Racconto di vale78 · viaggio del settembre 2006 · Aggiornato a ottobre 2026
Uno scorcio del nostro viaggio di nozze nel paese dei Malavoglia, il celebre romanzo di Giovanni Verga.
Molte coppie scelgono terre lontane per un momento magico come la «luna di miele». Io e il mio neo-sposino Giovanni, invece, abbiamo deciso di trascorrerla in una regione davvero affascinante, la Sicilia. Poiché quello che desideravamo più di ogni altra cosa era immergerci in un contesto rilassante e a diretto contatto con la natura, abbiamo scelto di pernottare e trascorrere parecchie ore ad Aci Trezza, un incantevole paesino in provincia di Catania, sulla costa orientale.
La preferenza proprio per Aci Trezza è nata dal fascino per le storie e, soprattutto, per le atmosfere e le ambientazioni del capolavoro di Giovanni Verga, «I Malavoglia». Il maestro del verismo, in quest'opera, ha saputo rendere al meglio quella che poteva essere la vita di una famiglia di pescatori dell'Ottocento, tanto legata alle tradizioni e al senso di solidarietà, unione e amore familiare, quanto strettamente dipendente dagli umori del mare, dove la loro imbarcazione troverà ora la fortuna, ora la morte.
Grande era quindi la curiosità di visitare quel borgo marinaro, dove si svolge la maggior parte delle vicende del libro, e le cittadine vicine, come Aci Castello, con il suo suggestivo castello a picco sul mare (all'epoca ospitava spesso mostre di prodotti locali, di antichi reperti oppure di conchiglie e crostacei trovati sul posto).
La vera sorpresa è stata constatare che, in un periodo di afflusso turistico molto basso come la fine di settembre, si possono rivivere qui sensazioni di pace, di armonia e di profonda simbiosi con il mare. Una sera, mentre il sole che tramontava imporporava il cielo, ci siamo seduti su una panchina nella piazzetta davanti al porto. C'erano diversi bambini, con donne e anziani che, mentre si raccontavano in stretto dialetto siciliano il lento fluire della giornata, scrutavano di tanto in tanto l'orizzonte per vedere se comparivano i loro uomini.
È stato un vero «salto nel passato» visitare sia l'interno che l'esterno della «Casa del Nespolo», come era chiamata l'abitazione dei Malavoglia nel romanzo. Fuori c'erano ancora il balconcino da cui comunicavano Mena e Alfio Mosca (due giovani che si innamorano… il mio lato romantico «spunta fuori» anche nella lettura!) e l'albero di nespolo. Dentro la casa, che rispecchia le descrizioni del libro, era allestita una mostra con visita guidata.
Mi sono rimaste impresse le vele, sia originali dell'epoca sia rifatte in quello stile, ognuna con un proprio simbolo: era proprio grazie alla figura dipinta sulla vela che le donne, in trepidante attesa al porto, riuscivano a riconoscere i propri cari, nel romanzo… come nella realtà!
Ma Aci Trezza non ci è rimasta nel cuore solo per il legame con «I Malavoglia». Davvero incantevole è la passeggiata sul lungomare, dove di tanto in tanto si allungano nell'acqua dei pontili in legno, sferzati dalle onde nei giorni di tempesta; da questi pontili i pescatori passano ore e ore con la canna da pesca in mano, come parecchi decenni fa.
Dalle balaustre del lungomare si vedono i caratteristici faraglioni, dal colore grigiastro che rivela le loro origini vulcaniche. È stato bellissimo girare intorno a questi massi a bordo di una barca molto simile a quelle di un tempo. Mentre un caldo sole ci abbronzava, il barcaiolo ci ha raccontato, come un cantastorie, una miriade di leggende antiche, suggerite per lo più proprio dalle forme strane dei faraglioni, che emergono dalle acque fieri delle storie secolari narrate su di loro. Compaiono addirittura in capolavori della letteratura che si perdono nella notte dei tempi: non a caso quella zona è nota anche come «Riviera dei Ciclopi».
Durante questa breve traversata ci siamo fatti lasciare, per un bagno fantastico, sugli scogli vicini alla caratteristica «casetta rosa», costruita su un'isoletta davanti al porto. Abbiamo visto anche una formazione corallina color arancione carota e una medusa gigante; il barcaiolo ci ha detto che ce ne sono di molto più grandi e che, comunque, quella specie non è urticante… beh, noi gli abbiamo creduto sulla parola, senza volerla toccare!
Il racconto si riferisce a un viaggio del 2006. Il museo della Casa del Nespolo ha avuto negli anni orari e aperture variabili: conviene verificarli prima di andare, così come le gite in barca intorno ai faraglioni, che si trovano nell'Area marina protetta Isole dei Ciclopi. Per organizzare il resto del viaggio guarda la nostra guida alla Sicilia.