Viaggi e Racconti

Symi: cosa vedere nell'isola delle case color pastello

Aggiornato a ottobre 2026

Il porto di Symi con le case neoclassiche color pastello che salgono sulla collina

Symi è una piccola isola rocciosa del Dodecaneso, a nord-ovest di Rodi e a poca distanza dalla costa della Turchia. Chi arriva dal mare la riconosce subito: il porto di Gialos è un anfiteatro di case neoclassiche gialle, ocra, rosa e azzurre che salgono sulle colline fino al paese alto, Chorio. È uno degli scorci più fotografati della Grecia, ed è il ricordo della ricchezza che l'isola conobbe nell'Ottocento grazie alla pesca delle spugne e alla costruzione di navi.

Symi non ha grandi spiagge sabbiose né vita notturna: è un'isola da scale, da passeggiate e da baie di ciottoli raggiunte in barca, con il Monastero di Panormitis nel sud come grande meta di pellegrinaggio. Molti la visitano in giornata da Rodi, ma il modo migliore per apprezzarla è fermarsi almeno una o due notti, quando il porto si svuota e le case si illuminano al tramonto.

In breve

Da non perdere: il porto di Gialos, la salita della Kali Strata fino a Chorio, il Monastero di Panormitis e un giro in barca alle baie, come Agios Georgios Dysalona e Nanou. Isola senza aeroporto: si arriva in traghetto o catamarano, quasi sempre da Rodi. Periodo migliore: maggio-giugno e settembre.

Cosa vedere a Symi

Gialos, il porto

Gialos (Yialos) è il capoluogo sul mare, raccolto intorno a una baia stretta e profonda sulla costa nord-orientale. Le case neoclassiche, con frontoni triangolari e facciate color pastello, risalgono in gran parte alla metà dell'Ottocento, il periodo di massima prosperità dell'isola. Molti edifici distrutti durante la Seconda guerra mondiale sono stati restaurati seguendo le regole del Servizio archeologico greco, ed è anche per questo che l'insieme è così armonioso. Sul porto si affacciano caffè e taverne; verso l'uscita della baia c'è la torre dell'orologio, oltre la quale si raggiunge a piedi la piccola spiaggia di Nos.

La Kali Strata e Chorio

La Kali Strata è la lunga scalinata in pietra che collega Gialos al paese alto, Chorio (Ano Symi). Salirla, fermandosi spesso, è il modo migliore per vedere le dimore dei capitani, alcune restaurate e altre ancora in rovina, e per godere dall'alto la vista sul porto. Chorio è un dedalo di vicoli, chiese e case tradizionali, più quieto di Gialos. Nella parte più alta si trovano i resti del castello costruito dai Cavalieri di San Giovanni, che conquistarono l'isola nel 1309. La salita è faticosa: affrontala la mattina presto o nel tardo pomeriggio, mai nelle ore calde d'estate.

Il Monastero di Panormitis

Nel sud dell'isola, affacciato su una baia riparata, sorge il Monastero dell'Arcangelo Michele di Panormitis (Taxiarchis Michail Panormitis), uno dei luoghi di pellegrinaggio più sentiti del Dodecaneso. I manoscritti fanno risalire il monastero al XV secolo; la chiesa attuale, del 1783, custodisce un'iconostasi in legno intagliato e l'icona dell'Arcangelo rivestita d'argento e d'oro, considerata miracolosa. Il campanile, costruito nel 1911, è ben visibile già dal mare. Accanto alla chiesa ci sono due piccoli musei. Si arriva in auto o in autobus da Gialos e, in alta stagione, con alcuni traghetti da Rodi che fanno scalo direttamente a Panormitis. Le feste principali sono l'8 novembre e la Pentecoste, quando l'isola si riempie di pellegrini. Abbigliamento rispettoso, con spalle e gambe coperte.

Pedi e i sentieri

Pedi è una baia a breve distanza da Chorio, con un piccolo porto di pescatori e alcune sistemazioni sul mare. Da qui parte il sentiero costiero che porta in pochi minuti alla baia di Agios Nikolaos. L'interno dell'isola, meno conosciuto, ha boschi di pini e cipressi, cappelle isolate e sentieri che collegano Chorio alle baie: una buona alternativa al mare nelle stagioni intermedie.

Le baie di Symi

Le spiagge di Symi sono quasi tutte di ciottoli, piccole e con acqua molto limpida. Molte si raggiungono soprattutto via mare, con i taxi boat o con le escursioni in barca che partono dal porto di Gialos: orari e itinerari cambiano ogni stagione, quindi chiedi sul posto.

Un po' di storia

Dopo il dominio dei Cavalieri di San Giovanni, nel 1522 Symi passò agli Ottomani, che le lasciarono ampi privilegi. L'isola prosperò con il commercio, i cantieri navali e soprattutto la pesca delle spugne, per la quale ebbe a lungo una delle flotte più importanti del Mediterraneo. L'arrivo delle navi a vapore, alla fine dell'Ottocento, segnò l'inizio del declino.

Nel 1912, durante la guerra italo-turca, Symi fu occupata dall'Italia insieme alle altre isole del Dodecaneso, che rimasero sotto amministrazione italiana per circa trent'anni; la sovranità italiana fu riconosciuta formalmente nel 1923. Dopo l'armistizio del 1943 l'isola fu occupata dai tedeschi e fu teatro di scontri, con molte case danneggiate o distrutte. Alla fine della guerra le forze tedesche della zona firmarono la resa proprio a Symi, che rimase per qualche anno sotto amministrazione britannica prima di essere unita alla Grecia nel 1948, con il resto del Dodecaneso.

Cosa mangiare

La specialità dell'isola sono i gamberetti di Symi (symiako garidaki): piccoli gamberetti rossi, di solito fritti e mangiati interi, guscio compreso. Li trovi in quasi tutte le taverne, insieme al pesce del giorno e ai classici mezedes greci. Per conoscere meglio i piatti tipici leggi la guida alla cucina delle isole greche e quella alla cucina greca.

Come arrivare

Symi non ha aeroporto: l'aeroporto più vicino è quello di Rodi, collegato con Atene, Salonicco e, in estate, con molti voli dall'Italia. Da lì si prosegue in nave.

Da Rodi in traghetto o catamarano: è il collegamento principale. Le partenze sono dal porto di Rodi città e la traversata dura indicativamente da meno di un'ora a un'ora e mezza, secondo il mezzo. In alta stagione alcune corse fanno scalo anche a Panormitis: controlla in quale porto scendi. Arriva al porto con un po' di anticipo, perché d'estate il traffico a Rodi può causare ritardi. Le corse e gli orari cambiano di anno in anno e tra alta e bassa stagione: verifica sempre prima di partire.

Da altre isole e da Atene: i collegamenti diretti con altre isole del Dodecaneso e con il Pireo sono meno frequenti e variano di stagione in stagione. Per orientarti leggi la guida ai traghetti per le isole greche da Atene.

In giornata da Rodi: è possibile andare la mattina e tornare la sera, ma il tempo a disposizione è poco. Se puoi, fermati almeno una notte.

Come muoversi

Gialos e Chorio si girano a piedi, con molte scale. Un servizio di autobus collega Gialos con Chorio e Pedi e, in stagione, con Panormitis; ci sono anche alcuni taxi. Per le baie il mezzo più pratico è la barca: taxi boat ed escursioni partono dal porto. Il noleggio di auto o scooter è utile soprattutto per raggiungere il sud dell'isola, ma le strade sono poche e strette. Orari e servizi variano molto tra estate e bassa stagione.

Quando andare

La stagione turistica va da Pasqua all'inizio di novembre. I mesi migliori sono maggio, giugno e settembre: il mare è già o ancora caldo e si cammina volentieri. Luglio e agosto sono molto caldi: Gialos, chiuso tra le colline, trattiene il calore, e la Kali Strata nelle ore centrali diventa pesante. Ottobre è piacevole ma alcuni servizi iniziano a ridursi; intorno all'8 novembre la festa di Panormitis richiama molti pellegrini. Per altre idee leggi dove andare a giugno e dove andare a settembre.

Dove dormire

Le sistemazioni sono soprattutto piccole strutture e case restaurate; in estate conviene prenotare con anticipo.

Consigli pratici

Altre guide sulla Grecia