Di Luciana Cattaneo · scritto nel 2012 · Aggiornato a ottobre 2026
Volendo immergersi in un'atmosfera tropicale dalle note spiccatamente occidentali, si può sognare o programmare una vacanza alle Bermuda. In realtà l'arcipelago non appartiene ai Caraibi: si trova in pieno Oceano Atlantico, a circa mille chilometri dalla costa orientale degli Stati Uniti. Con le sue numerose isole e isolotti corallini, di cui una ventina abitati, rappresenta in ogni caso una meta esotica.
L'alta stagione va dalla primavera all'inizio dell'autunno: in questo periodo le acque sono particolarmente calde ed è più gradevole nuotare oppure fare snorkeling. Anche la bassa stagione, che corrisponde al nostro inverno, ha le sue attrattive: oltre ai prezzi in genere più bassi, è il periodo migliore per visitare in lungo e in largo le isole. Se non soffiano i venti freddi dall'Atlantico, le temperature invernali restano comunque gradevoli, intorno ai 20°, mentre in estate si aggirano sui 30°. Da giugno a novembre è la stagione degli uragani atlantici.
Va da sé che le Bermuda attirano molti turisti, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, in particolare per la magia delle spiagge. Lungo le coste si alternano piccole cale e ampie spiagge, spesso colorate di rosa, che offrono una grande varietà di servizi e opportunità. Si va dalle spiagge private, proprietà di alberghi e club, a quelle pubbliche, che sono molto numerose. Tra quelle private, la più esclusiva è quella del Mid Ocean Club, con incantevoli calette e un campo da golf, ma soffermandosi su quelle pubbliche la scelta è davvero ampia.
Spesso ben attrezzate, le spiagge di pubblico accesso comprendono ad esempio Shelly Bay, dalle acque poco profonde e molto adatta per famiglie con bambini, con un campo giochi e vari servizi. La vicinanza all'Acquario delle Bermuda offre inoltre la possibilità di una divagazione dalla vita da spiaggia, visitando una delle maggiori attrattive dell'arcipelago. Tra le più vicine al capoluogo Hamilton, Elbow Beach si estende per circa un chilometro.
Una delle spiagge più note per le attività e gli sport acquatici è lo Snorkel Park, adiacente al Royal Naval Dockyard, l'antica base della marina britannica che ospita il museo marittimo delle Bermuda, altro luogo di interesse da non perdere. Qui si possono noleggiare diverse attrezzature, da quelle per lo snorkeling, favorito dalla presenza di molte specie di pesci e coralli, al kayak.
Un'altra spiaggia pubblica rinomata è Horseshoe Bay, a forma di ferro di cavallo, una delle più belle delle Bermuda e molto frequentata. Si trova nel parco costiero della South Shore, che riunisce una serie di spiagge e calette collegate da sentieri, ed è uno dei luoghi della tradizionale festa degli aquiloni del Venerdì Santo. Si possono trovare anche spiagge molto più tranquille, in alcuni casi perfino deserte, come Daniel's Head, uno degli angoli meno noti delle Bermuda.
La costante che accomuna molte delle spiagge è la loro colorazione rosa, dovuta a minuscoli organismi marini dal guscio rosso, i foraminiferi, che vivono sulle barriere coralline e che al termine del loro ciclo di vita si depositano sul fondo dell'oceano. Le correnti li trasportano poi sulle spiagge, mischiandoli con frammenti di coralli e conchiglie, e creano quel contrasto magico tra il rosa della sabbia e il turchese e il blu profondo dell'oceano, sotto un cielo azzurro a tratti limpido o solcato da nuvole vaporose. Un'immagine non solo da cartolina, ma reale. Le spiagge più straordinarie si trovano sulla costa meridionale, dove le scogliere coralline sono a brevissima distanza dalla riva, mentre le piccole cale circondate dalle rocce si trovano sui tratti costieri settentrionali.
A volte si incontrano anche strane creature marine, le caravelle portoghesi (in inglese Portuguese man o' war), chiamate così perché nella forma ricordano la vela di un antico vascello da guerra. Somigliano a grandi meduse, ma sono colonie di più organismi, con tentacoli urticanti che possono superare i dieci metri di lunghezza: è consigliabile stare alla larga. Per fortuna non sono frequenti e non turbano il fascino di un arcipelago che, per la poca profondità delle sue acque, la barriera corallina e la presenza di numerosi relitti, resta un affascinante mondo marino da esplorare.
In superficie permane quel mix di cultura africana e britannica, eredità di oltre quattrocento anni di storia coloniale, che ha fatto delle Bermuda il più antico territorio d'oltremare del Regno Unito, che tuttora lo amministra. Elementi britannici si ritrovano ad esempio nella città di St. George's, il cui centro storico è patrimonio UNESCO: caratteristico dell'epoca coloniale, con case ed edifici che ospitano oggi alcuni musei e rispettano lo stile originario. Calypso e reggae sono invece le eredità musicali dell'influenza africana e caraibica, mentre i danzatori Gombey, con i loro costumi ispirati anche ai nativi americani, si esibiscono in occasione di vari eventi.
Le Bermuda meritano di essere scoperte anche al di là delle spiagge, in bicicletta o in scooter, oltre che in taxi, autobus o con i traghetti. Ai turisti non è consentito noleggiare un'auto tradizionale: in alternativa si possono noleggiare piccole auto elettriche a due posti. Regole e disponibilità vanno verificate prima di partire. Ogni mezzo è utile per esplorare questa stretta e lunga striscia di terra nell'Oceano Atlantico.