Di Luciana Cattaneo · scritto nel 2011 · Aggiornato a ottobre 2026
Posta nell'Oceano Indiano al largo della costa africana sud-orientale e di fronte al Madagascar, la grande isola di Réunion può essere visitata tutto l'anno grazie al clima sempre caldo dovuto alla sua posizione tra l'equatore e il Tropico del Capricorno. Sulla costa le temperature restano miti anche d'inverno, mentre nelle zone montuose, più piovose, le minime sono decisamente più basse e in quota fa freddo. Il periodo più delicato è quello della stagione dei cicloni, all'incirca da dicembre ad aprile, con il rischio maggiore tra gennaio e marzo.
Incredibilmente variegata è l'offerta turistica dell'isola, sia per i paesaggi che per le sistemazioni. Analogamente, sono svariati gli sport che si possono praticare: nelle acque più tranquille della laguna lo snorkeling e l'immersione, nell'interno il trekking e il canyoning, lo sport che unisce la discesa in acqua alla speleologia e all'alpinismo.
In linea di massima, Réunion può essere suddivisa in quattro zone paesaggistiche, con relative tipologie turistiche. Sulla costa occidentale si estende un tratto lungo una cinquantina di chilometri che va da St-Paul a St-Louis, con numerosi resort e villaggi, oltre alle migliori spiagge di Réunion. Rappresenta l'area dell'isola più visitata e, di conseguenza, la più affollata. L'entroterra è decisamente più tranquillo ed è contraddistinto da villaggi rurali, frutteti e piantagioni di canna da zucchero.
St-Paul è una delle città più grandi dell'isola, dopo la capitale St-Denis. Uno dei luoghi preferiti dai turisti è il Cimetière Marin, dove si trova la tomba del pirata Olivier Levasseur detto La Buse, il cui tesoro è ancora oggetto di ricerche a Réunion e nelle vicine Seychelles e Mauritius. Sopra St-Paul, a circa 2.200 metri, si trova il belvedere del Maïdo, il punto panoramico più suggestivo dell'isola, nuvole permettendo.
A sud di St-Paul si trova Boucan Canot, definita la St-Tropez di Réunion: località esclusiva, rinomata per la spiaggia bianchissima circondata da palme, rocce e scogli, una delle più belle dell'isola, anche se il mare aperto qui non è il luogo ideale per nuotare. Per immergersi, meglio andare più a sud, verso St-Gilles-les-Bains, all'interno della barriera corallina. La località, insieme a L'Hermitage-les-Bains, è famosa per le spiagge di sabbia bianca, i locali notturni, i ristoranti e la vita movimentata, soprattutto nei fine settimana. Caratteristica e più tranquilla è la zona interna delle colline di St-Gilles-les-Hauts.
St-Pierre, sulla costa sud-occidentale, è una cittadina accogliente, allegra e tipicamente creola, che fa del divertimento il suo elemento costante. Caratteristici sono gli edifici coloniali e i mercati, da non perdere: sul lungomare si tiene il grande mercato all'aperto del sabato mattina, mentre il mercato coperto è aperto negli altri giorni della settimana.
La costa orientale, al contrario di quella occidentale, è molto meno turistica. Immersa nel verde, tra cascate che si fanno largo nella vegetazione tropicale lussureggiante, è contraddistinta da piantagioni di vaniglia, frutteti e coltivazioni di canna da zucchero. Qua e là sono disseminati diversi templi e il territorio è pervaso dalla cultura tamil, di cui St-André è il centro principale. Percorrendo le sue vie e incontrando le donne in sari, sembra di essere in India più che su un'isola dall'impronta francese. La forte connotazione indiana è l'eredità lasciata dai lavoratori arrivati dall'India per sostituire la manodopera degli schiavi, dopo l'abolizione della schiavitù.
Anche la parte meridionale di Réunion è meno turistica e più selvaggia, con un paesaggio notevole: colate di lava che raggiungono il mare formando coste rocciose su cui si infrangono le onde, e sullo sfondo le verdi colline vulcaniche.
Nell'interno, Réunion svela infinite meraviglie, soprattutto per chi ama l'escursionismo, con i tre grandi cirques, enormi anfiteatri vulcanici che creano canyon e gole: un vero paradiso per il trekking, per cui l'isola è famosa.
Le zone dei cirques sono abitate anche dai discendenti degli schiavi che qui trovarono rifugio secoli fa, dopo la fuga. Il cirque de Cilaos rievoca paesaggi montani, con le foreste, i profondi dirupi, le cime vulcaniche e i villaggi isolati. Anche il cirque de Salazie permette di rilassarsi in un ambiente naturale ricco di foreste e cascate, ma con cime più basse e maggiore umidità. Al suo interno spicca la cittadina creola di Hell-Bourg, dove è possibile respirare l'autentica essenza di Réunion, con il bel centro storico e le antiche case creole. Il più selvaggio e inaccessibile dei tre è Mafate, dove non arrivano strade e ci si muove solo a piedi, sebbene sia il più vicino alla costa.
Una strada attraversa l'isola passando per gli altopiani che si estendono intorno ai 1.000 metri, dal clima piacevolmente fresco. Dagli altopiani si arriva alla maggiore attrattiva naturalistica dell'isola, il vulcano Piton de la Fournaise, con il cratere largo quasi un chilometro, tuttora uno dei vulcani più attivi al mondo.
Un discorso a parte merita la capitale, St-Denis, cosmopolita ma dallo stile spiccatamente francese, con gli edifici coloniali, le boutique, i caffè e i bistrò che ricordano l'appartenenza di Réunion alla Francia, di cui è tuttora un dipartimento d'oltremare. Posta a nord dell'isola, St-Denis è una città sobria che non dispone di spiagge, ma è gradevole da visitare, percorrendo ad esempio il lungomare con la passeggiata del Barachois e il parco. Il suo carattere multietnico si ritrova nella presenza di luoghi di culto diversi a poca distanza: la grande moschea, il tempio hindu e la chiesa di Notre-Dame de la Délivrance.