Luxor sorge dove si trovava Tebe, capitale dell'Egitto per gran parte del Nuovo Regno. In nessun altro luogo del pianeta si concentra una simile quantità di monumenti dell'antichità, e la definizione di museo a cielo aperto non è un'esagerazione pubblicitaria.
La città è divisa dal Nilo in due metà con funzioni opposte, secondo una logica che risale ai faraoni: la riva orientale, dove sorge il sole, era quella dei vivi e dei templi cittadini; la riva occidentale, dove il sole tramonta, era quella dei morti, con le necropoli e i templi funerari. Ancora oggi la visita si organizza così, dedicando una giornata a ciascuna sponda.
Il complesso di Karnak è il più grande edificio religioso mai costruito. Non è un tempio solo ma una città sacra, ampliata da generazioni di faraoni nell'arco di quasi duemila anni. Il momento che lascia tutti senza parole è l'ingresso nella sala ipostila: centotrentaquattro colonne gigantesche disposte in sedici file, alcune così grosse che servono più persone per abbracciarle, con i capitelli a papiro che sostenevano un tetto oggi scomparso e i geroglifici che conservano ancora tracce di colore.
Il Tempio di Luxor, in pieno centro città, è più raccolto e va visitato preferibilmente al tramonto o di sera, quando l'illuminazione notturna cambia completamente l'atmosfera. Un tempo era collegato a Karnak dal viale delle sfingi, quasi tre chilometri di statue affiancate, riportato alla luce e restituito alla percorrenza dopo un lungo lavoro di scavo.
Sulla riva occidentale, in una valle desertica dominata da una montagna dal profilo naturalmente piramidale, i faraoni del Nuovo Regno si fecero scavare le tombe nella roccia sperando di sfuggire ai saccheggiatori. Ne sono state individuate oltre sessanta.
Ciò che colpisce non è l'architettura esterna, invisibile, ma la decorazione interna: corridoi interamente ricoperti di testi funerari e figure dai colori ancora vividi dopo tremila anni, protetti dal buio e dall'aria secca. Il biglietto ordinario dà accesso a un numero limitato di tombe a scelta tra quelle aperte, che ruotano per motivi di conservazione; alcune, tra cui quella di Tutankhamon e quella di Seti I, richiedono un biglietto separato. Vale la pena chiedere sul posto quali siano aperte quel giorno e privilegiare le meno affollate, spesso altrettanto belle.
Nelle vicinanze si trovano la Valle delle Regine, con la celebre tomba di Nefertari, e la necropoli dei nobili, dove i dipinti raccontano scene di vita quotidiana anziché testi religiosi.
Il tempio funerario di Hatshepsut, a Deir el-Bahari, è una delle architetture più moderne dell'antichità: tre terrazze sovrapposte con lunghi colonnati, incastonate ai piedi di una parete rocciosa verticale. Fu costruito per la donna che regnò come faraone e il cui nome fu poi cancellato dai successori.
I Colossi di Memnone, due statue sedute alte quasi venti metri, sono tutto ciò che resta del tempio di Amenofi III, un tempo il più vasto della riva occidentale. Meno visitato ma splendidamente conservato è il tempio di Medinet Habu, dove i rilievi mantengono una quantità sorprendente di colore originale. Da vedere anche Deir el-Medina, il villaggio degli operai e degli artigiani che scavarono e decorarono le tombe reali.
Il volo in mongolfiera sulla riva occidentale è una delle esperienze più richieste: si parte prima dell'alba e si sorvolano i templi funerari, la valle e la striscia verde dei campi coltivati che si interrompe di colpo contro il deserto. È proprio questo contrasto, visibile solo dall'alto, a rendere il volo memorabile.
Si tratta comunque di un'attività a cui va dedicata attenzione: conviene rivolgersi a operatori consolidati, verificare che siano regolarmente autorizzati e assicurati, e sapere che i voli vengono annullati in caso di vento, con rimborso o rinvio. Meglio prevederlo nei primi giorni del soggiorno, così da avere una data di riserva.
Il periodo utile va da ottobre ad aprile. Nei mesi estivi Luxor raggiunge temperature estreme, che rendono faticosa la visita di siti quasi del tutto privi d'ombra; in ogni caso conviene iniziare all'apertura, verso le sei o le sette del mattino, e fermarsi nelle ore centrali.
Le due rive sono collegate da un ponte e da traghetti locali. Per la riva occidentale, dove le distanze tra i siti sono notevoli, serve un mezzo: taxi a giornata, minibus o bicicletta per i più allenati. Luxor è anche il punto di partenza classico della crociera sul Nilo verso Assuan. Le altre mete sono nella nostra guida all'Egitto.