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Viaggi e Racconti

Amsterdam 2010: canali, frontoni e musei

Racconto di Ferny Forner e Rita Risoli · viaggio del maggio 2010 · Aggiornato a ottobre 2026

Le case strette con i frontoni a campana e a gradoni affacciate su un canale di Amsterdam, con le biciclette lungo la riva

Io e Rita siamo partiti per Amsterdam da Malpensa il 6 maggio 2010 con easyJet (115 euro andata e ritorno in due). Avevamo preparato il viaggio consultando molti diari sul web, per la scelta dell'albergo e dei ristoranti.

6 maggio: l'arrivo

All'arrivo prendiamo il treno per la Centraal Station servendoci del distributore automatico (7,60 euro in due) e in venti minuti siamo ad Amsterdam. In stazione compriamo la strippenkaart, un biglietto multiplo per i mezzi pubblici utilizzabile anche da più persone; poi, all'ufficio del turismo davanti alla stazione, acquistiamo la I amsterdam City Card, valida 72 ore dalla convalida su tutti i mezzi pubblici, con ingresso a musei e chiese, il giro in battello sui canali e vari sconti. Eravamo molto incerti, ma si è rivelata una scelta giusta: i mezzi pubblici sono comodi, veloci e frequenti, l'ingresso si paga dappertutto e, con il tempo piovoso, poter saltare liberamente su un tram è stato comodo.

Arriviamo all'albergo, in centro, praticamente davanti alla Westerkerk. La scala è molto ripida; la camera, con vista sul Keizersgracht, è un po' piccola ma dotata di tutto, con wifi gratuito, colazione ricca in una sala con vista sul canale e bagno normale (100 euro a notte).

Ci sistemiamo e iniziamo la visita. Notiamo i ciclisti che sfrecciano sulle corsie riservate e restiamo sorpresi che i marciapiedi lungo i canali siano usati come parcheggio di auto e bici, costringendoci a camminare a ridosso degli edifici; e strade e marciapiedi sono spesso ingombri di sacchi di spazzatura, anche nelle zone centrali: non l'avrei mai pensato. Passeggiata sul Prinsengracht, il canale più popolare, poi Piazza Dam e cena vicino al Damrak, in un ristorante trovato a caso di cui non siamo stati molto soddisfatti (circa 32 euro in due).

7 maggio: Dam, Museo Van Gogh e Begijnhof

Iniziamo il vagabondaggio soffermandoci sulla Westerkerk, uno dei simboli della città, ma è chiusa (lo sarà sempre), quindi ne vediamo solo l'esterno. Andiamo a Piazza Dam, la piazza principale, molto grande, dominata dal Palazzo Reale, allora in restauro; al centro l'obelisco del Monumento Nazionale, che ricorda le vittime della Seconda guerra mondiale. Di lato c'è la Nieuwe Kerk, gotica del XV secolo, usata come sede di mostre: interno sobrio, volte in legno, grandi vetrate istoriate che la rendono molto luminosa, un notevole pulpito in legno intagliato e la cancellata dorata del coro. Vediamo anche Magna Plaza, un grande centro commerciale in un edificio storico.

Con un comodo tram andiamo al Museo Van Gogh. C'è anche una mostra temporanea con opere di Gauguin e altri impressionisti, che visitiamo per prima; poi passiamo a Van Gogh. Tra i capolavori esposti cito l'inquietante quanto celebre Campo di grano con corvi. Le opere sono in grandi sale, in ordine praticamente cronologico, così da poterne seguire la vita attraverso i quadri. Da non perdere. All'interno un buon self-service con dolci, panini, zuppe e qualche piatto caldo (circa 14 euro a testa).

Torniamo verso il centro percorrendo un tratto dell'Herengracht per visitare il Begijnhof, l'antica residenza delle beghine, donne religiose laiche. Si entra in un gradevole giardino con statue sacre, circondato da case in classico stile olandese adornate di tulipani e fiori, con due cappelle, una protestante e una cattolica: in quella cattolica sono interessanti le vetrate colorate e i dipinti con le scene del Miracolo di Amsterdam. Sul cortile si affacciano anche normali abitazioni.

La sera cena in un simpatico ed elegante locale sul Prinsengracht, a metà tra pub e ristorante, ambiente giovane e borghese, buona cucina: risotto con funghi, mozzarella di bufala e pancetta, zuppa del giorno, petto d'anatra con crauti e porri, ananas con crema al cioccolato e vaniglia, caffè e birra, sui 40 euro in totale.

8 maggio: la casa di Anna Frank, la Oude Kerk e i canali

Di buon mattino visitiamo la casa di Anna Frank, vicino all'albergo, a due passi dalla Westerkerk, di cui dall'albergo sentiamo le campane: ne parla anche Anna nel suo diario. C'è una lunga coda. Si passa per le sale con le testimonianze delle persecuzioni antisemite, documenti, fotografie e, in una vetrina, alcune pagine originali del diario; poi, per una ripida scala, si accede alle stanze dove gli otto clandestini trascorsero più di due anni nel silenzio e nella penombra. Vediamo il passaggio segreto nascosto dalla libreria girevole e la soffitta da cui si vedeva il castagno dalla finestrella. Usciamo piuttosto emozionati.

Proseguiamo lungo i canali e, guida alla mano, andiamo a cercare gli edifici storici per coglierne le differenze, soprattutto nei frontoni e nelle decorazioni. Passando per la Centraal Station visitiamo la chiesa cattolica di San Nicola e lì vicino vediamo la Schreierstoren, la "torre delle piangenti", antica fortificazione medievale.

La Oude Kerk si trova nel quartiere a luci rosse, stretta tra il canale e le vie adiacenti, a pochi passi dalle famose vetrine. È la chiesa più antica della città, gotica, con uno dei campanili più belli di Amsterdam; anch'essa è usata come spazio espositivo. L'interno è piuttosto spoglio, con grandi vetrate istoriate, un celebre organo settecentesco e il pavimento fatto quasi tutto di pietre tombali.

Torniamo alla Centraal per un'escursione in battello sui canali (quasi tutte partono da lì, ed era compresa nella card), visto che comincia a piovere e siamo piuttosto stanchi. Il giro è molto interessante: permette di farsi un'idea precisa dell'architettura della città, del sistema dei canali e delle case galleggianti, e di confrontare i vari tipi di frontoni e le travi sporgenti con il gancio per sollevare le merci, che sono gli elementi tipici delle case e, a mio parere, aiutano a datarle: i più antichi sono i frontoni a punta, a gradoni e a campana, alcuni con cornici e sculture. Poi, aiutandoci con la guida, siamo andati a cercare lungo i canali gli edifici più caratteristici uno per uno: da non perdere la Curva d'oro dell'Herengracht, vicino alla Leidsestraat.

Andiamo quindi all'Hermitage Amsterdam per la mostra "Da Matisse a Malevič", con circa 75 opere di grandi pittori moderni provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo e da altri musei russi. Prima, pranzo al ristorante del museo, elegante e luminoso, con arredamento moderno e servizio al tavolo un po' lento: zuppa di patate, una zuppa russa di verdure e carne, un dolce, vino, birra e due caffè, circa 28 euro, pienamente soddisfatti. La mostra è molto curata, con grandi capolavori come La danza e La stanza rossa di Matisse, ma anche opere di Picasso e di altri grandi artisti.

Approfittando del tempo più clemente percorriamo un tratto del Keizersgracht per vedere alcuni edifici. La sera andiamo a Leidseplein, dove si concentra la vita notturna: la piazza è affollatissima, giocolieri e musicisti si esibiscono a ogni angolo, tantissimi ristoranti, pizzerie e locali. Entriamo in un caffè frequentato da giovani, con musica su grande schermo: zuppa di pomodoro e di porri, patatine, stufato irlandese, birra, vino e due caffè, 39,60 euro, soddisfatti.

9 maggio: Reguliersgracht, mercato dei fiori e Rijksmuseum

Il tempo è migliorato e ne approfittiamo per passeggiare sull'Herengracht e sul Keizersgracht, tra edifici del Secolo d'oro con i caratteristici frontoni e scalinate esterne, fino a Rembrandtplein, bella piazza con il monumento al pittore, circondata da bar e ristoranti. Passiamo poi sul Reguliersgracht, con la sua famosa fila di sette ponti ad arco le cui arcate si riflettono nell'acqua, e vediamo alcuni edifici con la facciata leggermente inclinata in avanti: le famose "case pendenti".

Arriviamo al Bloemenmarkt, il mercato dei fiori galleggiante sul Singel, su chiatte (anche se per capirlo bisogna saperlo), dove acquistiamo anche dei bulbi. Accanto c'è un'altra antica torre, la Munttoren, con in alto l'orologio.

Poi visita al Rijksmuseum, allora in ristrutturazione: si potevano vedere solo alcune sale dedicate alla pittura del Secolo d'oro, in particolare le opere di Rembrandt e di Vermeer. Inutile dire che la sala più affollata è quella della Ronda di notte. Pranzo in un ristorante non eccelso.

Nel pomeriggio andiamo in tram nella zona del porto e percorriamo una strada pedonale lungo il canale all'imbocco del porto, con molta gente che fa jogging: il quartiere periferico è fatto di edifici non molto alti, molto ordinato, con strade più pulite del centro. Torniamo con un bus che, facendo il giro del porto, ci riporta alla stazione.

La sera ceniamo nel ristorante ospitato nel Waag, sulla Nieuwmarkt, il più antico mercato della città: l'edificio è uno dei più antichi di Amsterdam, in origine una delle porte delle mura, e a vederlo sembra quasi un castello. Pollo cotto a fuoco lento con rape e risotto, zuppa del giorno, patatine, birre e caffè, circa 51 euro.

10 maggio: Zandvoort e Haarlem

La giornata comincia con il sole e ne approfittiamo per tornare sul Prinsengracht a vedere alcuni edifici con frontoni particolari, poi andiamo al Cuypmarkt, un normale mercato di quartiere. Dopo pranzo prendiamo il treno (18,40 euro andata e ritorno in due) per Zandvoort, sul Mare del Nord, piccolo paese a una trentina di chilometri da Amsterdam, famoso per il circuito automobilistico. Il paese è quasi deserto; la spiaggia di sabbia fine, tipo Rimini, molto larga e lunga a perdita d'occhio; vento freddo, poca gente, ma in mare alcuni surfisti e sulla spiaggia qualche sdraio con tende per ripararsi dal vento.

Poi in treno a Haarlem, di cui visitiamo la Grote Markt: si sta svolgendo un mercato, sulla grande piazza ci sono molti bar con tavoli all'aperto ed edifici storici, alcuni con facciate scolpite; al centro la statua di Laurens Coster, che secondo la tradizione locale sarebbe il vero inventore della stampa a caratteri mobili. La grande chiesa di San Bavone, iniziata nel Trecento, era chiusa: ne apprezziamo solo il massiccio esterno gotico, con l'alta torre e i negozietti addossati alle mura. Facciamo un giro della città e torniamo ad Amsterdam per cena: zuppa del giorno, stufato di carne, verdura e dolce, intorno ai 40 euro in due, soddisfatti.

11 maggio: l'ultimo giorno

Ultimo giorno, giro malinconico per i canali, visita ad alcuni negozi di stampe, poi torniamo al Museo Van Gogh per comprare poster e ricordi. Pranzo al museo, breve passeggiata, ritiro dei bagagli in albergo e via all'aeroporto di Schiphol, contenti per la visita e per lo scampato pericolo della nube di cenere del vulcano islandese, che in quelle settimane bloccava i voli in mezza Europa.

Prima di partire

Prezzi, biglietti e alberghi di questo racconto sono quelli del 2010. Da allora la strippenkaart non esiste più (i mezzi pubblici si pagano con la carta contactless o con biglietti a tempo), il Rijksmuseum ha riaperto completamente nel 2013 e l'Hermitage Amsterdam dal 2023 si chiama H'ART Museum. La casa di Anna Frank si visita solo con biglietto prenotato online in una fascia oraria. Tutte le informazioni aggiornate nella nostra guida di Amsterdam.

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