Aggiornato a ottobre 2026
Kyoto è il cuore culturale e spirituale del Giappone. Capitale imperiale per oltre un millennio, dalla fine dell'VIII secolo fino al trasferimento della corte a Tokyo nell'Ottocento, conserva un patrimonio straordinario di templi, santuari, giardini e tradizioni: i suoi monumenti storici sono patrimonio mondiale dell'UNESCO. Passeggiare tra le sue stradine significa fare un viaggio nella bellezza e nella quiete, anche se la città è oggi tra le più visitate del Paese.
Kyoto non è una città-museo: è una città moderna, con una grande stazione e viali trafficati, in cui i luoghi più belli sono sparsi tra le colline che la circondano. Per vederla bene servono almeno tre giorni, e conviene organizzarsi per zone, alzandosi presto per arrivare ai luoghi più celebri prima della folla.
Da non perdere: il Fushimi Inari Taisha con i suoi torii rossi, il Kinkaku-ji (Padiglione d'Oro), il Kiyomizu-dera e le stradine di Higashiyama, il quartiere di Gion, Arashiyama con il bosco di bambù, il castello Nijo e il giardino zen del Ryoan-ji. Periodo migliore: primavera e autunno. Da Tokyo si arriva in shinkansen in poco più di due ore.
Il Fushimi Inari Taisha è forse il santuario più famoso del Giappone, con il suo sentiero di migliaia di torii vermigli che sale lungo il monte Inari, donati nei secoli da famiglie e aziende. È dedicato a Inari, divinità del riso e della prosperità, i cui messaggeri sono le volpi di pietra che si incontrano ovunque lungo il percorso. Le prime gallerie di torii sono affollatissime, ma basta salire un po' per trovare tratti quasi solitari; il giro completo della montagna richiede qualche ora. Il santuario è sempre accessibile: andarci all'alba o al tramonto è il modo migliore per goderselo.
Sulle colline orientali, il Kiyomizu-dera è uno dei templi più amati della città, con la grande terrazza in legno sostenuta da pilastri che si affaccia sulla valle e su Kyoto. Per arrivarci si risalgono le stradine lastricate di Sannenzaka e Ninenzaka, fiancheggiate da case tradizionali, botteghe di ceramiche e sale da tè, con la pagoda di Yasaka sullo sfondo: è il quartiere più fotogenico della città, da percorrere al mattino presto. Proseguendo verso nord si incontrano il tempio Kodai-ji, il parco Maruyama e il santuario Yasaka, che segna l'ingresso a Gion.
Gion è il quartiere delle geiko (come a Kyoto si chiamano le geishe) e delle maiko, le apprendiste. Le vie lastricate di Hanamikoji e il canale di Shirakawa, con i salici e le case da tè in legno, evocano la Kyoto di altri tempi, soprattutto la sera. Dall'altra parte del fiume Kamo, il vicolo di Pontocho è pieno di ristoranti, molti dei quali in estate allestiscono terrazze sul fiume. Ricorda che Gion è un quartiere abitato: nelle stradine private è vietato fotografare e si rischia una multa, e le geiko e le maiko non vanno mai fermate o inseguite per una foto.
Il Kinkaku-ji, il Padiglione d'Oro, rivestito di foglia d'oro e riflesso in uno stagno circondato da giardini perfetti, è uno dei simboli del Giappone. L'edificio che si vede oggi è una ricostruzione degli anni Cinquanta, dopo che l'originale fu distrutto da un incendio. Poco lontano, il Ryoan-ji custodisce il più celebre giardino zen di pietre e ghiaia rastrellata, da osservare seduti in silenzio, mentre il grande complesso del Ninna-ji è famoso per i suoi ciliegi tardivi.
A nord-est, il Ginkaku-ji, il Padiglione d'Argento, non è mai stato rivestito d'argento, ma è amato per la sua sobrietà e per il giardino di sabbia e muschi. Da qui parte il Sentiero del Filosofo, una passeggiata lungo un canale fiancheggiato da ciliegi che porta, tra piccoli templi, fino alla zona del grande complesso zen del Nanzen-ji, con il suo acquedotto in mattoni dell'Ottocento.
Il quartiere di Arashiyama, ai piedi delle montagne a ovest, è famoso per la sua foresta di bambù, un sentiero tra canne altissime dove il vento crea un suono particolare: per vederla senza folla bisogna arrivare all'alba. Accanto si trova il tempio zen Tenryu-ji, patrimonio UNESCO, con uno splendido giardino affacciato sulle colline. Si attraversa il fiume sul ponte Togetsukyo, si può salire al parco delle scimmie di Iwatayama o fare un giro sul treno panoramico di Sagano o in barca lungo il fiume Hozu.
Il castello Nijo fu la residenza degli shogun Tokugawa a Kyoto: al suo interno, i pavimenti del palazzo Ninomaru sono detti «a usignolo» perché cigolano a ogni passo, per segnalare l'arrivo di eventuali intrusi. Le sale sono decorate con pitture su porte scorrevoli e il giardino è molto bello. Nel centro si estende il parco del Palazzo Imperiale di Kyoto, antica residenza degli imperatori, di cui si possono visitare alcune parti.
Kyoto è la capitale del kaiseki, la cucina raffinata giapponese, servita in una sequenza di piccole portate con grande attenzione alla stagione e alla presentazione. Da provare anche il tofu artigianale, in particolare lo yudofu caldo, i piatti vegetariani dei templi (shojin ryori), i sottaceti (tsukemono), il tè verde matcha e i dolci wagashi, a cominciare dagli yatsuhashi, il souvenir tipico della città. Nel mercato Nishiki e lungo il fiume si trovano locali per tutte le tasche.
Il Gion Matsuri, a luglio, è uno dei festival più famosi del Giappone, con la sfilata di grandi carri decorati per le vie del centro. A maggio si tiene l'Aoi Matsuri, con un corteo in costumi dell'epoca imperiale, e a ottobre il Jidai Matsuri, la sfilata delle epoche storiche. A metà agosto, per il Gozan Okuribi, grandi falò a forma di ideogrammi vengono accesi sulle montagne attorno alla città. Verifica le date esatte di anno in anno.
In treno: Kyoto è sulla linea principale dello shinkansen; da Tokyo si arriva in poco più di due ore con i treni più veloci, e da Osaka in un quarto d'ora o con i treni regionali in circa mezz'ora. Nelle giornate limpide, dal treno in arrivo da Tokyo si vede il Monte Fuji.
In aereo: Kyoto non ha un aeroporto. Il più comodo è il Kansai International di Osaka, collegato con un treno espresso diretto alla stazione di Kyoto; in alternativa si atterra a Tokyo e si prosegue in shinkansen.
I luoghi da vedere sono sparsi su un'area ampia, quindi conviene organizzarsi per zone. Gli autobus urbani arrivano quasi ovunque ma nei periodi di punta sono lenti e affollatissimi; quando possibile è meglio combinare metropolitana e treni (ad esempio per Fushimi Inari e Arashiyama) con lunghi tratti a piedi. Le carte ricaricabili come Suica e ICOCA valgono su treni e autobus. La bicicletta è un'ottima alternativa in una città in gran parte pianeggiante, rispettando le zone di parcheggio. Anche i taxi sono utili, soprattutto in gruppo.
Kyoto è bella tutto l'anno, ma i periodi migliori sono la primavera, con i ciliegi in fiore tra fine marzo e inizio aprile, e l'autunno, quando gli aceri tingono di rosso i templi tra la seconda metà di novembre e l'inizio di dicembre: sono anche le settimane più affollate e care dell'anno. L'estate è molto calda e umida, ma animata dalle feste; l'inverno è freddo e più tranquillo, e qualche volta la neve imbianca i templi. Per altre idee leggi dove andare a novembre.