Racconto di Luisa · pubblicato nel 2008 · Aggiornato a ottobre 2026
«Lo straordinario risiede nel cammino delle persone comuni». È racchiusa in questa frase la ragione del mio viaggio a Santiago de Compostela, che ha avuto un'importanza fondamentale nella mia vita. Amo Paulo Coelho e devo a lui questo cambiamento. Dopo aver letto il suo libro sul cammino di Santiago, ho deciso che avrei fatto questo viaggio, fisico ma soprattutto spirituale, verso la cattedrale di San Giacomo.
Il mio, però, non sarebbe stato il tradizionale «Cammino di Santiago»: il tragitto lo avrei percorso dentro di me e la cattedrale di San Giacomo sarebbe stata il mio approdo.
Quel periodo della mia vita trascorreva tra la routine, il lavoro e le piccole cose quotidiane, che non riuscivano a darmi le risposte che cercavo. Volevo essere felice. Poi quel libro, e la mia vita è cambiata.
Ho letto che dopo l'uscita de «Il cammino di Santiago» le visite alla cattedrale sono cresciute notevolmente. Ho paura che il fenomeno commerciale possa distruggere tutto quello che di buono c'è nella spiritualità di quei luoghi, ma credo che la differenza la facciano la disposizione e l'animo con cui si decide di intraprendere quel viaggio, e la mia coscienza era sicuramente ben predisposta.
Sono partita con la mia famiglia: i miei genitori mi avevano promesso che con l'inizio dell'estate e la fine della scuola mi avrebbero portato in Spagna, in Galizia, ad A Coruña, a circa un'ora di strada da Santiago de Compostela. Il Portogallo è a due passi.
Una cosa particolare di quei luoghi è che piove molto spesso: Santiago è considerata una delle città più piovose della Spagna.
Avevamo davanti solo quattro giorni per visitare A Coruña e Santiago de Compostela.
Campo di stelle: secondo la spiegazione più popolare, è questo il significato di Compostela! Secondo la leggenda, le spoglie dell'apostolo Giacomo sarebbero giunte in Spagna via mare.
Santiago è una splendida città, capitale della comunità autonoma della Galizia, e dal 1985 il suo centro storico è patrimonio dell'umanità UNESCO. Le sue viuzze sono nel mio cuore, così come la piazza della Quintana e la piazza dell'Immacolata, e l'imponente cattedrale di San Giacomo, una chiesa gigantesca in stile romanico con una facciata barocca.
Abbiamo avuto anche il tempo di immergerci ad A Coruña, una città di quasi 250 mila abitanti sulla costa atlantica della Galizia. L'immagine che porterò nel cuore come simbolo della città è sicuramente la Torre di Ercole! Dopo centinaia e centinaia di scalini, ce l'abbiamo fatta: da lassù ci siamo goduti un panorama mozzafiato.
La torre è un faro di origine romana, ancora in funzione, immerso in un palcoscenico fatto di rocce, acqua e verde. Più a ovest si stende la «Costa da Morte», che arriva fino a Capo Finisterre: si chiama così per i tanti naufragi avvenuti lungo le sue scogliere, e nel 2002 è stata lo scenario della tragedia della petroliera Prestige.
Il nostro viaggio stava terminando. Eravamo soddisfatti di aver visto quei luoghi così misteriosi e suggestivi. Avevo raggiunto una tale tranquillità interiore che il viaggio di ritorno è stato l'inizio di una nuova vita…