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Viaggi e Racconti

Viaggio in Iran, nella terra dell'antica Persia

Di Laura Tirloni · scritto nel 2013 · Aggiornato a ottobre 2026

La grande piazza Naqsh-e Jahan di Isfahan con le cupole azzurre delle moschee al tramonto

Prima di partire: nel 2026 la Farnesina sconsiglia i viaggi in Iran, a causa del conflitto che ha coinvolto il Paese e della situazione di sicurezza; lo spazio aereo è stato a lungo chiuso. Questo testo, scritto nel 2013, va letto come un racconto e una descrizione del Paese, non come una guida pratica. Per la situazione aggiornata consulta la scheda di Viaggiare Sicuri.

Iran, terra delle grandi civiltà persiane, delle tombe dei re achemenidi, della mitica Persepoli e di Pasargade, delle splendide decorazioni delle moschee sciite di Shiraz, Isfahan e Kerman. Di rara bellezza le torri del vento e le case di terra cruda di Yazd. E poi i luoghi sacri alla religione zoroastriana: le torri del silenzio e l'Ateshkadeh, il tempio del fuoco sacro che, secondo la tradizione, arde da oltre millecinquecento anni.

Le tombe dei poeti Hafez e Saadi sono venerate come quelle di santi dagli iraniani, che ne recitano i versi a memoria. L'Iran è ricchissimo di siti archeologici e di antichi tesori, come la suggestiva città di Isfahan, con la sua piazza patrimonio dell'UNESCO.

Un Paese che si apriva al turismo

Quando scrivevo queste righe, nel 2013, grazie a una politica estera più moderata il Paese stava attirando sempre più turisti stranieri, dopo anni di stallo. Oggi la situazione è molto diversa, ma resta il ricordo di un Paese dal calendario scandito da grandi ricorrenze religiose e civili: il Ramadan, il mese di digiuno, e l'Eid-e Fetr che ne celebra la fine; il Ghadir-e Khom, che ricorda il giorno in cui il profeta Maometto designò come successore l'Imam Ali; l'anniversario della rivoluzione islamica del 1979, a febbraio; il Capodanno persiano (Nowruz), a fine marzo, con imponenti festeggiamenti; e la commemorazione della morte di Khomeini, avvenuta nel 1989, all'inizio di giugno.

Da Shiraz a Teheran

Un viaggio in Iran passa quasi sempre da Shiraz, capoluogo della regione di Fars, nel sud-ovest del Paese, fulcro storico della Persia antica. Da qui si completa il giro dell'Iran centrale attraverso Kerman, Yazd, Isfahan, Kashan e infine Teheran.

Yazd, gioiello di fango e mattoni

Yazd è una torrida città ai margini del deserto, un vero gioiello di fango e mattoni. Una città remota, nel cui centro storico, dominato dall'arancione del fango che ricopre le case, ci si può perdere nel dedalo di vicoli e stradine e ammirare un paesaggio mozzafiato. Una città mistica, sacra ai musulmani. Partendo da Yazd si può vivere l'emozione di una notte nel deserto. Indimenticabile.

Isfahan, la «metà del mondo»

Isfahan è una perla di storia e architettura che gli iraniani chiamano la «metà del mondo». Nella piazza Naqsh-e Jahan, una delle più grandi del mondo, si possono ammirare le maestose cupole della moschea dell'Imam e della moschea dello Sceicco Lotfollah. La sera, nei giardini della piazza, le famiglie si riuniscono per sorseggiare insieme del buon tè e gustare qualche dolcetto: è un'usanza diffusa nelle città.

Il primo impatto

Il primo impatto con l'Iran è sicuramente forte per un occidentale. Stordisce il traffico indescrivibilmente caotico delle strade cittadine. Colpisce l'onnipresenza, per le vie, negli edifici e nelle case, del ritratto severo dell'Imam Khomeini. Non sorprende, ma si fa notare, la presenza delle donne avvolte nel chador, il tradizionale manto nero lungo fino ai piedi che lascia scoperto solo il volto e che le rende figure così misteriose.

«You are my guest»

Ciò che invece sorprende è la cordialità e la curiosità della gente verso il visitatore, e questo costringe tutti noi a mettere in discussione preconcetti e paure. Quello iraniano è un popolo fiero, accogliente e gentile, che ci tiene a essere capito e conosciuto. Viaggiare è anche questo, dopotutto: saper guardare con occhi diversi e rivedere le nostre certezze e i nostri pregiudizi.

L'Iran offre sorprendenti bellezze, sia dal punto di vista naturalistico sia storico-architettonico. Si passa dai deserti alle cascate, dalle ripide montagne ai campi verdeggianti. Si può ammirare la raffinatezza dell'arte islamica e l'imponenza delle rovine archeologiche dell'impero persiano. Ma ciò che rende davvero speciale questa terra è il suo popolo: gente che sa accogliere con gioia e curiosità il visitatore e lo ospita nel modo più pieno, spontaneo e autentico del termine, con un sorriso.

«You are my guest», e quando te lo senti dire diventi la persona più felice del mondo. Tutto è a tua disposizione, le loro attenzioni sono rivolte a te, sei il loro re, il loro scià. Questa è un'arte. E anche la nostra diffidenza, in questi luoghi, piano piano si dilegua per lasciare il posto alla scoperta dell'altro.

Se ti affascinano le terre dell'antica Via della Seta e del Caucaso, leggi anche i racconti di Laura Tirloni sull'Uzbekistan e sull'Armenia.

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