Di Laura Tirloni · scritto nel 2013 · Aggiornato a ottobre 2026
Stanchi delle solite mete battute dal turismo di massa, di cui è già stato detto tutto e già tutto si sa? Allora provate a chiedere a qualcuno per strada se per caso sa dove si trova l'Uzbekistan. Molto probabilmente vi risponderà col silenzio, ma se pronunciate il nome di Samarcanda, vedrete i suoi occhi illuminarsi. Chissà, forse al ricordo di qualche favola che raccontava di tappeti volanti, città nel deserto o palazzi principeschi. Oppure al pensiero di spezie, profumi, carovane di cammelli e impavidi viaggiatori come Marco Polo o grandi condottieri come Gengis Khan.
Non si può trasmettere fino in fondo il fascino di questo Paese, che evoca mondi antichi e lontani, entrati in contatto con l'Occidente attraverso la Via della Seta, la rotta carovaniera che dalla Cina arrivava fino al Mediterraneo.
Il viaggio inizia dalla regione del Karakalpakstan, una delle zone più remote al mondo, dove incontriamo la città di Nukus, sperduta tra le steppe della regione del lago d'Aral. E proprio qui, in mezzo al nulla, si trova un museo di grande valore, con splendide opere d'arte che il regime sovietico avrebbe voluto cancellare.
Più a sud-est, in un'area stepposa, si delinea il maestoso profilo delle antiche rovine di Chilpik, Ayaz Kala e Toprak Kala, dalle quali si ammira un panorama infinito e di straordinaria bellezza.
Al di là dell'Amu Darya, l'antico Oxus attraversato da Alessandro Magno, appare Khiva, una minuscola cittadina circondata da mura tortuose che custodiscono veri gioielli architettonici: minareti, moschee e madrasse, le scuole coraniche presenti in tutto l'Uzbekistan. Inutile dirlo, l'atmosfera è magica. Quando l'abbiamo visitata, a poco più di vent'anni dall'indipendenza dall'Unione Sovietica, il turismo era ancora limitato, e questo giocava a favore di chi aveva la fortuna di vedere questi luoghi.
Dopo il deserto del Kyzylkum, eccoci arrivati nella splendida Bukhara. Gli abitanti sanno accogliere con un sorriso e la magia pervade le piazze, contornate da moschee e madrasse.
E finalmente giungiamo nella mitica Samarcanda, una città bella e moderna che custodisce alcuni dei più importanti monumenti dell'architettura storica dell'Asia centrale. Ammiriamo la grandiosa piazza monumentale del Registan, con le sue tre splendide madrasse. Subito dopo l'immensa moschea di Bibi Khanum e quindi la necropoli di Shah-i-Zinda, un luogo magico, con i mausolei ornati da maioliche azzurre.
Il paesaggio cambia bruscamente scendendo verso Termez: terra aspra, durissima, solcata dall'Amu Darya. Proprio da qui, nel 1979, passarono le armate sovietiche dirette a invadere il vicino Afghanistan.
Infine Tashkent, la capitale, dalla marcata impronta russa: raffinata, moderna, con immensi viali e spazi verdi.
L'Uzbekistan è un Paese da scoprire: unico, particolare, complicato. Le conquiste e le invasioni secolari ne hanno costruito la storia e forgiato il carattere. Da non perdere!
Lungo le stesse rotte carovaniere, più a ovest, si entra nella terra dell'antica Persia, raccontata da Laura Tirloni in un altro articolo.
Regole d'ingresso, registrazione obbligatoria del soggiorno e zone sconsigliate (in particolare le aree di confine con l'Afghanistan) cambiano nel tempo: verificale prima di partire sulla scheda dell'Uzbekistan di Viaggiare Sicuri.