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Riserva naturale di Vendicari, un tramonto da non dimenticare

Racconto di gidi · viaggio del maggio 2006 · Aggiornato a ottobre 2026

Pantano della Riserva di Vendicari al tramonto con uccelli in volo, canneti e i resti della vecchia tonnara sulla costa

Un mini tour siciliano

Nel maggio 2006, dopo aver sostenuto uno stressantissimo esame, ho deciso di concedermi, insieme alla mia famiglia, un meritato break. Abbiamo scelto la Sicilia. Anche per venire incontro alle esigenze degli altri compagni di viaggio, nel nostro mini tour non sono mancate delle tappe (purtroppo brevi ma intense) in alcune grandi città dell'isola: Palermo, con il centro ricchissimo di chiese e palazzi di grande valore artistico e il famoso teatro, e Agrigento, dove la Valle dei Templi mi ha regalato una «catapulta» indietro nel tempo che non avevo mai vissuto prima.

L'ultima giornata, però, è stata quella che mi è piaciuta di più: la provincia di Siracusa. La mattina abbiamo visitato questo splendido capoluogo, che ha saputo coniugare in modo davvero apprezzabile i ritmi e il dinamismo di una città moderna con veri tesori dell'arte: basti pensare al parco archeologico della Neapoli, alla Fonte Aretusa, all'isola di Ortigia e al Duomo.

Nella riserva

Nel primo pomeriggio, rimanendo nel Siracusano, ci siamo diretti verso quello che era il mio obiettivo principale: la riserva naturale di Vendicari, un'oasi lungo la strada che porta da Noto (una delle «capitali del Barocco», che avrebbe sicuramente meritato una visita… sarà per la prossima volta!) a Pachino. Noi siamo entrati dall'ingresso principale, quello centrale, anche se ne esistono anche uno a sud, verso la Cittadella dei Maccari, e uno a nord. La scelta è stata casuale, ma ci ha permesso di essere accompagnati da un giovane e assai preparato guardiaparco, che ci ha spiegato molte particolarità della zona.

L'area protetta si presenta come una vasta pianura lungo il mare, dove si alternano dune, coste rocciose e calette, con brevi spiagge che sembrano messe lì per concedere soste «a pelo d'acqua» al visitatore accaldato. La nostra guida ci ha detto che nella riserva ci sono diversi pantani, poco distanti tra loro, tra cui il Pantano Piccolo, il Pantano Grande e il Roveto. Data la stagione e le poche piogge di quel periodo, però, il Roveto era prosciugato.

Uccelli da mezzo mondo

L'aspetto più interessante è sicuramente la ricchezza della fauna e della flora. Vendicari è una delle mete preferite da una varietà impressionante di uccelli, che la usano come sosta nei loro viaggi migratori tra l'Europa e l'Africa. Vedendo condividere con tanta pace e armonia quegli spazi da specie di colori e dimensioni così diversi, provenienti da terre lontane tra loro come i Paesi scandinavi, l'Est Europa e perfino la tundra siberiana, mi è venuto in mente come sarebbe bello che anche un altro animale, l'uomo, riuscisse a integrarsi così con i suoi simili di altri Paesi.

È incredibile come l'atmosfera quasi surreale di una riserva, così lontana dalle città popolose, possa stimolare riflessioni che di rado mi sono venute spontanee proprio là dove le difficoltà di convivenza si vivono ogni giorno, in città: quanto abbiamo da imparare da un'attenta contemplazione della natura!

Iris, gigli e ginestre

Anche dal punto di vista della vegetazione, l'oasi di Vendicari è un mondo da scoprire. Grazie alla primavera, sicuramente la stagione migliore per la varietà dei fiori, ci siamo trovati davanti a un arcobaleno di colori: mi hanno colpito in particolare gli iris blu e i candidi gigli marini, che non avevo mai visto.

Distese di papaveri e cespugli di ginestre spuntano qua e là tra i canneti, che si spingono quasi fino alle coste rocciose; queste degradano verso il mare, ora dolcemente, ora a picco. Avrei avuto voglia di fare un bel tuffo, ma ho cambiato idea dopo che un subacqueo ci ha raccontato di aver incontrato polpi giganti e murene!

La tonnara e il tramonto

La nostra passeggiata si è conclusa tra i segni dell'antica tradizione marinara di quelle terre: le casette dei pescatori, i luoghi di raccolta, conservazione e lavorazione del pesce e i resti della grande tonnara.

Data la mia insistenza, ho convinto i miei genitori a restare oltre il tramonto, per contemplare il paesaggio infinito, con gli uccelli che, emettendo mille suoni e richiami diversi, si stagliavano sullo sfondo rosato del cielo: come dimenticarlo? E come dimenticare la notte trascorsa in un agriturismo a poca distanza dall'uscita della riserva? Non è stata una sistemazione comoda, ma il suo fascino veniva proprio dall'arredo povero e campestre e dal contatto diretto con i suoni, gli odori e i colori della natura selvaggia, immersa nella quiete più assoluta.

Prima di partire

Il racconto si riferisce a un viaggio del 2006. Oggi l'ingresso alla riserva è a pagamento e alcuni tratti di spiaggia sono chiusi alla balneazione per proteggere la nidificazione degli uccelli: orari, costi e regole cambiano con la stagione e vanno verificati prima di andare. Per spiagge, ingressi e consigli pratici guarda la nostra guida alla Spiaggia della Cittadella e a Vendicari.

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