Di Nadia F. Poli · scritto nel 2011 · Aggiornato a ottobre 2026
«È meraviglioso qui, e mette a posto anima e corpo.» – Gustav Mahler
D'inverno come d'estate, il lago di Dobbiaco, incastonato tra le rocce dolomitiche, raccoglie e rimanda nei suoi riverberi le meraviglie e i lussi di un tempo passato.
Tra i monti che fanno da corona a Dobbiaco sta il segreto di un'armonia profonda, che seppe conquistare il musicista Gustav Mahler. Le vette tracciano un profilo di picchi che si stagliano ritmicamente sull'orizzonte, ora nitidamente scolpiti, ora frastagliati. Catturano la luce del sole come specchi, soprattutto d'inverno, quando il riverbero della neve è quasi accecante. Del resto qui è la porta delle Dolomiti, dei «Monti Pallidi». Dall'increspatura delle rocce nascono infinite e cangianti sfumature, mentre i boschi si arrampicano fin dove non sembrerebbe possibile, cedendo infine alle nevi e alla pietra.
Il lago di Dobbiaco taglia come una lama orizzontale la valle che si insinua tra queste montagne, e raccoglie la luce che rifulge fin qui, tra le rocce dolomitiche. Eccole specchiarsi nell'acqua d'estate e nel ghiaccio d'inverno: il monte Serla da un lato e, imponente, la Cima Nove dall'altro.
Il lago sembra una sosta, una placida pausa nel corso tormentato della Rienza, il fiume che attraversa la Val di Landro e poi la Pusteria. D'estate le sue acque restituiscono il verde cupo delle pinete che vi si affacciano, ma è d'inverno che questo paesaggio trova la sua magia fiabesca, quando la neve, scivolando lungo i valloni che scendono dalle vette, alza candidi mucchi sulle rive del lago e il ghiaccio azzurro si stende da una sponda all'altra, nel cuore di una corona di spettacolari cime.
Una leggenda racconta che questi monti non ebbero sempre una luce così abbagliante: furono i nani a filare il chiarore della luna e a ricoprirne le cime più grigie e tetre.
Da questi monti passa ancora oggi la strada d'Alemagna, che unisce Dobbiaco, porta verso l'Austria e la Germania, a Cortina d'Ampezzo e al Veneto, snodandosi lungo uno straordinario itinerario. Proseguendo verso sud si arriva in pochi minuti in vista delle Tre Cime di Lavaredo e, più oltre, al lago di Landro, proprio di fronte al gruppo del Cristallo.
La storia narrata da questi luoghi non è leggenda, ma possiede il sigillo della verità. Qui, sulla cima del Monte Piano, si trovavano le postazioni austriache e, poco oltre, sulla quasi omonima cima del Monte Piana, si attestarono gli italiani. Fu la ritirata di Caporetto a imporre l'abbandono delle posizioni: a ricordo di quei giorni terribili restano un museo all'aperto e un piccolo cimitero con le sue croci tutte uguali.
Oggi quegli itinerari appartengono di nuovo alla montagna e si confondono con gli altri sentieri che salgono tra le cime. Il lago di Dobbiaco è infatti il cuore di alcuni tra i più suggestivi paesaggi dolomitici: la Rienza segna qui il confine tra due parchi naturali.
A est c'è quello delle Dolomiti di Sesto (oggi Parco naturale Tre Cime), celebre per le sue vette a lungo inviolate, come le Tre Cime, la Cima Undici o la Rocca dei Baranci. Di fronte, sui rilievi che si addossano al lago, comincia il Parco di Fanes-Senes-Braies. Qui era il regno dei Fanes, che ha alimentato una delle più affascinanti saghe dolomitiche: altipiani movimentati, curiose formazioni naturali, fenomeni carsici sorprendenti, tutto ha favorito la nascita di leggende. È uno dei parchi più grandi dell'Alto Adige e custodisce luoghi incontaminati come il lago di Braies, uno dei laghi alpini più celebri.
Dobbiaco è anche una vera capitale dello sci di fondo, con piste che si snodano per chilometri nelle valli intorno al paese, e una buona meta per lo sci alpino.
Per raggiungere Dobbiaco si percorre la Val Pusteria, passando da Brunico. Il lago si trova all'inizio della Val di Landro, a pochi chilometri dal paese.
La cucina della valle gode di meritata fama per i suoi piatti originali e di intenso sapore, come i ravioloni ripieni di crauti e patate e poi fritti. Ottimi anche i tradizionali canederli al formaggio, al fegato o allo speck, e gli schlutzkrapfen, ravioli ripieni di ricotta, patate e spinaci.
Camminare sul lago ghiacciato è possibile solo quando lo spessore del ghiaccio è sicuro: informarsi sul posto e seguire le indicazioni locali. Il lago di Braies, nei mesi estivi, ha l'accesso in auto regolamentato con prenotazione obbligatoria del parcheggio o della navetta: regole e orari sono da verificare prima di partire.