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Alta Via n. 1 delle Dolomiti: da Braies a Belluno

Aggiornato a ottobre 2026

Un sentiero di montagna che attraversa un altopiano di prati e rocce nelle Dolomiti, con un segnavia dipinto su un masso e, in lontananza, cime dolomitiche illuminate dal sole del mattino

L'Alta Via n. 1 è il trekking a tappe più conosciuto delle Dolomiti. Parte dal lago di Braies, in Alto Adige, e scende verso sud fino a Belluno, attraversando alcuni dei gruppi più famosi: Fanes, Lagazuoi, Cinque Torri, Pelmo, Civetta e Schiara. Il percorso principale misura circa 125 km, con oltre 7.000 metri di dislivello in salita, e si divide in genere in dodici tappe, dormendo ogni notte in un rifugio. È segnalato con un triangolo con il numero 1.

È considerata la più accessibile tra le grandi alte vie dolomitiche: la maggior parte del tracciato segue sentieri escursionistici senza difficoltà tecniche, ma alcuni tratti sono esposti o attrezzati, soprattutto nella parte finale verso la Schiara, dove esistono varianti più semplici. Più che la difficoltà tecnica, conta la resistenza: si cammina per molti giorni di fila, con dislivelli importanti e meteo variabile. Questa guida riassume le tappe e dà le indicazioni pratiche per organizzarsi, a partire dai rifugi, che in estate vanno prenotati con largo anticipo.

In breve

Ideale per: escursionisti allenati, abituati a camminare più giorni con lo zaino e a muoversi su sentieri di montagna. Da vedere: Braies e gli altopiani di Fanes e Sennes, il Lagazuoi con le gallerie della Grande Guerra, le Cinque Torri, il Pelmo, la parete del Civetta, la Schiara sopra Belluno. Periodo più piacevole: da fine giugno a metà settembre, quando i rifugi sono aperti e i sentieri in genere liberi dalla neve.

Cosa vedere: le tappe in sintesi

La divisione in tappe cambia un po' da una fonte all'altra, perché in alcuni tratti si può scegliere tra rifugi diversi. Quella che segue è la sequenza più comune, raggruppata per zone.

Da Braies a Fanes

La prima tappa parte dal lago di Braies e sale al rifugio Biella, ai piedi della Croda del Becco: è breve ma ripida, ed è una buona prova per capire il proprio passo con lo zaino. La seconda attraversa gli altopiani di Sennes e Fodara Vedla, nel parco naturale Fanes-Senes-Braies, tra prati, malghe e conche carsiche, e scende poi verso la zona dei rifugi di Fanes, nell'alta valle che si affaccia sulla Val Badia. Sono due giornate relativamente tranquille, che preparano alle tappe più lunghe.

Fanes e il Lagazuoi

La terza tappa è quella con il maggiore dislivello in salita: da Fanes si risale verso le pareti del Lagazuoi e si arriva al rifugio Lagazuoi, il punto più alto dell'Alta Via, a oltre 2.700 metri, con un panorama molto ampio sulle Dolomiti. Il Lagazuoi fu un fronte della Grande Guerra e il giorno dopo si può scendere al Passo Falzarego attraverso le gallerie scavate nella roccia durante il conflitto (serve la pila frontale), lungo sentieri più semplici oppure con la funivia.

Cinque Torri, Nuvolau e Croda da Lago

Dal Passo Falzarego l'Alta Via raggiunge la zona delle Cinque Torri, con le trincee restaurate della Grande Guerra, e sale al Nuvolau, uno dei belvedere più famosi sopra Cortina d'Ampezzo. La discesa dal Nuvolau verso il Passo Giau ha un tratto attrezzato: chi non se la sente può aggirarlo con un sentiero alternativo. Dopo il Passo Giau si prosegue verso la Croda da Lago e il suo laghetto, in uno dei tratti più belli del percorso. In questa zona molti scelgono di dormire alle Cinque Torri o alla Croda da Lago invece che al Nuvolau.

Il Pelmo e la Val Fiorentina

La tappa successiva passa sotto il Pelmo, il "trono" di roccia che domina la Val Fiorentina, con il rifugio Città di Fiume ai suoi piedi, e scende verso il Passo Staulanza e Palafavera, tra Val Fiorentina e Val di Zoldo. Esistono varianti più impegnative, con tratti attrezzati, che passano più vicine alle pareti del Pelmo, e varianti più facili. Questo è anche il punto in cui molti escursionisti, con poco tempo, chiudono una prima parte del trekking.

Il Civetta

Le tappe del Civetta sono tra le più spettacolari. Da Palafavera si sale al rifugio Coldai e al suo lago, poi si passa per il rifugio Tissi, affacciato sulla grande parete nord-ovest del Civetta e, dall'altra parte, a picco sul lago di Alleghe; si scende quindi al rifugio Vazzoler, sotto la Torre Venezia e la Torre Trieste. La tappa successiva aggira il gruppo verso sud fino al rifugio Carestiato, sotto le Moiazze. Chi vuole spezzare il percorso può scendere da qui ad Alleghe o ad Agordo.

Prampèr, Pian de Fontana e la Schiara

L'ultima parte attraversa il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, con meno rifugi, meno gente e un ambiente più selvaggio. Dal Carestiato si va al rifugio Sommariva al Pramperét e poi al rifugio Pian de Fontana. La tappa seguente è la più impegnativa: supera la Schiara con la ferrata del Màrmol, che richiede attrezzatura da ferrata ed esperienza, oppure la aggira con una variante più lunga ma senza tratti attrezzati. Si arriva al rifugio 7° Alpini e l'ultima giornata scende lungo la Val d'Ardo fino a Case Bortot e a Belluno.

I rifugi da prenotare

Lungo l'Alta Via si dorme nei rifugi, con mezza pensione, e in luglio e agosto i posti si esauriscono presto: conviene prenotare tutte le notti prima di partire, rispettando poi le date. Molti rifugi aprono le prenotazioni nell'inverno precedente, alcuni anche prima; i sistemi cambiano da rifugio a rifugio (sito proprio, email, telefono o piattaforme come Prenota Rifugi del CAI per le strutture che vi aderiscono). Ecco i principali punti di sosta della sequenza classica:

Le date di apertura e lo stato dei rifugi possono cambiare da un anno all'altro per lavori o cambi di gestione: verificatele direttamente con ciascun rifugio poco prima di partire.

Come arrivare

Il punto di partenza è il lago di Braies, in Val Pusteria. In treno si arriva alle stazioni di Dobbiaco o Villabassa, da cui partono gli autobus per il lago. In estate l'accesso in auto al lago è regolato: negli ultimi anni, nel periodo di punta tra luglio e settembre, la strada è stata chiusa al traffico privato nelle ore centrali e per salire in auto serviva una prenotazione, mentre sugli autobus la prenotazione era obbligatoria. Le regole vanno verificate ogni anno sul sito della mobilità dell'Alto Adige Südtirolmobil; per chi parte a piedi per più giorni l'autobus è comunque la soluzione più semplice. Per i dettagli sul lago c'è anche la guida a Dobbiaco e San Candido.

Come muoversi

Una volta partiti ci si muove a piedi, ma l'Alta Via incrocia più volte strade e impianti: il Passo Falzarego, il Passo Giau, il Passo Staulanza e alcune funivie e seggiovie permettono di accorciare una tappa, saltare un tratto in caso di maltempo o interrompere il trekking. Alcuni passi sono collegati in estate da autobus di linea, con orari limitati, da verificare prima. All'arrivo a Belluno ci sono il treno e gli autobus per Venezia, Treviso e Padova; per tornare in Val Pusteria a riprendere l'auto si combinano autobus e treni, con tempi lunghi, quindi conviene organizzarsi prima o lasciare l'auto a casa.

Quando andare

La stagione va da fine giugno a metà settembre, quando i rifugi sono aperti. A fine giugno sui versanti più alti, come il Lagazuoi, può esserci ancora neve. Luglio e agosto sono i mesi più sicuri per il meteo, ma anche i più affollati e con temporali pomeridiani frequenti: per altre idee c'è la guida su dove andare a luglio. Settembre è più tranquillo e ha una luce bellissima, ma alcuni rifugi chiudono già a metà mese: vedete anche dove andare a settembre.

Dove dormire

Consigli pratici

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