Aggiornato a ottobre 2026
Paxos (in greco Paxi o Paxoi) è una piccola isola del mar Ionio, a sud di Corfù e di fronte alla costa dell'Epiro. È una delle mete più tranquille della Grecia: niente aeroporto, niente grandi resort, colline coperte di ulivi, tre piccoli porti con le case color pastello e una costa occidentale di scogliere bianche e grotte marine che si visitano solo dal mare.
Poco più a sud c'è Antipaxos (Antipaxi), un'isoletta di vigneti e macchia mediterranea quasi disabitata, famosa per l'acqua trasparente delle spiagge di Voutoumi e Vrika. Le due isole si visitano bene insieme: Paxos come base, Antipaxos come gita in giornata. Per secoli sotto Venezia e poi sotto protettorato britannico, Paxos è passata alla Grecia nel 1864 con le altre isole Ionie, e ne conserva l'impronta nell'architettura dei porti.
Da non perdere: il porto di Gaios con l'isolotto del forte veneziano, i villaggi di Loggos e Lakka, il giro in barca delle grotte della costa ovest, il tramonto sulle scogliere di Erimitis e una giornata sulle spiagge di Antipaxos. Periodo migliore: giugno e settembre.
Gaios è il capoluogo e il porto principale. Si affaccia su uno stretto canale chiuso da due isolotti verdi, Agios Nikolaos e Panagia, che fanno da frangiflutti naturali: le barche entrano passando tra le due isole e attraccano lungo il paese. Il lungomare porta alla piazza, cuore della vita serale, e alle spalle si aprono vicoli con piccoli negozi di prodotti locali e cortili fioriti.
Sull'isolotto di Agios Nikolaos, proprio davanti al paese, sorge il forte veneziano: la costruzione cominciò nel 1423 per proteggere l'ingresso del porto (ne parla anche la pagina dell'ente nazionale greco per il turismo). Sull'isolotto di Panagia c'è invece il monastero omonimo. Le visite al forte non sono regolari: informati sul posto se è aperto e come raggiungerlo. Sul lungomare di Gaios, in un palazzo neoclassico, si trova anche il museo del folklore, dedicato alla vita marinara e contadina dell'isola (verifica orari e aperture prima di andare).
Il più piccolo dei tre porti, sulla costa orientale: un'ansa raccolta con le barche dei pescatori, qualche taverna sull'acqua e alle spalle gli ulivi. Sul porticciolo si vede ancora l'edificio dell'antica fabbrica di olio e sapone, testimonianza di quando l'isola viveva di olivicoltura, pesca e produzione di sapone. In estate il paese ospita un festival di musica classica con musicisti greci e stranieri: date e programma cambiano ogni anno, quindi verificali prima di partire.
All'estremità nord, Lakka si affaccia su una baia quasi circolare e riparata, molto amata da chi va in barca a vela. Il paese è piccolo e gradevole, con le taverne sul porto, e la baia ha spiagge con acqua bassa e chiara, adatte anche ai bambini. È una buona base per camminare verso la costa nord e ovest.
La costa occidentale è il lato più spettacolare: pareti di calcare chiaro a picco sul mare e decine di grotte marine, alcune collegate tra loro, dove la luce filtra dall'acqua e accende riflessi azzurri. Si visitano solo dal mare, con le gite in barca che partono da Gaios o con una barca a noleggio. Tra i luoghi più noti ci sono la grande grotta di Ypapanti, l'Ortholithos, un enorme scoglio verticale che si alza dall'acqua davanti a una grotta, e l'arco naturale di Tripitos, un ponte di roccia sul mare. Con il vento da ovest il mare si alza e le uscite possono essere annullate: segui sempre le indicazioni dei barcaioli. L'ente greco del turismo dedica una pagina alle grotte di Paxos.
Le scogliere di Erimitis, sulla costa ovest, sono il punto classico per il tramonto: le pareti bianche, nate da una frana, si colorano di oro nell'ultima ora di luce. Sotto c'è una spiaggia di ciottoli formata proprio dal crollo della scogliera. Arriva con un po' di anticipo, soprattutto in alta stagione.
Gli ulivi coprono gran parte delle colline, da Lakka fino a Gaios. Molti furono piantati sotto i veneziani, che incentivavano la coltivazione, e per secoli l'olio è stato la ricchezza dell'isola, prima che negli anni Sessanta del Novecento arrivasse il turismo. Camminare sulle vecchie mulattiere tra muretti a secco, ulivi secolari e piccole chiese è uno dei modi migliori per conoscere Paxos. L'olio locale si compra nei negozi di Gaios e nei villaggi: per riconoscere i prodotti di qualità leggi la guida ai prodotti tipici greci.
Sulla costa est prevalgono le spiagge di ciottoli bianchi, spesso piccole e raggiungibili su strada o con brevi sentieri. Le baie più nascoste si raggiungono solo in barca.
Antipaxos si raggiunge da Gaios con i taxi del mare e le barche che in estate fanno la spola tra le due isole in circa un quarto d'ora; frequenze e partenze cambiano con la stagione, quindi chiedi al porto. L'isola ha pochissimi abitanti stabili e un unico porticciolo, Agrapidia.
Nelle ore centrali dell'estate le due spiagge sono affollate di barche e bagnanti: per goderle meglio prendi una delle prime corse del mattino. L'interno è coperto di vigneti, coltivati dagli abitanti di Paxos, da cui nasce un vino rosso conosciuto in tutta l'isola. Da Agrapidia stradine e sentieri salgono tra vigne, orti e casette di campagna: porta acqua e cappello, perché l'ombra è poca.
La cucina di Paxos è quella delle isole Ionie, vicina a quella di Corfù: pesce fresco alla griglia, verdure di stagione, piatti cucinati con l'olio dell'isola. Nei porti si mangia soprattutto nelle taverne sul mare, mentre nei villaggi dell'interno la cucina è più casalinga. Da assaggiare il vino rosso di Antipaxos, che si trova nelle taverne locali. Per approfondire leggi la guida alla cucina delle isole greche, quella alla cucina greca e quella ai vini greci.
Il 15 agosto si festeggia la Panagia (l'Assunta) con la messa al monastero e balli fino a tarda notte. Le date dei festival musicali estivi di Loggos cambiano ogni anno: verifica prima di partire.
Paxos non ha aeroporto: si arriva solo via mare, e tutte le navi attraccano a Gaios.
Da Corfù: l'aeroporto di Corfù è vicino al porto, da cui in stagione partono aliscafi, traghetti passeggeri e traghetti con auto per Paxos; la traversata dura in genere tra una e due ore. Ci sono collegamenti anche dal porto di Lefkimmi, nel sud dell'isola. Fuori stagione le corse veloci da Corfù sono rare e dipendono dal meteo.
Da Igoumenitsa: dal porto della terraferma partono traghetti che imbarcano anche auto, con servizio tutto l'anno e una traversata di circa un'ora e mezza. Igoumenitsa è collegata con traghetti ai porti dell'Adriatico, quindi è la via più comoda per chi arriva dall'Italia con la propria auto.
Dall'Italia: in alcune estati sono stati attivati collegamenti veloci stagionali dalla Puglia verso Corfù e Paxos, ma non sono garantiti ogni anno: verifica prima di partire se il servizio è attivo nella stagione del tuo viaggio. In estate esistono anche escursioni in barca da Parga, sulla costa dell'Epiro.
Orari e compagnie cambiano spesso, e su alcune tratte locali i biglietti si comprano solo al porto: controlla sempre le corse aggiornate prima di partire.
L'isola è piccola e una strada principale collega Gaios, Loggos e Lakka. Il mezzo più usato è lo scooter, comodo sulle strade strette dell'interno; in alternativa si noleggiano auto piccole oppure si usano i taxi. Per le spiagge nascoste, le grotte e Antipaxos la scelta migliore è la barca a noleggio: nei porti si affittano piccole barche a motore e gommoni. Chiedi se per il mezzo scelto serve la patente nautica e chiedi sempre al noleggiatore le regole, le zone da evitare e le previsioni del vento. Chi ama camminare trova una rete di vecchi sentieri tra gli uliveti.
La stagione va da maggio a ottobre. Giugno e settembre sono i mesi migliori: mare caldo, meno barche nelle baie e prezzi più bassi. Luglio e soprattutto agosto sono molto affollati, anche per le barche a vela e le gite giornaliere da Corfù, e conviene prenotare con largo anticipo. A maggio e ottobre l'isola è quieta, ma alcuni servizi e collegamenti sono ridotti. Per altre idee leggi dove andare a giugno e dove andare a settembre.
Su Antipaxos l'offerta per dormire è quasi inesistente: la si visita in giornata.