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Ercolano: cosa vedere tra gli scavi e le ville del Miglio d'Oro

Aggiornato a ottobre 2026

Gli scavi di Ercolano, case romane a due piani con travi e portici ben conservati, con il Vesuvio sullo sfondo

Ercolano è una città affacciata sul golfo di Napoli, a circa 12 chilometri dal capoluogo, ai piedi del Vesuvio. Fino al 1969 si chiamava Resina; il nome attuale ricorda l'antica Herculaneum, la città romana sepolta dall'eruzione del 79 d.C. e oggi in gran parte nascosta sotto le case moderne. Gli scavi fanno parte del patrimonio mondiale UNESCO insieme a Pompei e Oplonti.

Ercolano non è solo archeologia. Lungo l'antica strada regia per le Calabrie si allineano le Ville vesuviane del Settecento, il cosiddetto Miglio d'Oro, e nel centro c'è il mercato dell'usato di Pugliano. Si visita bene in giornata da Napoli o dalla penisola sorrentina, ed è il punto di partenza più comodo per salire al cratere del Vesuvio.

In breve

Da non perdere: il Parco archeologico di Ercolano con le case romane a più piani, l'antica spiaggia con i fornici, l'Antiquarium e il padiglione della barca, il MAV, Villa Campolieto sul Miglio d'Oro e la salita al cratere del Vesuvio. Per gli scavi calcola almeno due o tre ore. Periodo migliore: primavera e autunno.

Cosa vedere a Ercolano

Il Parco archeologico di Ercolano

Gli scavi sono gestiti dal Parco archeologico di Ercolano, istituto autonomo del Ministero della Cultura istituito nel 2016. La città antica si estendeva su circa venti ettari, ma ne sono visibili poco più di quattro: il resto è ancora sotto l'abitato moderno. Le prime esplorazioni risalgono al 1709, con un pozzo scavato per caso; dal 1738, sotto Carlo di Borbone, si scavò con cunicoli sotterranei, e solo dal 1927, con l'archeologo Amedeo Maiuri, la città fu riportata alla luce a cielo aperto.

Si cammina lungo il Decumano Massimo e i cardini, tra case, botteghe, le terme e il Collegio degli Augustali, dove fu trovato lo scheletro del custode disteso sul letto. Il Calcidico, il vestibolo porticato sul Decumano Massimo legato al culto imperiale, è tornato percorribile a piedi nel giugno 2026 dopo circa vent'anni. Le case aperte cambiano spesso per lavori e restauri.

Le differenze con Pompei

Ercolano è molto più piccola di Pompei e si gira in meno tempo, ma è sorprendente per lo stato di conservazione. La città non fu coperta da cenere e lapilli: fu sepolta da colate di fango e materiali piroclastici alte fino a 25 metri, che indurendosi l'hanno protetta. Per questo si sono conservati piani superiori, travi, porte e mobili in legno carbonizzato, cosa rarissima altrove. A Pompei sono famosi i calchi delle vittime; a Ercolano si vedono invece gli scheletri dei fuggiaschi.

Casa del Bicentenario

Prende il nome dal fatto che fu scavata nel 1938, due secoli dopo l'inizio delle esplorazioni borboniche. È una delle dimore più ricche, con affreschi nel tablino (Dedalo e Pasifae, Marte e Venere) e un piano superiore diviso in appartamenti. Vi furono trovate tavolette cerate con gli atti di un processo sulla condizione di libera di una donna, Petronia Giusta. Un segno a croce su una parete, a lungo letto come simbolo cristiano, è oggi interpretato come l'impronta di una mensola.

Avviso (aprile 2026): secondo il Parco la Casa del Bicentenario è chiusa per lavori di manutenzione straordinaria, con data di riapertura da comunicare. Verifica prima di partire.

Casa dei Cervi

Costruita al tempo dell'imperatore Claudio, è affacciata verso l'antico mare con una terrazza panoramica sul golfo. Il nome viene dai gruppi in marmo di cervi assaliti da cani trovati nel giardino, insieme a una statua di Ercole ebbro e a un satiro con otre. Alcune sculture del giardino sono esposte nell'Antiquarium.

Casa di Nettuno e Anfitrite

È famosa per il mosaico in pasta vitrea con Nettuno e Anfitrite nel triclinio estivo, di fronte a una parete a nicchie decorata a mosaico con scene di caccia. Accanto all'ingresso c'è una delle botteghe meglio conservate della città, con il bancone in muratura e le scaffalature in legno per le anfore.

Altre case da cercare

La Casa del Tramezzo di legno, con la parete pieghevole in legno che separava l'atrio dal tablino; la Casa dell'Atrio a mosaico, con i pavimenti a mosaico e il giardino; la Casa del Mobilio Carbonizzato, riaperta nel luglio 2026 dopo quasi trent'anni (il letto e il tavolino che le danno il nome sono esposti nell'Antiquarium).

L'antica spiaggia e i fornici

Ai margini della città si scende all'antica spiaggia, molto più in basso del livello attuale. Nei fornici, gli archi dove si ricoveravano le barche, negli scavi iniziati nel 1980 furono trovati i resti di circa trecento persone che avevano cercato scampo verso il mare. L'area della spiaggia è stata aperta ai visitatori nel giugno 2024; a luglio 2026 ha riaperto anche la Galleria Martusciello, il tunnel di oltre cento metri che scende dalla città moderna all'antico litorale.

Antiquarium e padiglione della barca

L'Antiquarium raccoglie sculture, affreschi e oggetti di vita quotidiana, compresa una sala con i reperti trovati accanto agli scheletri dei fornici. Nel padiglione della barca sono esposti i resti carbonizzati di un'imbarcazione lunga più di nove metri, scoperta negli anni Ottanta vicino all'antica spiaggia.

La Villa dei Papiri

Fuori dalla città antica sorge la Villa dei Papiri, una grande residenza esplorata con cunicoli dal 1750 e rilevata dall'ingegnere Karl Weber. Ha restituito oltre 1.800 rotoli di papiro carbonizzati, l'unica biblioteca antica giunta fino a noi, che si cerca ancora di leggere con raggi X, tomografia e intelligenza artificiale, e molte sculture in bronzo e marmo, oggi in gran parte al Museo archeologico nazionale di Napoli.

Avviso (ottobre 2026): la Villa dei Papiri è chiusa per scavi e lavori e il Parco non ha ancora fissato la data di riapertura. Anche il Teatro antico, visitabile in passato attraverso i cunicoli borbonici, è chiuso per manutenzione fino a data da definire.

Il MAV, Museo archeologico virtuale

In via IV Novembre, a pochi passi dagli scavi, il MAV occupa un ex edificio scolastico e dal 2008 ricostruisce con proiezioni, ologrammi e installazioni multimediali Ercolano, Pompei e la Villa dei Papiri prima dell'eruzione. Non espone reperti originali: è utile soprattutto con i bambini e prima della visita agli scavi.

Le Ville vesuviane del Miglio d'Oro

Dopo la costruzione della Reggia di Portici, dal 1738, la nobiltà napoletana si fece costruire residenze lungo la strada regia per le Calabrie: è il Miglio d'Oro, con 122 ville settecentesche censite dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane. Aperta alle visite è Villa Campolieto, su corso Resina, avviata nel 1755 su progetto di Mario Gioffredo e completata da Luigi Vanvitelli e dal figlio Carlo nel 1775: ha uno scalone modellato su quello di Caserta e, sul retro, un portico ellittico che fa da belvedere verso il mare. A Ercolano c'è anche Villa Favorita, opera di Ferdinando Fuga, con un parco che scendeva fino all'approdo borbonico.

Avviso: la Fondazione segnala che il parco di Villa Favorita è chiuso per restauri dal 12 gennaio 2026, senza data di riapertura. Orari e visite delle ville sono su villevesuviane.net.

Il mercato di Pugliano e la vecchia Resina

Lungo via Pugliano si tiene lo storico mercato di Resina, nato con gli abiti e gli oggetti dei convogli americani durante la Seconda guerra mondiale e oggi noto per l'abbigliamento usato e vintage, frequentato anche da costumisti. Nella piazza omonima c'è la basilica di Santa Maria a Pugliano, fondata nell'XI secolo, la chiesa più antica della zona vesuviana, con due sarcofagi romani riusati come altari.

La salita al Vesuvio

Da Ercolano parte la strada provinciale che sale al piazzale di quota 1000, da cui inizia il sentiero del Gran Cono verso il cratere. Le auto si lasciano più in basso e l'ultimo tratto si fa a piedi o con la navetta comunale; chi arriva in treno prende un taxi o una navetta privata dalla stazione. Il biglietto per il cratere si compra solo online e i posti sono contingentati; dall'aprile 2026 anche i biglietti dell'ultimo minuto sono nominativi. Con l'allerta meteo della Protezione civile, dal livello arancione, il sentiero chiude. Tutti i dettagli sono nella guida al Vesuvio.

Come arrivare

In treno: con la Circumvesuviana, linea Napoli-Sorrento, si scende alla stazione Ercolano Scavi; l'ingresso del Parco su corso Resina è a pochi minuti a piedi. La stessa linea collega Ercolano a Pompei e a Sorrento.

In auto: sull'autostrada A3 Napoli-Salerno si esce a Ercolano Scavi e si seguono le indicazioni per il Parco archeologico, che ha un'area di sosta in via dei Papiri Ercolanesi.

In aereo: l'aeroporto più vicino è Napoli Capodichino; da lì si raggiunge la stazione centrale e la Circumvesuviana.

Come muoversi

Stazione, scavi, MAV e mercato di Pugliano si raggiungono a piedi. Villa Campolieto si trova sullo stesso corso Resina. Se arrivi da Napoli, il treno è la scelta più semplice.

Quando andare

I mesi migliori sono aprile, maggio, settembre e ottobre. In estate negli scavi fa molto caldo e l'ombra è poca: entra all'apertura e porta acqua. In inverno l'orario è più corto. Per altre idee leggi dove andare ad aprile e dove andare a ottobre.

Dove dormire

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