per unire siti e mare. In luglio e agosto fa molto caldo nei siti archeologici dell'interno: visita la mattina presto e tieni il pomeriggio per il mare. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a settembre.