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Bonaire: guida all'isola delle immersioni, dei fenicotteri e del vento

Aggiornato a ottobre 2026

Fenicotteri rosa in una salina dalle acque chiare a Bonaire

Bonaire è la "B" delle isole ABC, insieme ad Aruba e Curaçao: si trova nel sud dei Caraibi, poco al largo delle coste del Venezuela. È un'isola lunga e stretta, piatta e arida, con cactus, rocce coralline e lagune salate, molto diversa dalle isole verdi e montuose che molti immaginano pensando ai Caraibi. Dal 2010 è una municipalità speciale dei Paesi Bassi, che la gestiscono come parte dei cosiddetti Caraibi olandesi.

Bonaire è famosa soprattutto sott'acqua. Tutto il mare intorno all'isola è un parco marino protetto, il reef comincia a pochi metri dalla riva e ci si immerge in autonomia, lasciando l'auto sul bordo della strada. Fuori dall'acqua l'isola offre un parco nazionale selvaggio, le saline rosa con i fenicotteri, una laguna perfetta per il windsurf e un ritmo di vita tranquillo, lontano dal turismo di massa e dalle grandi navi da crociera che invece affollano altre isole.

In breve

Ideale per: subacquei e snorkelisti, windsurf e kitesurf, natura, viaggiatori indipendenti che amano la tranquillità. Da non perdere: le immersioni da riva nel parco marino, l'isolotto disabitato di Klein Bonaire, il parco Washington Slagbaai, le saline e i fenicotteri del sud, la laguna di Lac Bay. Periodo migliore: tutto l'anno, con la stagione più asciutta da gennaio a settembre. Documenti: per gli italiani serve il passaporto. Moneta: il dollaro statunitense. Da sapere: si pagano una tassa d'ingresso per i visitatori e una Nature Fee per entrare in mare e nel parco nazionale. Si guida a destra.

Cosa vedere a Bonaire

Kralendijk

Il capoluogo, Kralendijk, è una piccola cittadina affacciata sulla costa occidentale, di fronte a Klein Bonaire. Il lungomare è il centro della vita dell'isola, con case colorate in stile coloniale olandese, il piccolo Fort Oranje, bar e ristoranti affacciati sull'acqua. Lungo la costa a nord e a sud si allineano resort, diving center e appartamenti. Si gira a piedi in poche ore ed è la base naturale per esplorare il resto dell'isola.

Il Bonaire National Marine Park e le immersioni da riva

Il Bonaire National Marine Park protegge tutto il mare attorno a Bonaire e a Klein Bonaire, dalla linea dell'alta marea fino a 60 metri di profondità. È uno dei parchi marini più antichi dei Caraibi ed è gestito dalla fondazione STINAPA. La particolarità dell'isola sono le immersioni da riva: lungo la strada costiera i punti d'immersione sono segnalati da pietre dipinte di giallo con il nome del sito. Si parcheggia, si indossa l'attrezzatura e si entra in acqua dalla spiaggia o dalle rocce; il reef scende dolcemente e poi precipita in una parete ricca di coralli, spugne, tartarughe e pesci tropicali. Molti noleggiano un pick-up e le bombole al diving center e si organizzano in libertà. Tra i siti più noti ci sono il relitto della Hilma Hooker, a sud di Kralendijk, e 1000 Steps, raggiungibile con una scalinata dalla scogliera. Il reef è bello anche per lo snorkeling.

Klein Bonaire

Di fronte a Kralendijk, a breve distanza dalla costa, c'è Klein Bonaire, un isolotto piatto e disabitato, protetto anch'esso come area naturale. Non ci sono strutture né ombra: si raggiunge con il water taxi o con le barche delle escursioni dal lungomare. La spiaggia di No Name Beach ha sabbia bianca e acqua trasparente, ottima per lo snorkeling; le spiagge dell'isolotto sono anche luogo di nidificazione delle tartarughe marine. Porta acqua e protezione dal sole.

Il parco nazionale Washington Slagbaai

Tutta la parte nord-occidentale dell'isola è occupata dal Washington Slagbaai National Park, nato dall'unione di due antiche piantagioni. È un paesaggio selvaggio di colline, cactus giganti, lagune salate e piccole baie dove fare snorkeling, con iguane, pappagalli e fenicotteri. Si percorre su strade sterrate: serve un'auto alta, meglio un fuoristrada, ed è bene entrare la mattina presto. Chi ama camminare può salire sul Brandaris, la collina più alta dell'isola. Gli orari di apertura e le regole d'accesso vanno controllati sul sito di STINAPA.

Le saline e gli obelischi degli schiavi

Il sud di Bonaire è il regno del sale. Lungo la strada costiera si attraversano le saline, vasche d'evaporazione dai riflessi rosa, con le bianche montagne di sale pronte per l'imbarco. Il sale fu per secoli la ricchezza dell'isola e il motivo della sua pagina più dolorosa: accanto alle saline restano le capanne degli schiavi, minuscole costruzioni in pietra dove dormivano gli schiavi che vi lavoravano. Poco distante si vedono gli obelischi colorati che indicavano alle navi dove ancorarsi per caricare il sale. All'estremità meridionale c'è il faro di Willemstoren.

I fenicotteri e il Pekelmeer

Bonaire è uno dei luoghi dei Caraibi in cui è più facile vedere i fenicotteri rosa. Nel sud dell'isola, all'interno dell'area delle saline, si trova il Pekelmeer, un santuario dove i fenicotteri si riproducono: l'area è chiusa al pubblico per non disturbarli, ma gli uccelli si osservano spesso nelle lagune lungo la strada. Un altro posto buono è il lago salato di Gotomeer, nel nord. Osservali da lontano: si spaventano facilmente.

Lac Bay e il windsurf

Sulla costa orientale, esposta agli alisei, si apre Lac Bay, una grande laguna dall'acqua bassa e turchese chiusa da una barriera corallina. Il vento costante e il mare piatto ne fanno uno dei posti più famosi al mondo per il windsurf: alla spiaggia di Sorobon ci sono scuole e noleggi anche per principianti. Il resto della baia è un'area naturale protetta, con una grande foresta di mangrovie che si visita in kayak o con lo snorkeling insieme a una guida.

Rincon

Nell'interno, in una valle tra le colline del nord, si trova Rincon, il villaggio più antico dell'isola, fondato in epoca spagnola. È un paese tranquillo di case basse e colorate, dove si sente di più la cultura locale. Nei dintorni ci sono punti panoramici e grotte con antiche pitture rupestri. È anche il cuore delle feste tradizionali legate al raccolto: verifica le date sul sito dell'ente del turismo.

Il santuario degli asini

Gli asini arrivarono sull'isola in epoca coloniale come animali da lavoro e, quando non servirono più, furono lasciati liberi. Molti asini feriti o rimasti orfani sono accolti nel Donkey Sanctuary, un rifugio non lontano dall'aeroporto che si visita in auto lungo un circuito tra gli animali, piacevole soprattutto con i bambini. Lungo le strade dell'isola capita ancora di incontrare asini e capre: rallenta e non dar loro da mangiare.

Tassa d'ingresso e Nature Fee

Chi visita Bonaire paga due contributi diversi, entrambi obbligatori e separati tra loro.

Importi e regole possono cambiare: prima di partire controlla le pagine ufficiali dell'ente del turismo di Bonaire e di STINAPA, e diffida dei siti non ufficiali che chiedono commissioni.

Il mare e le regole del parco

La costa occidentale, riparata dal vento, ha acque calme e limpide, ma poche spiagge di sabbia: spesso si entra in acqua dalle rocce o da piccole calette di corallo frantumato, per cui servono scarpette da scoglio. Le spiagge più comode sono quelle di Klein Bonaire, di Sorobon a Lac Bay e alcune piccole baie del parco Washington Slagbaai. La costa orientale è battuta dal vento e dalle onde e non è adatta al bagno. Nel parco marino non si toccano i coralli, non si raccolgono conchiglie o pezzi di corallo e non si danno da mangiare ai pesci.

Come arrivare

L'aeroporto internazionale Flamingo si trova appena a sud di Kralendijk. Dall'Italia non ci sono voli diretti: il collegamento più comodo è con scalo ad Amsterdam, da dove partono voli diretti per Bonaire, alcuni con una sosta tecnica ad Aruba o Curaçao. In alternativa si vola via Stati Uniti, dove serve l'ESTA anche per il solo transito. Bonaire è collegata con voli brevi ad Aruba e Curaçao, che permettono di combinare le tre isole ABC in un unico viaggio. Frequenze e rotte cambiano con le stagioni: controllale al momento della prenotazione.

Come muoversi

I mezzi pubblici sono quasi inesistenti: per scoprire l'isola serve un'auto. La scelta più diffusa, soprattutto tra i subacquei, è un pick-up, comodo per caricare l'attrezzatura; per il parco Washington Slagbaai conviene un fuoristrada. Si guida a destra e il traffico è scarso. Non lasciare oggetti di valore in auto, soprattutto nei parcheggi dei siti d'immersione. Per spostamenti brevi ci sono i taxi, e attorno a Kralendijk ci si muove bene anche in bici o in scooter.

Quando andare

Bonaire ha un clima caldo, secco e ventilato tutto l'anno. Si trova a sud della fascia principale degli uragani, che la colpiscono raramente, ma tra giugno e novembre possono arrivare tempeste tropicali e mareggiate. Le piogge si concentrano in genere tra ottobre e dicembre. Gli alisei soffiano più forti tra primavera ed estate, la stagione ideale per il windsurf. L'alta stagione va da dicembre ad aprile; per le immersioni l'isola va bene in ogni mese.

Dove dormire

Documenti e ingresso

A ottobre 2026 i cittadini italiani non hanno bisogno del visto per un soggiorno turistico a Bonaire, che può durare fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni. Anche se l'isola fa parte dei Paesi Bassi, non si trova nell'area Schengen e la carta d'identità non basta: serve il passaporto, valido per tutta la durata del soggiorno. Alla frontiera possono chiederti il biglietto di ritorno o di proseguimento, l'indirizzo dell'alloggio e la prova di avere mezzi sufficienti. Verifica anche se sono richiesti moduli d'ingresso da compilare online. Le regole possono cambiare: controlla la scheda di Viaggiare Sicuri prima di partire.

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