Aggiornato a ottobre 2026
Il deserto occupa la gran parte del territorio egiziano, eppure resta la parte meno conosciuta dai viaggiatori, concentrati sui templi del Nilo e sulle spiagge del Mar Rosso. È un peccato, perché il Deserto Occidentale, la parte egiziana del Sahara, offre paesaggi che non somigliano a nulla e un modo di viaggiare diverso, fatto di lentezza, silenzio e notti sotto le stelle. A est del Nilo, le montagne di granito del Sinai custodiscono il monastero di Santa Caterina e la salita al Monte Sinai.
Sono viaggi che vanno organizzati bene: si viaggia con guide e fuoristrada, in alcune zone servono permessi o è prevista la scorta, e le condizioni di accesso cambiano nel tempo. Prima di programmare qualunque escursione nel deserto leggi le avvertenze di Viaggiare Sicuri e affidati solo a operatori autorizzati.
Da non perdere: una notte in tenda nel Deserto Bianco, il Deserto Nero e la Montagna di Cristallo, l'oasi di Bahariya, la fortezza di Shali e i laghi salati di Siwa, i fossili di balena di Wadi al-Hitan nel Fayyum, l'alba dal Monte Sinai e il monastero di Santa Caterina. Periodo migliore: da ottobre ad aprile. Sempre con operatori autorizzati e dopo aver controllato Viaggiare Sicuri.
Il Deserto Bianco, area protetta tra le oasi di Bahariya e Farafra, è il paesaggio più fotografato del Sahara egiziano. È un antico fondale marino di gesso e calcare che il vento ha scolpito per millenni in formazioni bianchissime che emergono dalla sabbia dorata: funghi giganti, torri, figure che ricordano animali e volti. Al tramonto la roccia si tinge di rosa e arancione, e al chiaro di luna sembra un paesaggio innevato.
L'esperienza classica è il campo notturno tra le formazioni, con la cena preparata dalle guide attorno al fuoco e i materassi sotto le stelle, in un cielo limpidissimo, lontano da ogni luce. Ci sono forti escursioni termiche: dopo una giornata calda la notte può essere molto fredda, quindi porta vestiti pesanti anche nella stagione mite. Non lasciare rifiuti e non salire sulle formazioni, fragili.
Sulla strada tra Bahariya e il Deserto Bianco si attraversa il Deserto Nero, con colline coniche coperte di pietre scure che sembrano cenere vulcanica, e si fa sosta alla Montagna di Cristallo, una piccola cresta di roccia ricca di cristalli che brillano al sole. Non portare via le pietre.
Bahariya è la base di partenza abituale per il Deserto Bianco, raggiungibile in alcune ore di strada dal Cairo. È un'oasi agricola con palmeti, sorgenti calde e un villaggio principale, Bawiti, dove si organizzano le escursioni. Custodisce anche un sito archeologico importante, la cosiddetta Valle delle Mummie Dorate, una vasta necropoli di epoca greco-romana scoperta negli anni Novanta, con mummie ricoperte di cartonnage dorato; alcune sono esposte nel piccolo museo locale.
Siwa è la più remota e affascinante delle oasi egiziane, nel deserto vicino al confine con la Libia, a molte ore di strada dalla costa mediterranea. L'isolamento le ha permesso di conservare una cultura berbera propria, con la lingua siwi e tradizioni diverse dal resto del Paese.
Il villaggio è dominato dalle rovine della fortezza di Shali, costruita con il karshif, un impasto di sale e fango che le rare piogge hanno in parte sciolto, dandole un aspetto scultoreo. Poco lontano sorge il tempio dell'oracolo di Amon, celebre perché, secondo le fonti antiche, Alessandro Magno lo raggiunse attraverso il deserto per consultarlo e farsi riconoscere figlio del dio. Intorno ci sono sorgenti dove fare il bagno, come quella di Cleopatra, i laghi salati dalle acque turchesi, in cui si galleggia senza sforzo, e le dune del Gran Mare di Sabbia, dove si fanno escursioni in fuoristrada e sandboarding.
Siwa è una comunità tradizionale e conservatrice: vestiti in modo sobrio e chiedi il permesso prima di fotografare le persone. Per arrivarci, e soprattutto per spostarsi nel deserto intorno all'oasi, possono servire permessi: verifica con l'operatore e su Viaggiare Sicuri.
Il Fayyum, a sud-ovest del Cairo, è una grande depressione fertile intorno al lago Qarun, con campi, villaggi e ruote idrauliche. Nel deserto vicino si trova Wadi al-Hitan, la «valle delle balene», patrimonio dell'UNESCO: tra le rocce affiorano gli scheletri fossili di antichissime balene, testimonianza del mare che copriva la zona milioni di anni fa. È l'escursione nel deserto più comoda dal Cairo, anche in giornata.
La penisola del Sinai ha un paesaggio di montagne di granito rosso, ben diverso dal deserto di sabbia dell'ovest. Nel suo cuore sorge il monastero di Santa Caterina, fondato nel VI secolo: è uno dei più antichi monasteri cristiani ancora abitati, custodisce una preziosa biblioteca di manoscritti e icone e il roveto che la tradizione identifica con quello ardente di Mosè. È patrimonio dell'UNESCO; giorni e orari di apertura sono limitati e vanno verificati.
Da qui parte la salita al Monte Sinai (Gebel Musa), identificato dalla tradizione con il monte dove Mosè ricevette le tavole della Legge. Si sale di notte, a piedi o in parte a dorso di cammello, per arrivare in cima all'alba, quando il sole sorge sulle creste delle montagne: è uno degli spettacoli più intensi del Paese. In vetta fa freddo, e l'ultimo tratto è una lunga scalinata di pietra irregolare: servono scarpe adatte, torcia e vestiti caldi. Le escursioni partono di solito da Sharm el-Sheikh e Dahab.
Le indicazioni ufficiali cambiano: controlla sempre la scheda aggiornata di Viaggiare Sicuri prima di partire e durante il viaggio. Alla data di questo aggiornamento la Farnesina:
Anche altri Paesi europei segnalano cautela per il Deserto Occidentale fuori dalle oasi principali e dalle strade che le collegano. In pratica: viaggia solo con agenzie autorizzate, sui percorsi turistici abituali (Bahariya, Deserto Nero e Bianco, Farafra, Siwa), e non organizzare spedizioni in autonomia. Verifica anche che la tua assicurazione copra le zone che visiti.
Per il Deserto Bianco si parte in genere dal Cairo con un fuoristrada o un'auto con autista fino a Bahariya, da dove cominciano le escursioni; i tour più comuni durano due o tre giorni. Siwa si raggiunge su strada dalla costa mediterranea, passando per Marsa Matruh, con un viaggio molto lungo; conviene affidarsi a un tour organizzato. Il Fayyum è a poche ore dal Cairo. Il Monte Sinai si raggiunge con le escursioni dalle località del Mar Rosso nel Sinai meridionale, come Sharm el-Sheikh e Dahab.
Nel deserto ci si muove solo in fuoristrada con autista e guida, organizzati da agenzie locali autorizzate. Nelle oasi ci si sposta a piedi, in bicicletta o con i carretti trainati dagli asini, a Siwa ancora molto usati.
La stagione giusta è quella fresca, da ottobre ad aprile. In estate le temperature di giorno rendono le escursioni pericolose oltre che faticose, e molti operatori sospendono i campi notturni. In inverno le notti nel deserto e in vetta al Monte Sinai sono fredde, a volte vicine allo zero, mentre a mezzogiorno il sole resta forte. In primavera può soffiare il khamsin, il vento carico di sabbia.