Di Gabriella Lax · scritto nel 2018 · Aggiornato a ottobre 2026
Prima di partire: il Messico non è sconsigliato nel suo complesso, ma la Farnesina raccomanda di evitare alcuni Stati (tra cui Guerrero e Sinaloa) e chiede massima cautela in altri, compreso il Chiapas, dove sono segnalate rapine e richieste di "pedaggi" nelle zone rurali: meglio non lasciare le strade statali e non fotografare le persone senza permesso. Controlla la scheda aggiornata su Viaggiare Sicuri prima di organizzare il viaggio.
Il viaggio nel Messico classico, da Città del Messico attraverso il Chiapas e lo Yucatán, offre una varietà di paesaggi e luoghi discontinui e differenti, ma tutti allo stesso tempo affascinanti. Una miscela destinata a rimanere nell'anima del viaggiatore.
Moderna e all'avanguardia, con i suoi grattacieli, la capitale è una città cosmopolita che poggia sulle vestigia di misteriosi e antichi fasti.
Il Museo Nazionale di Antropologia è una tappa fondamentale per conoscere la storia del Paese e delle antiche civiltà che lo hanno animato. Possiede la più straordinaria collezione di reperti e di opere d'arte della civiltà precolombiana. Fiore all'occhiello, nella cosiddetta sala Mexica, è la Pietra del Sole azteca, il gigantesco calendario in pietra che pesa circa 24 tonnellate, una delle opere più fotografate al mondo, insieme alla riproduzione della tomba di Pakal. La collezione è davvero enorme e abbraccia migliaia di anni di storia: conviene decidere prima su quali culture antiche concentrarsi.
In giro per Città del Messico, a Tlatelolco, c'è la piazza delle Tre Culture: luogo religioso e di sacrifici nell'antichità, sul quale fu poi costruita una chiesa, danneggiata dal terremoto del 1985. Qui, il 2 ottobre 1968, la giornalista italiana Oriana Fallaci fu ferita durante la repressione in cui morirono numerosi studenti del movimento in rivolta.
Nel quartiere degli artisti di Coyoacán c'è la casa museo di Frida Kahlo, il luogo in cui la pittrice messicana visse insieme al marito Diego Rivera. L'ingresso nel patio proietta il visitatore in un altro tempo, in cui amori, tradimenti, politica e arte si uniscono in una storia dolorosa ma avvincente. Sembra quasi di vederla, Frida, con i suoi abiti stravaganti e unici, aggirarsi per le stanze; si ha l'impressione di sentire l'eco delle voci. Ci sono ancora gli arredi completi: dalla cucina con le decorazioni che portano i nomi dei due coniugi fino alle camere da letto, con il letto con lo specchio che abbiamo conosciuto nel film sull'artista messicana; c'è persino la sedia a rotelle a cui la sventurata fu costretta. Presente anche una preziosa collezione di quadri e di foto.
A proposito di Diego Rivera, sempre a Città del Messico c'è il Palacio Nacional, che ospita i suoi meravigliosi murales: un'incredibile panoramica con tutti i personaggi del Messico fino ai suoi tempi, politici e indigeni, sacro e profano insieme. Pennellate che hanno il dono di sintetizzare la storia del Messico dall'epoca preispanica all'età moderna.
È il santuario più venerato del continente americano. Il 12 dicembre, tra la vecchia chiesa e il nuovo santuario (eretto tra il 1974 e il 1976, che per forma ricorda quello della Madonna delle Lacrime di Siracusa), arrivano pellegrini da ogni parte del Paese e del mondo per festeggiare e chiedere grazie alla Vergine dalla pelle scura. La tradizione vuole che la Madonna sia apparsa a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, uno dei primi indigeni convertiti al cristianesimo, lasciandogli delle rose dai colori mai visti nel Paese. Le rose, raccolte nel mantello e presentate alle autorità ecclesiastiche del tempo, furono la prova che era accaduto qualcosa di miracoloso. Il mantello di Juan Diego, con l'immagine della Vergine, è custodito dietro l'altare principale.
Una ventina di chilometri quadrati per uno dei siti archeologici più magici del mondo. Non si sa molto delle popolazioni che crearono la città, perché fu abbandonata, per ragioni ancora discusse, tra il VI e il VII secolo d.C., dopo secoli di splendore. Grandiosi palazzi, sculture di serpenti e dipinti murali sono le attrattive uniche che si snodano lungo la cosiddetta Calzada de los Muertos, il Viale dei Morti. La Piramide del Sole, uno dei monumenti più grandi della Mesoamerica, e quella più piccola della Luna ne costituiscono le parti più importanti, insieme al tempio di Quetzalcóatl, dedicato al Serpente piumato. Non a caso il sito è stato definito il luogo dove "gli uomini diventano dei".
San Cristóbal è un piccolo gioiello dell'architettura coloniale, incastonato tra montagne ricoperte di pinete. È il gusto della semplicità che conquista. Le strade acciottolate del centro attirano turisti da ogni parte del mondo, ma sono la bellezza delle case basse e colorate, dei negozi e dei localini (dal pub al ristorante europeo), insieme agli odori e ai profumi dei venditori ambulanti, a rendere il posto caratteristico e indimenticabile. La città si trova a oltre 2.000 metri sul livello del mare, quindi conviene portare con sé qualche maglione.
Fuori città, lontano dagli sguardi dei turisti, esistono ancora piccole comunità zapatiste che vivono di agricoltura e allevamento. Sempre intorno a San Cristóbal si trovano villaggi di indigeni maya, come quello dei chamula, gli antichi abitanti del luogo, i cui costumi si uniscono alla modernità. La religiosità, un misto di cristianesimo e religione degli avi, è il fulcro della vita in questi villaggi. Straordinarie sono le chiese: all'esterno non sembrano molto diverse da quelle a cui siamo abituati, ma all'interno lo spettatore resta a bocca aperta davanti a uno spettacolo inconsueto. Non ci sono banchi, ma statue di santi colorati, migliaia di candele accese e aghi di pino che ricoprono il pavimento. Qui gli abitanti vengono a chiedere le grazie: sacro e profano mescolati inscindibilmente. È severamente vietato fotografare o riprendere i luoghi e i rituali.
Il viaggio da San Cristóbal a Palenque, in pullman o in auto, vi farà comunque vivere scorci di Messico indimenticabili. Lungo le curve delle verdi strade di montagna ci sono villaggi che mostrano la vita vera: bambini che vanno a scuola su improbabili mezzi di trasporto capaci di portarne anche otto o dieci, donne dagli abiti colorati impegnate nei lavori di tutti i giorni.
Vicino al paese di Palenque si trovano le rovine geometriche di templi antichi, completamente immerse nello scenario suggestivo della giungla. Lo spettatore rimane senza fiato davanti agli antichi monumenti che si spalancano tra il verde. Elegante e misterioso, quello di Palenque è uno dei siti maya più accessibili: c'è il tempio del Teschio, ci sono il Tempio del Sole e quello della Croce, e c'è il cosiddetto Palacio, usato come luogo di residenza e di culto dalla famiglia reale.
Da visitare nei dintorni le cascate di Agua Azul, dove il fiume si tuffa in una serie di salti tra la vegetazione tropicale; con molta cautela, in alcuni punti è possibile fare il bagno. Sulla stessa strada si incontra anche la cascata di Misol-Ha, uno dei luoghi in cui fu girato il film "Predator".
Campeche è caratterizzata da mura di cinta e fortini che anticamente la difendevano dagli attacchi dei pirati. Oggi è una splendida cittadina coloniale, con le case colorate. In centro si ammira la cattedrale dell'Immacolata Concezione; da visitare il museo della cultura maya. Nei dintorni c'è il sito precolombiano di Edzná, con il maestoso Tempio dei Cinque Piani, nell'antichità rivestito di pitture e stucchi.
Chichén Itzá è il sito più intrigante della penisola dello Yucatán, la stessa che sulla costa caraibica ospita la Riviera Maya e le rovine di Tulum. Le immagini scoperte nel sito smentiscono l'apparente atmosfera di pace che sembra aver accompagnato la storia dei Maya. Tra le strutture, oltre alla grande piramide di Kukulkán (che da anni non si può più scalare), c'è l'osservatorio a pianta circolare, il Caracol, con le sue decorazioni. Un ultimo tassello di un viaggio che, tra colori, sapori e rovine antiche, resta nell'anima.
Le condizioni di sicurezza in Messico cambiano nel tempo e da zona a zona: prima di partire leggi la scheda aggiornata di Viaggiare Sicuri, soprattutto per gli spostamenti via terra in Chiapas. Le cascate di Agua Azul negli ultimi anni hanno avuto periodi di portata molto ridotta e la strada che le raggiunge è stata talvolta interessata da blocchi: informati sul posto. Orari e biglietti dei siti archeologici e dei musei: da verificare prima di partire.