Aggiornato a ottobre 2026
La Martinica è un'isola delle Piccole Antille, tra la Dominica a nord e Saint Lucia a sud. Non è uno Stato indipendente: è una collettività territoriale della Francia, che ha insieme il ruolo di regione e di dipartimento d'oltremare. Fa quindi parte dell'Unione europea, usa l'euro e la lingua ufficiale è il francese, accanto al creolo martinicano parlato ogni giorno.
L'isola ha due volti. Il nord è montuoso e verdissimo, dominato dal vulcano della Montagne Pelée, con foreste pluviali, fiumi e spiagge di sabbia scura. Il sud è più secco e pianeggiante, con le spiagge di sabbia chiara, le palme e le acque calme che si immaginano pensando ai Caraibi. In mezzo ci sono le piantagioni di canna da zucchero da cui nasce il rhum agricole, uno dei simboli dell'isola.
Ideale per: chi vuole i Caraibi con i servizi e le regole di un Paese europeo, mare, escursioni, cucina creola. Da non perdere: Saint-Pierre e la Montagne Pelée, la spiaggia di Les Salines, le tartarughe di Anse Dufour, una distilleria di rhum. Periodo migliore: la stagione secca, da dicembre ad aprile. Documenti: per entrare basta la carta d'identità elettronica valida (vedi sotto). Moneta: euro.
Il capoluogo, Fort-de-France, si affaccia su una grande baia. Da vedere il Grand Marché, il mercato coperto dove si vendono spezie, frutta tropicale, rhum aromatizzati e prodotti locali; la Bibliothèque Schœlcher, un edificio in ferro e vetro dalla decorazione colorata, progettato in Francia per l'Esposizione universale del 1889 e poi smontato e ricostruito sull'isola; la cattedrale di Saint-Louis e il giardino della Savane, sul lungomare. La città è viva di giorno e più tranquilla la sera.
Un tempo capitale economica e culturale dell'isola, Saint-Pierre fu distrutta l'8 maggio 1902 dall'eruzione della Montagne Pelée, una delle catastrofi vulcaniche più gravi del Novecento: la città fu cancellata in pochi minuti e i sopravvissuti furono pochissimi. Oggi è una piccola cittadina ricostruita accanto alle rovine, che si visitano a piedi: i resti del teatro, della chiesa del quartiere del Fort e la cella della prigione legata alla storia di uno dei rari superstiti. Nella baia giacciono i relitti delle navi affondate durante l'eruzione, meta di immersioni.
La Montagne Pelée è un vulcano attivo, il più alto dell'isola. Dal 2023 i vulcani e le foreste della Montagne Pelée e dei picchi del nord della Martinica sono patrimonio dell'umanità UNESCO, insieme ai rilievi dei Pitons du Carbet. La salita alla vetta è un'escursione impegnativa, da fare con tempo buono, perché la cima è spesso avvolta dalle nuvole. Il vulcano è sorvegliato dall'osservatorio vulcanologico dell'isola e da alcuni anni si trova in un livello di vigilanza per l'aumento dell'attività sismica: prima di salire controlla le indicazioni dell'osservatorio e delle autorità locali, e informati sull'apertura dei sentieri.
Lungo la strada che sale da Fort-de-France verso il nord, chiamata Route de la Trace, si attraversa la foresta pluviale e si incontra il Jardin de Balata, un giardino botanico con piante tropicali e passerelle tra gli alberi. Sulla costa nord-atlantica e nei dintorni del Prêcheur ci sono cascate, gole e sentieri per escursionisti.
Di fronte a Fort-de-France, raggiungibile anche in traghetto, la zona di Trois-Îlets e di Anse Mitan concentra molti alloggi, ristoranti e centri diving. Vicino si trova il luogo di nascita di Giuseppina, la moglie di Napoleone, con un piccolo museo.
Nel sud, la spiaggia di Les Salines, a Sainte-Anne, è la più famosa: sabbia chiara, palme e acqua bassa. Sulla costa sud-occidentale, Anse Dufour e la vicina Anse Noire sono note per lo snorkeling e per la frequente presenza di tartarughe marine: osservale senza toccarle e senza inseguirle. Nella zona delle Anses-d'Arlet ci sono altre baie tranquille. Nel nord, come attorno al Prêcheur e ad Anse Céron, la sabbia è scura e l'atmosfera più selvaggia. Sulla costa atlantica il mare è più mosso: fai il bagno solo nelle zone indicate. In alcuni periodi le alghe sargasso possono arrivare in quantità sulle spiagge esposte all'Atlantico.
In Martinica il rhum si fa in gran parte con il succo fresco della canna da zucchero e non con la melassa: è il rhum agricole, che dal 1996 ha una propria denominazione d'origine controllata (AOC Martinique). Molte distillerie si visitano, alcune all'interno di antiche piantagioni. L'Habitation Clément, a Le François, unisce la distilleria storica, la casa padronale, un parco e spazi per l'arte contemporanea; la distilleria Depaz si trova ai piedi della Montagne Pelée, vicino a Saint-Pierre. Assaggia il ti-punch, rhum bianco con lime e zucchero di canna, ma ricorda che chi guida non deve bere.
La cucina creola della Martinica unisce influenze francesi, africane e indiane. Da provare gli accras, frittelle di baccalà; il colombo, uno stufato speziato di pollo o maiale; il boudin créole; il pesce e i crostacei grigliati; e i dolci a base di cocco e frutta tropicale.
L'aeroporto Martinique Aimé Césaire (FDF) si trova al Lamentin, vicino a Fort-de-France. Ci sono voli diretti da Parigi; dall'Italia si arriva quindi con uno scalo in Francia, restando sempre all'interno dell'Unione europea. Ci sono anche voli regionali e traghetti verso le isole vicine, come Saint Lucia, la Dominica e la Guadalupa. Orari e collegamenti vanno verificati al momento della prenotazione.
Il modo più comodo per girare l'isola è l'auto a noleggio, perché i trasporti pubblici sono limitati, soprattutto la sera e nei giorni festivi. Si guida a destra, come in Italia, e la patente italiana è valida. Attorno a Fort-de-France il traffico è intenso nelle ore di punta. Tra Fort-de-France e la zona di Trois-Îlets ci sono i traghetti che attraversano la baia.
Il clima è tropicale e caldo tutto l'anno. Il periodo migliore è la stagione secca, chiamata carême, da dicembre ad aprile. Da giugno a novembre è la stagione più piovosa, chiamata hivernage, che coincide con la stagione degli uragani; in quei mesi controlla le previsioni prima di partire. Il Carnevale, tra febbraio e marzo, è la festa più sentita dell'isola.
La Martinica fa parte dell'Unione europea: ai cittadini italiani basta la carta d'identità elettronica in corso di validità, oppure il passaporto, e non serve alcun visto. Ricorda che dal 3 agosto 2026 la vecchia carta d'identità cartacea non è più valida per viaggiare all'estero. La Martinica non fa parte dell'area Schengen, quindi all'arrivo c'è un controllo dei documenti. Se vuoi proseguire verso isole che non sono francesi, come Saint Lucia o la Dominica, ti serve il passaporto, con almeno sei mesi di validità residua. Prima di partire controlla la scheda della Martinica su Viaggiare Sicuri.