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Storia della Croazia: dalle origini all'Unione europea

Aggiornato a ottobre 2026

Antiche mura in pietra di una città fortificata della costa dalmata, con un leone di San Marco scolpito su una porta, sopra il mare al tramonto

La storia della Croazia è quella di una terra di confine, tra il Mediterraneo e l'Europa centrale, tra Oriente e Occidente. Romani, Bizantini, Ungheresi, Veneziani, Ottomani e Asburgo vi hanno lasciato il loro segno, e chi viaggia lo vede a ogni passo: un anfiteatro romano a Pola, un palazzo imperiale a Spalato, leoni di San Marco sulle porte delle città della costa, palazzi viennesi a Zagabria.

Questa pagina racconta in breve le tappe principali, con i luoghi dove si possono ancora vedere. Per organizzare il viaggio leggi la guida alla Croazia.

In breve

Dopo Illiri, Greci e Romani, nel VII secolo arrivarono i Croati; nel X secolo nacque un regno croato, unito dal 1102 alla corona d'Ungheria. Per secoli la costa fu in gran parte veneziana, mentre Ragusa (Dubrovnik) restò una repubblica indipendente e l'interno passò agli Asburgo. Nel 1918 la Croazia entrò nel nuovo regno che sarebbe diventato la Jugoslavia; è indipendente dal 1991, nell'Unione europea dal 2013 e nell'euro e nell'area Schengen dal 2023.

Le tappe della storia

Dalla preistoria a Roma

Le tracce umane in Croazia sono antichissime: a Krapina, a nord di Zagabria, sono stati trovati i resti di numerosi uomini di Neanderthal, oggi raccontati in un museo. Nell'antichità la regione era abitata dalle tribù degli Illiri, mentre i Greci fondavano colonie sulle isole, come Pharos, l'attuale Stari Grad sull'isola di Hvar, e Issa sull'isola di Vis.

Con i Romani la costa divenne la provincia della Dalmazia, con capitale Salona, vicino all'attuale Spalato. Di quell'epoca restano monumenti straordinari: l'anfiteatro e l'Arco dei Sergi a Pola e il Palazzo di Diocleziano a Spalato, costruito dall'imperatore come residenza per gli ultimi anni della sua vita.

L'arrivo dei Croati e il regno medievale

Dopo la fine dell'Impero romano d'Occidente, la costa restò a lungo sotto l'influenza di Bisanzio. Nel VII secolo si stabilirono nella regione le tribù slave dei Croati, che si convertirono al cristianesimo. Nel X secolo nacque il regno di Croazia, il cui primo re è tradizionalmente considerato Tomislav. Nel 1102 la corona croata passò ai re d'Ungheria, in un'unione che sarebbe durata, con forme diverse, fino al 1918.

Venezia e la Repubblica di Ragusa

Dal Medioevo, e in modo stabile dal XV secolo, gran parte delle città della costa istriana e dalmata passò sotto la Repubblica di Venezia, che le governò fino alla sua caduta nel 1797. È per questo che a Rovigno, a Zara, a Traù o sull'isola di Hvar si trovano campanili, logge e palazzi che sembrano veneziani.

Più a sud, Dubrovnik, l'antica Ragusa, riuscì a restare indipendente: la Repubblica di Ragusa fu per secoli una ricca repubblica marinara, capace di mantenersi in equilibrio tra Venezia, l'Ungheria e l'Impero ottomano grazie al commercio e alla diplomazia. Finì nel 1808, durante l'epoca napoleonica. Le sue mura, il Palazzo dei Rettori e i conventi ne sono ancora la testimonianza.

Ottomani e Asburgo

Dal XV e XVI secolo l'avanzata dell'Impero ottomano conquistò gran parte dell'interno. Nel 1527 i nobili croati scelsero come re gli Asburgo, e lungo il confine con gli Ottomani fu organizzata una lunga fascia militarizzata, la Frontiera militare. Dopo la caduta di Venezia anche la costa passò all'Austria, salvo una breve parentesi napoleonica con le Province illiriche. Nell'Ottocento crebbe il movimento nazionale croato, e Zagabria si arricchì dei palazzi, dei teatri e dei viali che si vedono ancora oggi nella città bassa. Leggi la guida a Zagabria.

Il Novecento e la Jugoslavia

Con la fine della Prima guerra mondiale e il crollo dell'Austria-Ungheria, nel 1918 la Croazia entrò nel nuovo Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, che nel 1929 prese il nome di Jugoslavia. Tra le due guerre l'Istria, Zara e Fiume appartennero all'Italia.

Durante la Seconda guerra mondiale, con l'occupazione delle potenze dell'Asse, fu creato lo Stato indipendente di Croazia, guidato dal regime ustascia alleato della Germania nazista, responsabile di gravi persecuzioni. Contro gli occupanti combatté il movimento partigiano guidato da Tito. Alla fine della guerra la Croazia divenne una delle repubbliche della Jugoslavia socialista; l'Istria e Zara passarono alla Jugoslavia e gran parte della popolazione italiana lasciò quelle terre.

L'indipendenza e la guerra

Dopo la morte di Tito, nel 1980, la Jugoslavia entrò in una lunga crisi. Il 25 giugno 1991 la Croazia dichiarò l'indipendenza, e seguì una guerra durata fino al 1995, che colpì duramente città come Vukovar e la stessa Dubrovnik, assediata e bombardata tra il 1991 e il 1992. Oggi le ferite sono state in gran parte ricostruite; a Dubrovnik e in altre città piccoli musei e targhe ricordano quegli anni.

La Croazia di oggi

Dopo la guerra il paese ha avviato un lungo percorso di ricostruzione. È entrato nella NATO nel 2009 e nell'Unione europea nel 2013; dal 1° gennaio 2023 usa l'euro e fa parte dell'area Schengen. Il turismo, soprattutto sulla costa e nelle isole, è una delle principali risorse del paese. Leggi la guida al mare della Croazia.

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