Aggiornato a ottobre 2026
Il Monte Fuji è il simbolo del Giappone. Con i suoi 3.776 metri è la vetta più alta del Paese ed è un vulcano ancora attivo, la cui ultima eruzione risale all'inizio del Settecento. La sua forma quasi perfettamente conica, isolata dal resto del paesaggio, spiega perché sia stato per secoli oggetto di venerazione e uno dei soggetti più amati dell'arte giapponese: le Trentasei vedute del Monte Fuji di Hokusai, con la celebre grande onda, hanno costruito l'immagine che il mondo intero ha di questa montagna. Dal 2013 è patrimonio mondiale dell'UNESCO, riconosciuto come luogo sacro e fonte di ispirazione artistica.
Va detto subito, perché evita delusioni: il Fuji è spesso invisibile. Le nuvole lo nascondono per gran parte dell'anno, e capita di passare due giorni ai suoi piedi senza vederlo mai. Le probabilità migliori sono nei mesi freddi, da novembre a febbraio, quando l'aria è più tersa, e nelle prime ore del mattino, prima che il calore del giorno formi le nubi.
Ideale per: panorami, terme e natura, in gita da Tokyo o con una notte in un ryokan. Da vedere: il lago Kawaguchiko e gli altri Cinque Laghi, la pagoda Chureito, Hakone con Owakudani e il lago Ashi. La salita in vetta si fa solo nella breve stagione estiva, con regole di accesso da verificare ogni anno. Periodo migliore per vederlo: da novembre a febbraio, al mattino presto.
La zona dei Fuji Five Lakes, a nord della montagna, è la base classica per ammirarlo. Il più attrezzato è il lago Kawaguchiko, con alberghi, ryokan, musei e bus turistici che collegano i punti panoramici; dalla riva nord, nelle giornate senza vento, la montagna si specchia nell'acqua, immagine che compare su innumerevoli cartoline. I laghi Saiko, Shojiko e Motosu sono più tranquilli: la veduta del Fuji dal lago Motosu è quella raffigurata sulle banconote da mille yen della serie precedente al 2024. Il quinto lago, lo Yamanakako, è il più grande e il più vicino alla montagna.
Nella zona si trovano anche la foresta di Aokigahara, cresciuta su una colata lavica, con grotte di ghiaccio e di vento visitabili, e il villaggio di Oshino Hakkai, con stagni di acqua sorgiva limpidissima.
Il punto di ripresa più celebre è la pagoda Chureito, sopra la cittadina di Fujiyoshida, raggiungibile salendo quasi quattrocento gradini: inquadra insieme la pagoda a cinque piani, i ciliegi in fiore e il cono innevato. È l'immagine da cartolina per eccellenza del Giappone, ed è anche per questo molto affollata nella stagione dell'hanami. Ricorda che la zona è abitata: rispetta i divieti di sosta e le indicazioni dei residenti.
Hakone è l'alternativa più comoda per chi parte da Tokyo e vuole unire il panorama al relax. È una zona termale montuosa dove il classico giro turistico combina più mezzi in sequenza: treno di montagna, funicolare, funivia sopra la valle vulcanica di Owakudani, dove escono fumarole sulfuree e si vendono le celebri uova annerite dalla cottura nelle acque termali, e infine un battello sul lago Ashi, dal quale nelle giornate limpide si vede il Fuji oltre il torii rosso del santuario di Hakone che emerge dall'acqua. Lungo il percorso meritano una sosta il museo all'aperto con le sculture e l'antica strada del Tokaido, con i suoi cedri secolari. A causa dell'attività vulcanica la funivia e alcune zone possono essere chiuse: verifica prima di partire. Tutti i dettagli nella guida a Hakone.
Hakone e i laghi sono terre di onsen, le terme giapponesi. Dormire in un ryokan con bagno termale, cena kaiseki servita in camera e futon sul tatami è una delle esperienze più belle di un viaggio in Giappone, e alcune strutture hanno vasche all'aperto con vista sul Fuji. Negli onsen tradizionali ci si immerge completamente svestiti, dopo essersi lavati accuratamente a parte, e diverse strutture applicano ancora restrizioni a chi ha tatuaggi: conviene verificare prima o cercare una struttura con vasca privata.
La stagione ufficiale di salita è breve: va indicativamente da inizio luglio a inizio settembre, quando i sentieri sono liberi dalla neve e i rifugi sono aperti. Fuori da quel periodo la salita oltre le quinte stazioni non è consentita ed è comunque pericolosa: le condizioni sono quelle di un'alta montagna invernale.
Il percorso più battuto richiede indicativamente da cinque a sette ore di salita più la discesa. Non presenta difficoltà tecniche, ma è una lunga camminata su terreno vulcanico instabile, con l'altitudine che si fa sentire: il mal di montagna è il problema più comune, e in vetta, anche d'estate, fa freddo. Molti spezzano il cammino dormendo in un rifugio per raggiungere la cima all'alba e assistere al goraiko, il sorgere del sole dalla vetta.
Le vie di salita sono quattro, ciascuna con partenza dalla rispettiva quinta stazione:
La salita conserva la natura di pellegrinaggio che aveva nei secoli passati. Molti acquistano alla partenza un bastone di legno e lo fanno marchiare a fuoco nei rifugi lungo il percorso, riportandolo a casa come ricordo del cammino. In vetta si trova un santuario shintoista e si può percorrere il giro del cratere.
Negli ultimi anni, per limitare il sovraffollamento e le salite pericolose, sono state introdotte nuove regole su tutti i sentieri: un contributo obbligatorio per l'ingresso, la registrazione online con prenotazione e pagamento anticipati, la chiusura dei cancelli nelle ore pomeridiane e notturne per chi non ha prenotato un rifugio e, sul sentiero Yoshida, un numero massimo di escursionisti al giorno e il controllo dell'attrezzatura alla partenza (scarponi, abbigliamento caldo e impermeabile). Date di apertura, importi e condizioni cambiano di anno in anno: verificale prima di partire sul sito ufficiale per la salita al Fuji e su quelli delle prefetture di Yamanashi e Shizuoka.
Da Tokyo: sia la regione dei laghi sia Hakone si raggiungono in circa due ore, con autobus diretti dalle stazioni principali (in particolare Shinjuku) o con una combinazione di treni. Per Kawaguchiko ci sono anche treni diretti in alcune fasce orarie. Nella stagione di salita partono autobus diretti per le quinte stazioni. Entrambe le zone si possono visitare in giornata, ma un pernottamento aumenta molto le probabilità di vedere la montagna, dato che le condizioni migliori sono all'alba.
Dallo shinkansen: chi viaggia in treno tra Tokyo e Kyoto può scorgere il Fuji dal finestrino, sul lato destro in direzione ovest, nei pressi della stazione di Shin-Fuji: dura poco, ma nelle giornate limpide è un colpo d'occhio che ripaga l'attesa.
Attorno ai laghi girano bus turistici con fermate ai punti panoramici e ai musei, e si possono noleggiare biciclette. A Hakone conviene valutare i pass turistici che includono i diversi mezzi del giro classico. Un'auto a noleggio dà più libertà, ma nei fine settimana le strade sono spesso congestionate.
Per vedere il Fuji i mesi migliori sono da novembre a febbraio, con cielo limpido e la cima innevata. La primavera regala i ciliegi in fiore attorno ai laghi, l'autunno gli aceri rossi, entrambi con buone probabilità di vista al mattino. L'estate è spesso nuvolosa e umida, ma è l'unica stagione in cui si può salire in vetta. Evita, se puoi, i fine settimana e le festività giapponesi, quando i dintorni sono affollati. Per altre idee leggi dove andare a dicembre.