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Palenque: guida alla città maya nella giungla del Chiapas

Aggiornato a ottobre 2026

Il Tempio delle Iscrizioni di Palenque circondato dalla foresta pluviale e dalla foschia del mattino
Da sapere prima di partire (ottobre 2026)
Prima di organizzare il viaggio in Chiapas leggi la scheda del Messico su Viaggiare Sicuri, che indica le aree dello Stato da evitare e si aggiorna spesso. La zona di confine con il Guatemala è segnalata da diversi governi europei per la presenza di gruppi criminali. Lungo la strada federale 199 tra Palenque e San Cristóbal de las Casas sono frequenti blocchi stradali e proteste: informati sul posto il giorno prima di metterti in viaggio.

Palenque è una delle città maya più belle del Messico. I suoi templi chiari spuntano da una giungla fitta e umida, sulle prime colline del Chiapas settentrionale, e la sensazione è quella di scoprire un luogo rimasto nascosto per secoli. Non è il sito più grande del mondo maya, ma è forse il più elegante: edifici slanciati, volte, gallerie, rilievi in stucco e lunghe iscrizioni che hanno permesso agli studiosi di ricostruire la storia dei suoi re.

L'UNESCO l'ha iscritta nel 1987 nella Lista del Patrimonio Mondiale come "Città preispanica e parco nazionale di Palenque". Il periodo d'oro va più o meno dal 500 al 700 d.C., quando la città dominava il bacino del fiume Usumacinta. Oggi Palenque si raggiunge anche con il Tren Maya, e questo la rende più facile da inserire in un itinerario che parte dallo Yucatán o dalla Riviera Maya.

In breve

Da non perdere: il Tempio delle Iscrizioni, il Palazzo con la sua torre, il Gruppo delle Croci, il Museo del sito con la replica della tomba di Pakal, i sentieri nella giungla del parco nazionale. Nei dintorni, la cascata di Misol-Ha. Periodo migliore: da novembre ad aprile, la stagione più asciutta. Fa caldo e umido tutto l'anno.

Cosa vedere a Palenque

Tempio delle Iscrizioni e la tomba di Pakal

È il simbolo di Palenque: una piramide a gradoni con un tempio in cima, le cui pareti ospitano uno dei testi geroglifici più lunghi del mondo maya. Nel 1952 l'archeologo Alberto Ruz Lhuillier scoprì al suo interno una scala nascosta che scendeva fino alla camera funeraria di K'inich Janaab' Pakal, il re che governò dal 615 al 683 d.C. Fu una scoperta clamorosa: per la prima volta si dimostrava che una piramide maya poteva custodire una tomba reale.

Oggi non si può salire sul tempio né scendere nella tomba, che è chiusa al pubblico per tutelarla. Puoi però vedere la ricostruzione della camera funeraria, con il sarcofago e la celebre lastra scolpita, nel Museo del sito. Accanto si trova il Tempio XIII, dove negli anni Novanta è stata trovata la sepoltura nota come "Regina Rossa", per il pigmento rosso che ricopriva i resti.

Il Palazzo e la torre

Di fronte al Tempio delle Iscrizioni si allunga il Palazzo, un grande complesso di cortili, gallerie e stanze costruito in più fasi su una piattaforma artificiale. Al centro svetta la torre a più piani, un elemento unico nell'architettura maya: secondo l'UNESCO poteva servire come torre di guardia o come osservatorio astronomico. Cammina con calma nei cortili interni e cerca i rilievi in stucco e le sculture in pietra: raccontano scene di corte e cerimonie.

Gruppo delle Croci

Attraversato il piccolo corso d'acqua che taglia il sito, salendo un po' trovi il Gruppo delle Croci: il Tempio della Croce, il Tempio della Croce Fogliata e il Tempio del Sole. Li fece costruire Kan Bahlam II, figlio di Pakal, per celebrare il proprio potere e il legame con gli dei. All'interno dei santuari ci sono pannelli scolpiti di grande finezza. Da qui la vista sul Palazzo e sul Tempio delle Iscrizioni è tra le più belle del sito.

Museo del sito

Il Museo del sito "Alberto Ruz Lhuillier" si trova lungo la strada di accesso alle rovine. Ha riaperto nel settembre 2024 dopo lavori di rinnovamento. Ospita la replica della tomba di Pakal, ceramiche, maschere e ornamenti funerari, sculture e iscrizioni provenienti dai templi. Secondo l'INAH l'ingresso è compreso nel biglietto della zona archeologica e il museo chiude il lunedì: verifica giorni e orari prima di andare. Conviene visitarlo dopo le rovine, quando hai ancora negli occhi i luoghi da cui provengono i reperti.

Il parco nazionale e la giungla

Le rovine sono dentro il Parco nazionale di Palenque, area protetta dal 1981 e gestita dalla CONANP. Solo una piccola parte dell'antica città è stata scavata: il resto è ancora coperto dalla vegetazione. Alcuni sentieri passano accanto a gruppi di edifici minori, ruscelli e piccole cascate. Al mattino presto è facile sentire le scimmie urlatrici e vedere uccelli tropicali. Indossa scarpe chiuse, porta repellente per insetti e acqua. Per i sentieri meno battuti è meglio farsi accompagnare da una guida autorizzata.

Il paese di Palenque

Il paese, a pochi chilometri dalle rovine, è la base pratica per la visita: ha alloggi, ristoranti, agenzie e i collegamenti con il sito. Non ha grandi monumenti, ma è un buon posto per assaggiare la cucina chiapaneca e organizzare le escursioni nei dintorni.

Escursioni nei dintorni

Cascata di Misol-Ha

È la gita più semplice da Palenque: una cascata alta che si getta in una grande pozza circondata dalla foresta. Un sentiero permette di passare dietro il getto d'acqua. L'area è gestita da una comunità locale, che chiede un ingresso proprio. Si trova lungo la strada federale 199, a sud di Palenque: informati sulle condizioni della strada prima di partire.

Cascate di Agua Azul

Agua Azul è una lunga serie di salti e vasche che, nei periodi asciutti, prendono un colore turchese. Nella stagione delle piogge l'acqua diventa spesso torbida e marrone. Negli ultimi anni la portata ha risentito di siccità ed eventi sismici, e lo spettacolo può cambiare molto da un anno all'altro. Anche Agua Azul si raggiunge dalla strada 199 verso Ocosingo, il tratto per cui il Foreign Office britannico sconsiglia gli spostamenti non essenziali per blocchi stradali illegali e proteste frequenti. Se vuoi andarci, valuta un'escursione organizzata da Palenque, chiedi in loco se la strada è percorribile e tieni contanti per gli ingressi comunitari.

Yaxchilán e Bonampak, verso il confine con il Guatemala

Sono due siti straordinari nella Selva Lacandona. Yaxchilán sorge su un'ansa del fiume Usumacinta e si raggiunge in barca da Frontera Corozal. Bonampak è famosa per i suoi murales dipinti, tra i meglio conservati del mondo maya. Si trovano però in un'area vicina al confine con il Guatemala dove, dal 2023, ci sono stati scontri tra gruppi criminali. Yaxchilán è rimasta chiusa da ottobre 2023 a marzo 2024 ed è stata riaperta con controlli delle guardie comunitarie; a Bonampak sono stati segnalati controlli armati e pedaggi irregolari. Per Bonampak l'INAH indica, oltre al biglietto, un ingresso comunitario e un trasporto locale. Prima di prenotare controlla Viaggiare Sicuri e chiedi a operatori affidabili se le visite si svolgono regolarmente. Nel dubbio, rinuncia.

Come arrivare

Tren Maya. Palenque è una delle stazioni capolinea del Tren Maya, collegata all'aeroporto. La linea unisce Palenque a Campeche, a Mérida e a Cancún, oltre che alle altre stazioni della penisola dello Yucatán. Il viaggio fino a Cancún è lungo, quasi una giornata: molti preferiscono spezzarlo con una sosta a Campeche o a Mérida e Uxmal. Orari, frequenze e prezzi cambiano: controllali sul sito ufficiale e prenota per tempo nei periodi di vacanza messicani.

Aereo. Palenque ha un aeroporto internazionale, ma i voli sono pochi e variano nel tempo. In alternativa si arriva a Villahermosa, nel vicino Tabasco, e si prosegue in autobus o in auto. Dall'Italia non ci sono voli diretti: si passa in genere da Città del Messico o da Cancún.

Autobus. Le compagnie di linea collegano Palenque con Villahermosa, Campeche, Mérida, San Cristóbal de las Casas e altre città. Per la tratta verso San Cristóbal valuta con attenzione il percorso, per i blocchi frequenti sulla strada 199.

Come muoversi

Tra il paese e le rovine fanno servizio i colectivos, piccoli furgoni condivisi, e i taxi. Per le cascate e i siti più lontani la scelta più semplice è un'escursione organizzata con agenzie locali, che conoscono le condizioni delle strade giorno per giorno. Guidare da soli in Chiapas è possibile, ma richiede prudenza: evita gli spostamenti di notte, fai attenzione ai topes (i dossi rallentatori) e informati sui blocchi prima di partire.

Quando andare

Palenque ha un clima tropicale caldo e umido tutto l'anno. Il periodo più piacevole va da novembre ad aprile, con meno piogge e sentieri meno fangosi. Da maggio-giugno a ottobre piove spesso, soprattutto nel pomeriggio: la giungla è più verde, ma le cascate sono spesso torbide. Visita le rovine all'apertura: fa meno caldo, c'è meno gente e la luce è più bella. Evita, se puoi, la Settimana Santa e i ponti festivi messicani, quando il sito si riempie. Per altre idee leggi dove andare a febbraio e dove andare a novembre.

Dove dormire

Hai due possibilità principali. Il paese di Palenque è comodo per i trasporti, i ristoranti e le agenzie, con alloggi di ogni fascia. Lungo la strada che porta alle rovine ci sono invece lodge, cabañas ed ecoresort immersi nella vegetazione: sono ideali se vuoi svegliarti con i suoni della giungla e arrivare al sito presto. Qui serve un po' di tolleranza per caldo, umidità e insetti. Verifica che l'alloggio abbia zanzariere e, se ti serve, aria condizionata.

Consigli pratici

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