Aggiornato a ottobre 2026
I Campi Flegrei, i «campi ardenti» dei Greci, sono la grande area vulcanica che si stende a ovest di Napoli, tra crateri spenti, laghi vulcanici e coste che si alzano e si abbassano. Il centro principale è Pozzuoli, l'antica Puteoli, che in età romana fu per secoli il maggior porto commerciale di Roma. Intorno ci sono Baia, Bacoli, Miseno e l'antica colonia greca di Cuma.
È uno dei territori archeologici più ricchi della Campania, meno affollato di Pompei e di Ercolano: anfiteatri, terme imperiali, una città sommersa e i luoghi dove Virgilio ambientò la discesa di Enea agli Inferi. È anche una zona vulcanica attiva, interessata dal bradisismo.
Da non perdere: l'Anfiteatro Flavio, il Tempio di Serapide, il Castello di Baia con il museo, le Terme di Baia e il parco sommerso, l'antro della Sibilla a Cuma, il lago d'Averno e la Piscina Mirabilis. Servono almeno due giorni. La Solfatara è chiusa dal 2017 e il Rione Terra è chiuso dopo la scossa del 31 luglio 2026.
Il bradisismo è il lento sollevamento o abbassamento del suolo, legato al sistema vulcanico e idrotermale sotterraneo. Nelle crisi del 1970-1972 e del 1982-1984 il suolo di Pozzuoli salì in tutto di circa 3,5 metri; dal 2005 è in corso una nuova fase di sollevamento, con sciami di piccoli terremoti poco profondi.
Avviso (ottobre 2026): il 31 luglio 2026 una scossa di magnitudo Md 4.7, la più forte registrata strumentalmente nei Campi Flegrei, ha causato danni e sfollati a Pozzuoli e la chiusura temporanea dei siti archeologici. Secondo il bollettino dell'INGV del 20 ottobre 2026, il suolo continua a sollevarsi di circa 1 cm al mese. Il livello di allerta per il vulcano, fissato dalla Protezione civile, è giallo. Prima di partire consulta i bollettini dell'Osservatorio Vesuviano (INGV) e le comunicazioni della Protezione civile.
Il Rione Terra è il promontorio di tufo sul porto dove sorse la città antica: qui, secondo la tradizione, nel 529 a.C. esuli di Samo fondarono Dicearchia, e qui nel 194 a.C. nacque la colonia romana di Puteoli. Il 2 marzo 1970, durante una crisi bradisismica, il quartiere fu evacuato e rimase disabitato per decenni. Sotto le case corre un percorso archeologico nel tufo, con strade, botteghe, magazzini di grano e un forno con le macine. In cima c'è il Duomo di San Procolo, costruito dentro il tempio di Augusto: dopo l'incendio del 1964 è stato riaperto al culto nel 2014.
Avviso (settembre 2026): dopo la scossa del 31 luglio 2026 il Rione Terra è chiuso al pubblico; sono sospese le visite al percorso archeologico e al Duomo. Verifica sui canali del Comune di Pozzuoli se sono riprese.
Vicino al porto si vede il Macellum, il mercato pubblico della città romana. Si chiama Tempio di Serapide perché negli scavi borbonici del Settecento vi fu trovata una statua del dio egizio, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Le grandi colonne di marmo cipollino portano nella parte inferiore una fascia di fori scavati dai litodomi, molluschi marini che vi si annidarono quando il monumento era sommerso: per questo è il simbolo del bradisismo. Il sito risulta temporaneamente chiuso, ma le colonne si vedono dall'esterno.
L'Anfiteatro Flavio è il terzo d'Italia per dimensioni, dopo il Colosseo e l'anfiteatro di Capua: misura 149 per 116 metri e poteva ospitare fino a 40.000 spettatori. La costruzione iniziò tra la fine del regno di Nerone e l'inizio dell'età flavia. Il punto più interessante sono i sotterranei, ben conservati, con le botole da cui le gabbie delle belve venivano sollevate nell'arena.
La Solfatara è un cratere formato circa 4.000 anni fa, con fumarole e fanghi bollenti, a lungo una delle mete più visitate della zona. È chiusa al pubblico dal settembre 2017, dopo un incidente mortale causato dall'apertura di una voragine nel terreno. Non c'è una data di riapertura.
Tra Pozzuoli e il lago d'Averno si alza il Monte Nuovo, nato in pochi giorni con l'eruzione iniziata il 29 settembre 1538, l'ultima dei Campi Flegrei. Oggi è un'oasi naturalistica.
Sul promontorio di Baia domina il Castello, costruito dagli Aragonesi alla fine del Quattrocento e trasformato in fortezza a stella dal viceré don Pedro de Toledo nel Cinquecento. Ospita il Museo archeologico dei Campi Flegrei, con sezioni su Cuma, Pozzuoli, Rione Terra e Liternum. Da vedere il sacello degli Augustali di Miseno, le statue del ninfeo di Punta Epitaffio, la sala da banchetti dell'imperatore Claudio oggi sott'acqua, e i calchi in gesso di un'officina di Baia che copiava le statue greche.
In età romana Baia era il luogo di villeggiatura più esclusivo dell'impero. Il Parco archeologico delle Terme di Baia conserva ville e terme disposte a terrazze sul pendio. La grande sala detta Tempio di Mercurio, di età augustea, non era un tempio ma un ambiente termale: la sua cupola è il più antico esempio conosciuto di grande cupola in calcestruzzo.
A causa del bradisismo, buona parte della Baia romana oggi si trova sott'acqua, a pochi metri di profondità. Dal 2002 il parco sommerso di Baia è un'area marina protetta: si vedono ville con mosaici, strade, il ninfeo di Punta Epitaffio e i resti del Portus Iulius. Si visita con immersioni guidate, a nuoto, in canoa o in barca, con i centri convenzionati: regole e modalità vanno verificate prima.
A Bacoli si trova la Piscina Mirabilis, una grandiosa cisterna romana: lunga 70 metri e alta 15, divisa in cinque navate da 48 pilastri, poteva contenere 12.600 metri cubi d'acqua. Era il punto di arrivo dell'acquedotto augusteo del Serino e riforniva la Classis Misenensis, la flotta imperiale di stanza a Miseno. Nei dintorni ci sono le Cento Camerelle e la cosiddetta tomba di Agrippina.
Cuma fu fondata intorno al 750 a.C. da coloni greci dell'Eubea ed è una delle più antiche colonie della Magna Grecia. Nel Parco archeologico di Cuma, aperto nel 1927, si entra dall'antro della Sibilla: una galleria scavata nel tufo, lunga circa 131 metri, a sezione trapezoidale, riportata alla luce da Amedeo Maiuri nel 1932. La tradizione la lega alla Sibilla cumana dell'Eneide; oggi gli studiosi la interpretano soprattutto come opera militare. Si sale poi all'acropoli con i templi detti di Apollo e di Giove e un belvedere sul mare. La città bassa si visita solo in occasioni speciali.
Il lago d'Averno occupa un cratere formato circa 4.000 anni fa. Per Greci e Romani era la porta degli Inferi, e nel sesto libro dell'Eneide è da qui che Enea, guidato dalla Sibilla, scende nell'oltretomba. Nel 37 a.C. Agrippa lo collegò con canali al lago Lucrino e al mare per creare il Portus Iulius, base della flotta di Ottaviano. Sulla riva restano i ruderi di un grande edificio termale romano.
Il lago Fusaro, a Bacoli, è il più grande dei laghi flegrei. Su un isolotto vicino alla riva sorge la Casina Vanvitelliana, casino di caccia costruito per i Borbone nel 1782 da Carlo Vanvitelli. Tra gli ospiti ebbe Gioachino Rossini e Luigi Einaudi. Oggi ospita una biblioteca ed eventi culturali: aperture e visite vanno verificate.
Pozzuoli è una città di pescatori, e il pesce del golfo è il protagonista della cucina locale. Sulle colline vulcaniche si producono i vini della DOC Campi Flegrei, tra cui la Falanghina e il Piedirosso, coltivati su terreni vulcanici.
Da Napoli: Pozzuoli si raggiunge facilmente con il treno o la metropolitana (vedi sotto). L'aeroporto più vicino è quello di Napoli Capodichino.
In auto: si percorre la Tangenziale di Napoli fino all'uscita Pozzuoli o Arco Felice.
In nave: dal porto di Pozzuoli partono traghetti e aliscafi per Procida e Ischia.
I siti sono sparsi: con i mezzi pubblici conviene visitarne due o tre al giorno. Orari e corse cambiano e dopo le scosse la circolazione può essere sospesa per controlli: verificali sui siti di EAV e Trenitalia.
I mesi migliori sono aprile-giugno e settembre-ottobre. In estate fa molto caldo, ma è la stagione del parco sommerso e del mare di Bacoli e Miseno. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a ottobre.