Di Luciana Cattaneo · scritto nel 2011 · Aggiornato a ottobre 2026
Nel mezzo dell'Oceano Atlantico, a circa 1.400 km dalle coste del Portogallo e a circa 3.000 km dalla costa nordamericana, si estende l'arcipelago delle Azzorre, ultimo baluardo europeo prima del continente americano. Isole di origine vulcanica, le Azzorre si trovano dove si incontrano la placca americana, quella euroasiatica e quella africana, e le tracce delle loro origini sono visibili ovunque: grotte, caldere e crateri vulcanici trasformati in laghi, sparsi qua e là nelle varie isole.
L'antico passato geologico ha lasciato un'eredità paesaggistica incantevole e di grande effetto, dando a ognuna delle nove isole dell'arcipelago un carattere proprio, accomunato però dal verde intenso della natura sullo sfondo del blu profondo del mare.
Le Azzorre si dividono in tre gruppi: quello orientale, a cui appartengono São Miguel, Santa Maria e gli isolotti delle Formigas; quello centrale, con Terceira, Graciosa, São Jorge, Pico e Faial; e infine quello occidentale, che comprende Flores e Corvo.
La storia delle Azzorre inizia quando i Portoghesi, alla metà del Quattrocento, cominciarono a popolare le isole. Arrivarono coloni dalle province portoghesi, ma anche persone di origini molto diverse, tra cui francesi, inglesi, scozzesi, tedeschi e italiani, oltre a schiavi africani, prigionieri di origine araba, piccoli criminali, soldati e commercianti di zucchero. Sulle isole di Terceira, Pico, Faial, São Jorge e Flores si stabilirono i Fiamminghi, tanto che alle Azzorre fu dato il soprannome di «isole fiamminghe».
Per quasi un secolo, tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, le isole conobbero il dominio spagnolo e, più tardi, furono coinvolte nella guerra civile portoghese (1828-1834). Anche durante la seconda guerra mondiale le Azzorre ebbero un loro ruolo, offrendo i loro territori per le basi militari alleate. Per sfuggire alle povere condizioni economiche, molti azzorriani emigrarono, soprattutto verso il continente americano: Stati Uniti (in particolare la California), Brasile e Canada. Nel 1976 l'arcipelago divenne Regione autonoma del Portogallo; le città principali sono Ponta Delgada e Ribeira Grande a São Miguel, Angra do Heroísmo e Praia da Vitória a Terceira e Horta sull'isola di Faial.
Tra tutte le isole, la più grande e turistica è São Miguel, conosciuta come «l'isola verde» per le dolci colline e le pianure verdi, alternate a laghi, montagne e spiagge sabbiose. Con comodi sentieri si arriva alla Lagoa do Fogo, il «lago del fuoco», oppure al lago di Furnas, dove è usanza cuocere i cibi direttamente con il calore della terra, mentre nel parco Terra Nostra ci si può concedere un piacevole bagno nelle acque termali.
La seconda isola per numero di abitanti è Terceira, la cui città, Angra do Heroísmo, fu ricostruita dopo il forte terremoto del 1980; il suo centro storico è Patrimonio UNESCO. Lo stupendo panorama sull'isola si ammira salendo sul Monte Brasil.
Tra le isole meno abitate, Pico ospita la montagna più alta del Portogallo ed è la più adatta a chi cerca uno stretto contatto con la natura e ama camminare o esplorare le numerose grotte. Graciosa è conosciuta per i suoi vigneti, alternati ai campi di grano; abbellita da una serie di piccoli isolotti, è chiamata anche «isola bianca», per alcune località che portano il bianco nel nome. A São Jorge il paese di Manadas offre un paesaggio da cartolina, con le belle case di campagna circondate da orti e campi coltivati, mentre a Faial le ortensie azzurre che bordano strade e campi hanno dato all'isola l'appellativo di «isola blu». Da Ponta dos Capelinhos si vedono ancora le conseguenze della forte eruzione vulcanica del 1957, che stravolse il paesaggio.
L'isola di Flores offre paesaggi incantati, con profonde valli e laghi circondati da ortensie, che fanno anche da recinti naturali ai campi. Corvo, con poche centinaia di abitanti, è l'isola più piccola delle Azzorre, ma vanta una tradizione artigianale, soprattutto di berretti di lana.
Gli sport più praticati alle Azzorre, oltre al trekking, sono le immersioni subacquee, in particolare a São Miguel, Terceira e Faial, dove si possono praticare anche tennis e golf. Molto diffusi sono il surf, la vela e la pesca, sia dalle rocce sia al largo: l'oceano è molto pescoso, con tonni, pesci spada e anche squali. A Ponta Delgada e a Horta ci sono barche attrezzate per la pesca d'altura.
Così come i paesaggi, anche il tempo alle Azzorre può cambiare all'improvviso, ma le temperature restano piacevoli, in media tra i 16 e i 24 gradi. Molti turisti arrivano alle Azzorre dopo aver visitato il Portogallo: è utile sapere che non ci sono traghetti dal continente e che l'arcipelago si raggiunge solo in aereo, da Lisbona e da altri aeroporti.
Tutte le isole sono collegate da voli interni. Via mare, i traghetti collegano tutto l'anno soprattutto le isole del gruppo centrale (Faial, Pico e São Jorge) e, mare permettendo, Flores e Corvo; d'estate si aggiungono altre linee. Orari e rotte cambiano ogni anno: da verificare prima di partire. Sulle isole principali si può noleggiare un'auto o usare taxi e autobus.
La cultura azzorriana è fortemente impregnata di religiosità, che spesso unisce sacro e profano, frutto delle varie immigrazioni, delle caratteristiche del territorio e delle vicende politiche dei secoli. Numerosissime sono le feste che si svolgono durante l'anno in tutte le isole, come le feste dello Spirito Santo e il Carnevale.