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Dolomiti Bellunesi e Dolomiti Friulane: i parchi più selvaggi delle Dolomiti

Aggiornato a ottobre 2026

Una valle boscosa del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi in autunno, con faggete gialle e arancioni e, sopra, le pareti chiare della Schiara sotto un cielo limpido

A sud delle località più famose delle Dolomiti ci sono due parchi molto diversi dalle immagini classiche di passi, impianti e prati curati. Il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, tra Feltre, Belluno e l'Agordino, protegge le montagne più meridionali delle Dolomiti venete: le Vette Feltrine, i Monti del Sole, la Schiara, il Talvena e il Prampèr. Più a est, oltre il Piave, il Parco naturale delle Dolomiti Friulane copre le valli alte del Pordenonese e della Carnia occidentale, con paesi piccoli, poche strade e il Campanile di Val Montanaia come simbolo.

Entrambi i parchi fanno parte delle Dolomiti patrimonio dell'umanità UNESCO, iscritte nel 2009. Sono luoghi da escursionisti più che da villeggiatura: valli profonde, faggete, torrenti, rifugi spesso raggiungibili solo a piedi e una fauna ricca, dal camoscio all'aquila reale. In compenso offrono una montagna meno affollata, e in alcune zone una storia pesante da conoscere, come quella del Vajont.

In breve

Ideale per: escursionisti, famiglie che cercano natura senza impianti, chi è interessato alla storia del territorio. Da vedere: la Valle del Mis con i Cadini del Brenton, la Certosa di Vedana, le miniere di Valle Imperina, la Schiara dal rifugio 7° Alpini, le Vette Feltrine, il Campanile di Val Montanaia, la diga del Vajont con Erto e Casso. Periodo più piacevole: da giugno a ottobre; l'autunno, con le faggete colorate, è uno dei momenti migliori.

Cosa vedere nelle Dolomiti Bellunesi

Il parco nazionale

Il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi è stato istituito nel 1990 e ha sede a Feltre. Si estende per oltre 31.000 ettari interamente in provincia di Belluno, dal fondovalle del Piave fino alle cime più alte del gruppo della Schiara. I boschi coprono gran parte del territorio, con estese faggete alle quote medie, e il parco è importante soprattutto per gli uccelli: vi nidificano l'aquila reale, il gallo cedrone, la civetta nana e molte altre specie. I sentieri sono numerosi ma spesso impegnativi, perché le valli sono incise e i dislivelli importanti. Per carte, centri visitatori e attività guidate il riferimento è il sito del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi.

La Valle del Mis e i Cadini del Brenton

La Valle del Mis, nel comune di Sospirolo, è una delle zone più facili da visitare. Si percorre una strada stretta, con molte gallerie, che costeggia il lago del Mis, un bacino artificiale creato da una diga costruita tra la fine degli anni Cinquanta e il 1962, che sommerse il fondovalle e alcune case. In fondo alla valle una breve passeggiata porta ai Cadini del Brenton, una serie di vasche scavate nella roccia dal torrente, e alla cascata della Soffia. L'accesso ai Cadini è diventato a pagamento e non è permesso fare il bagno nelle vasche: verificate tariffe e regole prima di andare.

La Certosa di Vedana

Ai piedi del Monte Peron, sempre nel comune di Sospirolo, la Certosa di Vedana sorge in mezzo alle Masiere, un vasto campo di massi lasciato da un'antica frana, accanto al piccolo lago di Vedana. Nata da un ospizio per i viaggiatori sulla strada tra il Tirolo e Venezia, fu per secoli un monastero dei certosini, venduta a privati in epoca veneziana e poi tornata all'ordine. È ancora un luogo di vita religiosa: si ammira dall'esterno, nel rispetto del silenzio.

Le miniere di Valle Imperina

Lungo la strada tra Belluno e Agordo, nel comune di Rivamonte Agordino, il centro minerario di Valle Imperina conserva gli edifici di una miniera di rame e pirite attiva per secoli e chiusa nel 1962: la centrale idroelettrica, i forni fusori, le scuderie e le case dei minatori. Gli esterni si visitano liberamente, mentre le gallerie si percorrono solo con visita guidata su prenotazione, in genere da primavera ad autunno. È una tappa interessante anche con i bambini e si combina bene con una giornata ad Alleghe o nell'Agordino.

La Schiara e il rifugio 7° Alpini

La Schiara è la montagna di Belluno, ben visibile dalla città. Il punto di partenza più usato è la zona sopra Bolzano Bellunese, da cui si sale lungo la Val d'Ardo al rifugio 7° Alpini, sotto le pareti sud del gruppo. Dal rifugio partono diverse vie ferrate, tra cui quelle che portano verso la cima della Schiara e verso la Gusela del Vescovà, un sottile pinnacolo di roccia; sono percorsi per escursionisti esperti e attrezzati. Questa zona è anche l'ultimo tratto dell'Alta Via n. 1, che termina a Belluno. Il rifugio è gestito nella stagione estiva.

Le Vette Feltrine e la Val Canzoi

Sopra Feltre si alzano le Vette Feltrine, dove le praterie d'alta quota sono ricche di fiori rari e di interesse geologico, con rocce e fossili che raccontano la storia antica delle Dolomiti. Si raggiungono con escursioni lunghe e ripide dal fondovalle. Più a est la Val Canzoi, sopra Cesiomaggiore, è una delle porte d'accesso più comode al parco dal lato di Feltre.

Cosa vedere nelle Dolomiti Friulane

Il parco naturale

Il Parco naturale delle Dolomiti Friulane è stato istituito nel 1996 dalla Regione Friuli Venezia Giulia e ha sede a Cimolais. Comprende le valli alte del Cellina, del Tagliamento e della Val Tramontina, con i paesi di Cimolais, Claut, Erto e Casso, Andreis, Frisanco, Tramonti di Sopra, Forni di Sopra e Forni di Sotto. Ogni centro visite è dedicato a un tema: la fauna a Cimolais, gli uccelli ad Andreis, i mestieri tradizionali e la preistoria a Claut, i boschi a Forni di Sopra e Forni di Sotto, la lavorazione del latte a Poffabro, il Vajont a Erto. Informazioni aggiornate sul sito del Parco naturale Dolomiti Friulane.

Il Campanile di Val Montanaia

Il Campanile di Val Montanaia è una torre di roccia isolata in mezzo a un circo di ghiaie, sopra la Val Cimoliana, ed è il simbolo del parco. Fu salito per la prima volta il 17 settembre 1902 dagli austriaci Victor Wolf von Glanvell e Karl Günter von Saar, pochi giorni dopo il tentativo dei triestini Napoleone Cozzi e Alberto Zanutti, fermatisi poco sotto la vetta. Dal 1926 sulla cima c'è una campana, sostituita da una copia dopo un fulmine. Per vederlo si sale da Cimolais lungo la Val Cimoliana fino al rifugio Pordenone e poi a piedi su un sentiero ripido: è un'escursione impegnativa, da fare con tempo stabile.

Erto, Casso e la diga del Vajont

Il 9 ottobre 1963 una enorme frana del Monte Toc cadde nel lago artificiale del Vajont: l'onda superò la diga, che rimase in piedi, e distrusse Longarone e altri paesi della valle del Piave, causando quasi duemila vittime. Oggi la diga si visita con guide del parco, con un percorso breve sul coronamento e visite più lunghe tra la frana e i resti dei vecchi abitati di Erto e Casso; la prenotazione è richiesta e orari e modalità vanno verificati prima di partire. A Erto il centro visite, nella ex scuola, ospita due mostre dedicate alla catastrofe. È una visita seria e toccante, da preparare leggendo qualcosa della storia.

Come arrivare

Per le Dolomiti Bellunesi le basi naturali sono Belluno e Feltre, entrambe raggiungibili in treno e in auto con l'autostrada A27 fino a Belluno. Da Belluno la strada per Agordo risale la valle del Cordevole, passa per Valle Imperina e porta all'imbocco della Valle del Mis. Per le Dolomiti Friulane da Longarone si sale alla diga del Vajont e si prosegue verso Erto, Cimolais e Claut; dal Friuli si arriva da Pordenone e Maniago risalendo la Valcellina, mentre Forni di Sopra e Forni di Sotto si raggiungono dalla Carnia o, dal Cadore, attraverso il Passo della Mauria. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Venezia e Treviso.

Come muoversi

In entrambi i parchi l'auto è quasi indispensabile: i punti di partenza dei sentieri sono sparsi e gli autobus servono soprattutto i paesi di fondovalle, con poche corse. Dalla stazione di Belluno partono le linee Dolomiti Bus per l'Agordino e la Valbelluna. Molte strade di valle sono strette e alcune strade forestali sono chiuse al traffico.

Quando andare

Il periodo migliore va da giugno a ottobre. Giugno è il mese delle fioriture in quota; per altre idee vedete dove andare a giugno. Luglio e agosto sono adatti alle escursioni più alte, ma nel fondovalle può fare caldo e i temporali pomeridiani sono frequenti. L'autunno è forse la stagione più bella, con le faggete gialle e rosse: per ottobre c'è la guida su dove andare a ottobre. In inverno molti sentieri diventano pericolosi e la maggior parte dei rifugi è chiusa.

Dove dormire

Consigli pratici

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