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Quattro passi a Vienna

Racconto di Ferny Forner · viaggio del settembre 2008 · Aggiornato a ottobre 2026

La cattedrale di Santo Stefano a Vienna con il tetto di tegole smaltate colorate e la grande torre gotica

Tre giorni pieni a Vienna, scelti con cura: niente maratone nei grandi musei, ma chiese, piazze, il Ring in tram, Klimt al Belvedere e una fetta di torta Sacher. Il diario di un viaggio di fine settembre 2008.

Giovedì 25 settembre: l'arrivo

Arriviamo verso le 18 e raggiungiamo l'hotel prenotato via internet, il Kolping Wien Zentral (82 euro a notte con la colazione). È in posizione centrale, vicino alla Mariahilfer Straße, via molto commerciale, a 15 minuti a piedi da Stephansplatz. Grandi camere a due letti con servizi (niente bidet); nei letti non ci sono lenzuola, solo piumini, e si dorme avvolti nel piumino; niente wifi, televisione solo con canali in tedesco, colazione con ampia scelta.

Andiamo a cena alla Siebensternbräu, tipica birreria viennese, menù ricco (non aspettatevi piatti italiani). Ordiniamo zuppa all'aglio, canederli di spinaci, due dolci e due birre medie alla spina, per un totale di 25 euro in due, con piatti abbondanti. Nota bene: l'acqua minerale costa più della birra.

Venerdì 26 settembre: la città

Iniziamo da Stephansplatz, la piazza simbolo della città. Gli edifici che vi si affacciano sono di stili diversi, anche moderni come la Haas Haus; al centro campeggia la cattedrale gotica di Santo Stefano (Stephansdom), costruita su un'antica chiesa romanica. La visitiamo attentamente all'esterno: di particolare interesse il Portale dei Giganti (Riesentor) e le Torri dei Pagani. Noto che le facciate sono molto annerite dallo smog, specialmente nella parte bassa. Ammiriamo la grande torre, chiamata Steffl (oltre 136 metri): i più allenati possono salire in cima facendo qualche centinaio di scalini. Il tetto è coperto di tegole smaltate. Nella stazione della metropolitana si vedono i resti di una cappella trovati durante gli scavi.

L'interno è molto grande (circa 107 metri di lunghezza), diviso in tre navate, con le volte sostenute da imponenti e alte colonne; l'altare è barocco. Mi è piaciuto il pulpito di pietra attribuito a Pilgram, ornato dai busti di sant'Ambrogio, sant'Agostino e degli altri padri della Chiesa.

Visitiamo quindi i dintorni: la Jesuitenkirche, con un interessante pulpito, e la Franziskanerkirche, chiesa rinascimentale con interno barocco e un notevole organo. Quasi per caso capitiamo nella piazza dell'Hoher Markt, ritenuta la più antica di Vienna, anche se non si vede molto, essendo circondata da edifici moderni. È nota per l'Ankeruhr, il famoso orologio dove a mezzogiorno sfilano dodici personaggi storici, dal primo, Marco Aurelio, all'ultimo, Joseph Haydn. Nella piazza ci sono anche la fontana di San Giuseppe e dei resti romani.

Andiamo poi alla Ruprechtskirche, nell'omonima piazza, considerata la chiesa più antica di Vienna, in stile romanico, con un bel campanile: niente interno, perché è chiusa. Pranziamo in uno dei ristoranti della catena Nordsee con un piatto di pesce, patate, due birre e caffè.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la Karlsplatz, grande e bella piazza ottocentesca, dove si notano gli originali padiglioni di Otto Wagner dei primi del Novecento. Sul lato sud c'è la Karlskirche, grande chiesa del Settecento, importante espressione del barocco viennese; verso il Ring incontriamo la Staatsoper, il teatro dell'opera di Vienna.

Passiamo davanti all'imponente edificio del Rathaus, il municipio, con un giardino e un fornito ufficio turistico, e poi alla Votivkirche, grande chiesa neogotica eretta intorno al 1860. Arriviamo così sulla Ringstraße, il viale alberato lungo circa 4 km che circonda quasi interamente il centro storico. Saliamo sul tram che effettua il giro del Ring e ci consente di stare comodamente seduti e passare in rassegna molti importanti palazzi: il Parlamento, il Rathaus, la Staatsoper e molti altri.

La sera andiamo a mangiare una pizza nelle vie pedonali del Graben (5,70 euro a testa per una pizza al pomodoro e una agli spinaci, 1,90 per la birra in lattina).

Sabato 27 settembre: la giornata dei musei

Andiamo a visitare la Peterskirche, ritenuta una delle più belle della città. Sorge in un luogo dove già in epoca antica c'era una chiesa, distrutta e ricostruita più volte; quella attuale è del Settecento, con interno barocco. All'esterno è pregevole la bella cupola; notevoli il portale e, all'interno, le opere di Altomonte.

In tram, attraversando una zona più decentrata della città, raggiungiamo la Hundertwasserhaus, originale e curioso edificio, molto frequentato dai turisti per i suoi colori e i giardini pensili: direi che una visita la merita.

Raggiungiamo, sempre in tram, il Belvedere, costituito da due palazzi (Inferiore e Superiore) posti uno di fronte all'altro e separati da giardini molto belli, con in lontananza il panorama della città. Nel Belvedere Superiore c'è la galleria d'arte. Si sale per una grande scalinata da cui si accede alle sale, che visitiamo solo in parte: il nostro interesse è rivolto alle opere di Klimt, non solo al famoso Bacio, che tutti ricordano, ma anche alle altre (magnifici anche il Giardino di campagna e il Viale nel parco). Passiamo poi alle inquietanti opere di Schiele (magnifica La famiglia), a Kokoschka, a Munch... e non vado oltre. Da non perdere.

Pranzo al ristorante del museo, poi, passando per i magnifici giardini, torniamo verso il centro per visitare la Minoritenkirche, sulla Minoritenplatz, bella piazza settecentesca. La chiesa, del Trecento, è una delle più importanti della città: all'interno un mosaico dell'Ultima Cena e interessanti affreschi; da notare la Vergine con il Bambino e un frammento di affresco di san Francesco. Notevole l'imponente facciata.

Andiamo poi all'Albertina, galleria che custodisce una delle più ricche collezioni al mondo di arti grafiche, limitandoci a visitare la mostra di Van Gogh. Ci siamo soffermati in particolare sulle prime opere, paesaggi e figure tristi, nulla a che vedere con il Van Gogh dei colori accesi. Agli appassionati mi permetto di suggerire di non perdere occasioni del genere.

Cena all'Asino d'Oro, vicino alla Michaelerplatz, spendendo circa 40 euro in due.

Domenica 28 settembre: Graben, Hofburg, Danubio e la Secessione

Bella giornata di sole: ne approfittiamo per andare a spasso sul Graben, zona pedonale vicino a Stephansplatz, strada molto elegante con le boutique delle griffe più note. I palazzi hanno stili diversi, con prevalenza di Ottocento e Novecento. Saliamo sulla Haas Haus (si può andare in ascensore fino al settimo piano e godere del panorama di Vienna). Non manca il McDonald's; molti i palazzi ottocenteschi (l'Equitable Palais), barocchi e più antichi. Passiamo anche davanti alla casa museo di Mozart; naturalmente l'elenco non è certo esaustivo.

Passeggiamo tranquillamente fino all'Hofburg, di cui vediamo solo dall'esterno i grandi palazzi, e alla Josefsplatz, ritenuta la più bella di Vienna, con importanti palazzi storici come Palazzo Pallavicini. Arriviamo alla Michaelerkirche, chiesa duecentesca che nel tempo ha subito molte trasformazioni. Decidiamo poi di andare a vedere la Dominikanerkirche: purtroppo la facciata è tutta coperta da teli per un restauro, ma per fortuna l'interno è visibile, tutto in stile barocco, con alte navate. Torniamo sul Graben e andiamo a pranzo al Nordsee.

Nel pomeriggio un giro sul Danubio. Prendiamo la metropolitana, che passa vicino agli edifici dell'ONU (bruttissimi), e scendiamo praticamente sulle rive del fiume, dove sostano i battelli. Andiamo sulla Donauinsel, l'isola artificiale che divide il fiume, passando per un originale ponte metallico riservato alla metropolitana, con a lato un passaggio pedonale. Nel punto in cui siamo l'isola è piuttosto stretta, con piccoli stagni e uccelli acquatici. Il fiume è molto largo e, credo, profondo, visto che passano anche battelli carichi di container; mi dicono che ci sono servizi di battello per Budapest.

Andiamo poi alla pasticceria dell'Hotel Sacher (si poteva andare a Vienna senza assaggiare la torta Sacher originale?): un cameriere molto formale prende l'ordinazione, due fette di torta con caffè, 19 euro in tutto.

Ci avviamo verso la Secessione, galleria d'arte contemporanea che prende il nome dalla corrente artistica di fine Ottocento, ospitata in un originale edificio che ha davanti una grande statua di Marco Antonio. È nota soprattutto perché ospita il Fregio di Beethoven, realizzato da Klimt nel 1902: una serie di pitture murali collegate tra loro, lunga circa 34 metri, dedicata a Beethoven sul tema della Nona sinfonia. Da non perdere.

Cena di nuovo alla Siebensternbräu: due zuppe, Schnitzel e caffè, 26,40 euro in tutto.

Lunedì 29 settembre: il bilancio

Ultima passeggiata sul Graben, commentando il nostro breve viaggio. Siamo d'accordo sul fatto che Vienna ci è sembrata molto sicura, anche se non abbiamo visto polizia o vigili urbani. I viennesi ci sono apparsi molto disponibili: quando trafficavamo con la pianta della città e il navigatore, si avvicinavano per aiutarci. I prezzi ci sono parsi in linea con quelli italiani.

Come avrete notato, non abbiamo visitato i grandi musei né le residenze reali: avendo a disposizione solo tre giorni interi, saremmo stati costretti a girare solo per sale espositive. Abbiamo concentrato l'attenzione sull'Albertina per Van Gogh e sul Belvedere per Klimt (praticamente un giorno intero). Nel pomeriggio, partenza per Bergamo e Torino.

Prima di partire

Hotel, ristoranti e prezzi di questo racconto sono quelli del 2008: tariffe, orari dei musei e mostre in corso vanno verificati prima della partenza. Per organizzare la visita trovi tutte le informazioni aggiornate nella nostra guida di Vienna.

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