Aggiornato a ottobre 2026
La cucina croata racconta la storia del paese: sulla costa è mediterranea, con pesce, olio e vino, e molti piatti ricordano quelli italiani, eredità di secoli di dominio veneziano; nell'interno è più sostanziosa, con carni, paprica e dolci di tradizione austro-ungarica e balcanica. Per un italiano è una cucina facile da amare, con qualche sorpresa.
Il modo migliore per conoscerla è la konoba, la trattoria tradizionale, spesso a gestione familiare, dove si mangiano pesce del giorno, piatti cotti a lungo e prodotti di casa. In questa guida trovi i piatti da provare regione per regione, i prodotti tipici e i vini. Per orientarti nel paese leggi la guida alla Croazia.
Da provare: il pesce alla griglia e il risotto nero in Dalmazia, la carne o il polpo sotto la peka, la pašticada, il brodetto, i tartufi e la pasta fresca dell'Istria, il formaggio di Pag, il prosciutto dalmata e istriano, gli štrukli di Zagabria, il kulen della Slavonia. Da bere: Plavac Mali, Malvasia istriana, Graševina e la rakija.
Lungo tutta la costa il pesce è protagonista, cucinato in modo semplice: alla griglia con olio, aglio e prezzemolo e un contorno di bietole e patate. Da provare il risotto nero al nero di seppia, l'insalata di polpo, i calamari, gli scampi del Quarnaro, considerati tra i migliori dell'Adriatico, e le ostriche di Ston, sulla penisola di Pelješac vicino a Dubrovnik.
Il brodetto è una zuppa di pesce misto con pomodoro e vino, spesso servita con la polenta. Sulle isole della Dalmazia centrale, come Hvar, si prepara la gregada, pesce cotto lentamente con patate, olio e vino bianco, senza pomodoro.
La peka è più un metodo di cottura che un piatto: carne di agnello o vitello, oppure polpo, con patate e verdure, cotti lentamente in una teglia coperta da una campana di ferro su cui si mette la brace. Richiede ore, e in molti ristoranti va ordinata con anticipo, a volte il giorno prima.
La pašticada è il piatto delle feste in Dalmazia: manzo marinato nell'aceto e cotto per ore con vino, prugne secche e verdure, fino a ottenere un sugo denso e scuro. Si serve con gli gnocchi o con la pasta fatta in casa.
L'Istria ha una cucina vicina a quella del Friuli e di Trieste. Il prodotto più celebre è il tartufo, bianco e nero, che si raccoglie nei boschi dell'interno e condisce la pasta fresca come i fuži e i pljukanci, le uova strapazzate e la carne. Da provare anche la maneštra, minestra di legumi e verdure, il prosciutto istriano, gli asparagi selvatici in primavera e l'olio extravergine, tra i più premiati del Mediterraneo. Leggi le guide a Rovigno e Pola.
A Zagabria e nelle regioni del nord si mangiano gli štrukli, una pasta sottile ripiena di formaggio fresco, bollita o gratinata in forno, e il tacchino con i mlinci, sfoglie di pasta ammorbidite nel sugo dell'arrosto. In Slavonia, la pianura dell'est, la cucina è ricca di paprica: il kulen è un salame piccante stagionato, il čobanac uno stufato di carni miste e il fiš paprikaš una zuppa di pesce di fiume. In tutta la Croazia si trovano piatti diffusi nei Balcani, come la sarma (involtini di cavolo acido ripieni di carne e riso), i ćevapi e l'ajvar, una salsa di peperoni rossi e melanzane.
La Croazia produce vino da più di duemila anni. Tra i rossi il più famoso è il Plavac Mali della Dalmazia, corposo e intenso, coltivato soprattutto sulla penisola di Pelješac e sulle isole; in Istria si produce il Terrano. Tra i bianchi spiccano la Malvasia istriana, il Pošip dell'isola di Korčula e la Graševina della Slavonia, il bianco più diffuso del paese.
A fine pasto si offre la rakija, distillato di frutta come prugne o uva, o la travarica, aromatizzata con erbe. Zara è la patria del maraschino, il liquore di ciliegie marasche.