Aggiornato a ottobre 2026
Oaxaca è forse la città più affascinante del Messico del sud. Ha strade a scacchiera, chiese barocche e facciate colorate. Il centro, fondato dagli spagnoli nel 1529 con il nome di Antequera, si trova in un'ampia valle in quota. Sulla collina che domina la valle ci sono le rovine di Monte Albán, che per secoli fu la capitale degli zapotechi. Dal 1987 la città e il sito archeologico sono insieme Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Oaxaca è anche una delle capitali della cucina messicana. Intorno alla città ci sono villaggi di artigiani, distillerie di mezcal, l'albero del Tule e i mosaici di pietra di Mitla. E due volte l'anno la città diventa una grande festa: a luglio per la Guelaguetza e tra fine ottobre e inizio novembre per il Día de Muertos. Se arrivi da Città del Messico, è una delle tappe più facili da aggiungere al viaggio.
Da non perdere: il centro storico e il complesso di Santo Domingo de Guzmán, il Museo delle Culture, i mercati 20 de Noviembre e Benito Juárez, Monte Albán, Mitla, l'albero del Tule, una distilleria di mezcal a Santiago Matatlán. Periodo migliore: la stagione secca, indicativamente da novembre ad aprile. Luglio per la Guelaguetza e l'inizio di novembre per il Día de Muertos, prenotando con molto anticipo.
Il cuore della città è lo Zócalo, la piazza principale, con i portici, i caffè e la Cattedrale. Intorno, strade a scacchiera piene di chiese, gallerie e negozi di artigianato. La via pedonale che sale verso Santo Domingo, l'Andador Macedonio Alcalá, è la più piacevole per una passeggiata.
La chiesa di Santo Domingo de Guzmán è il monumento simbolo di Oaxaca. Fuori è sobria, dentro è un'esplosione di stucchi dorati, tipica del barocco messicano. Accanto c'è l'ex convento domenicano, costruito tra il XVI e il XVIII secolo, che oggi ospita il Museo de las Culturas de Oaxaca, gestito dall'INAH.
Il museo racconta la storia della regione. Il pezzo più famoso è il tesoro della Tomba 7 di Monte Albán, scoperto nel 1932 dall'archeologo Alfonso Caso: gioielli e oggetti mixtechi in oro, argento, turchese, ossidiana e cristallo di rocca. Meritano anche i chiostri. Orari e biglietti cambiano: verificali prima sul sito dell'INAH.
Dietro Santo Domingo, negli antichi orti del convento, c'è il Jardín Etnobotánico de Oaxaca. Raccoglie piante della regione: agavi, cactus, alberi e specie usate in cucina, in medicina e nei riti. Di solito si visita solo con visita guidata, a orari fissi e in poche lingue: informati sugli orari appena arrivi e prenota se possibile.
A pochi passi dallo Zócalo ci sono due mercati vicini tra loro. Il Mercado Benito Juárez è il più vario: frutta, spezie, formaggio quesillo, cioccolato, cappelli, cesti e chapulines, le cavallette tostate che qui si mangiano come snack. Il Mercado 20 de Noviembre è il mercato del cibo. È famoso per il corridoio della carne alla brace: scegli la carne cruda a un banco, la fai cuocere sulla griglia e la mangi con tortillas, cipollotti e salse.
Monte Albán è il motivo per cui molti arrivano fin qui. Gli zapotechi spianarono la cima di una collina e vi costruirono una città che fu abitata per circa 1.500 anni. Il suo periodo di massimo splendore va all'incirca dal 500 a.C. all'850 d.C. Più tardi il sito fu usato anche dai mixtechi.
Il centro è la Gran Plaza, un'enorme spianata circondata da piattaforme, templi e scalinate. Da non perdere i Danzantes, le lastre di pietra con figure umane scolpite, tra le testimonianze più antiche del sito, e le stele con i primi segni della scrittura zapoteca. C'è anche un campo per il gioco della palla. La vista sulla valle, da lassù, è memorabile. Un piccolo museo di sito espone sculture e reperti.
Il sito è a pochi chilometri dal centro e si raggiunge con le navette turistiche, in taxi o con un tour. Vai presto la mattina: in alto c'è poca ombra e il sole è forte. Porta acqua, cappello e crema solare. Orari e biglietti INAH vanno verificati prima della visita. Per saperne di più c'è la scheda ufficiale UNESCO: Centro storico di Oaxaca e sito archeologico di Monte Albán.
La strada che da Oaxaca va verso est, verso Mitla, attraversa la valle di Tlacolula. Lungo il percorso si possono vedere molte delle cose più interessanti della zona.
Nel paese di Santa María del Tule, a circa 10 chilometri da Oaxaca, nel recinto della chiesa cresce l'Árbol del Tule. È un ahuehuete, cioè un cipresso messicano (Taxodium mucronatum), ed è considerato l'albero con il tronco più largo del mondo. L'età è incerta: le stime più serie parlano di oltre mille anni.
Mitla era un importante centro religioso zapoteco, poi usato anche dai mixtechi. È famosa per le decorazioni geometriche delle pareti: motivi a greca fatti con migliaia di piccole pietre tagliate e incastrate senza malta. Mitla, insieme al vicino sito di Yagul e alle grotte preistoriche della valle, è Patrimonio UNESCO dal 2010: in una di queste grotte sono stati trovati alcuni dei semi di piante coltivate più antichi del continente (scheda UNESCO).
Circa 70 chilometri a est di Oaxaca, nel territorio di San Lorenzo Albarradas, ci sono le "cascate pietrificate" di Hierve el Agua. In realtà non sono cascate: è un'acqua ricchissima di minerali che, scorrendo lungo la parete, ha lasciato depositi bianchi che sembrano cascate congelate. Sopra ci sono piccole vasche naturali e due piscine con vista sulla valle.
Il sito è stato chiuso più volte negli ultimi vent'anni per i contrasti tra le comunità vicine sulla gestione e sugli incassi. Ci sono stati anche blocchi della strada di accesso. A volte si paga più di un ingresso, a posti di controllo diversi. Chiedi al tuo alloggio o all'agenzia se il sito è aperto nei giorni della visita.
Santiago Matatlán si presenta come la "capitale mondiale del mezcal". Intorno al paese ci sono campi di agave e tante distillerie artigianali, chiamate palenques. Qui puoi vedere come si fa il mezcal: il cuore dell'agave viene cotto in forni scavati nel terreno, schiacciato, fatto fermentare e distillato. Se guidi, assaggia con moderazione o lascia guidare qualcun altro.
Nella stessa valle ci sono altri villaggi di artigiani, per esempio Teotitlán del Valle, noto per i tappeti di lana tessuti a mano.
Oaxaca è chiamata la "terra dei sette mole". Il mole è una salsa densa e complessa, fatta con peperoncini secchi, spezie, semi e a volte cioccolato. Il più famoso è il mole negro, scuro e leggermente dolce. Ci sono anche il mole rojo, il coloradito, l'amarillo e il verde. Di solito si serve con pollo o carne.
Da provare anche:
Viaggiare Sicuri consiglia di evitare l'acqua del rubinetto e il ghiaccio.
La Guelaguetza è la festa più importante dello Stato. Si tiene a luglio: gruppi di danza delle diverse regioni di Oaxaca si esibiscono nell'auditorium sul Cerro del Fortín, nei giorni chiamati Lunes del Cerro. Nel 2026 si sono svolti il 20 e il 27 luglio, con sfilate in città e festival del mezcal e del mole. Le date cambiano ogni anno e i biglietti per l'auditorium vanno comprati con anticipo.
Il Día de Muertos, tra il 31 ottobre e il 2 novembre, è vissuto a Oaxaca in modo molto intenso. Ci sono altari pieni di fiori di cempasúchil, cimiteri illuminati di notte e sfilate in maschera. È un periodo bellissimo ma affollato: prenota tutto molto presto. Ne parliamo anche in dove andare a novembre.
Lo Stato di Oaxaca ha anche una lunga costa sul Pacifico. La località più nota è Puerto Escondido, famosa tra i surfisti. A giugno 2025 l'uragano Erick ha colpito anche questa costa. Se vuoi unire mare e città, verifica come raggiungerla in sicurezza e tieni conto della stagione degli uragani sul Pacifico, indicativamente da giugno a ottobre.
Dall'Italia non ci sono voli diretti per Oaxaca. Di solito si vola su Città del Messico e da lì si prende un volo interno per l'aeroporto di Oaxaca. In alternativa ci sono autobus di prima classe da Città del Messico: il viaggio è lungo, conviene farlo di giorno. Collegamenti, compagnie e frequenze cambiano: verificali al momento della prenotazione. Per l'ingresso in Messico serve un passaporto con almeno sei mesi di validità residua.
Il centro storico si gira bene a piedi. Per Monte Albán ci sono navette dal centro, taxi e tour. Per la valle di Tlacolula (Tule, Mitla, Matatlán, Hierve el Agua) la soluzione più semplice è un tour di un giorno. Se noleggi un'auto, usa le strade principali e rientra prima che faccia buio. Per i taxi, Viaggiare Sicuri consiglia quelli prenotati dall'hotel o i taxi "de sitio" e di non fermarli per strada.
La stagione secca, indicativamente da novembre ad aprile, è la più comoda: giornate di sole e serate fresche, per via dell'altitudine. In estate arrivano le piogge. I due momenti più speciali sono luglio, per la Guelaguetza, e l'inizio di novembre, per il Día de Muertos. Per altre idee leggi dove andare a febbraio.
La scelta migliore è il centro storico, soprattutto tra lo Zócalo e Santo Domingo: puoi muoverti a piedi e uscire la sera. Ci sono hotel in case coloniali, bed and breakfast e ostelli. Il quartiere di Jalatlaco, a pochi passi dal centro, è tranquillo e pieno di murales. Durante la Guelaguetza e il Día de Muertos i posti finiscono presto e i prezzi salgono: prenota mesi prima.