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Parco dell'Ankarana: tsingy grigi, grotte e lemuri nel nord del Madagascar

Aggiornato a ottobre 2026

Una distesa di tsingy grigi, pinnacoli di calcare affilati come lame, attraversata da un piccolo ponte sospeso di legno e corde, con la foresta secca sullo sfondo

Il parco dell'Ankarana protegge un massiccio di calcare giurassico che si alza sulla pianura del nord del Madagascar, tra Diego Suarez e Ambilobe. Istituito come riserva speciale nel 1956 e oggi gestito da Madagascar National Parks insieme alle comunità locali, è uno dei luoghi più spettacolari del nord: in superficie la pioggia ha scolpito gli tsingy, distese di pinnacoli di roccia grigia affilati come lame, mentre sotto terra si apre una delle reti di grotte più estese del Paese, percorsa da fiumi sotterranei. Tra le pareti dei canyon crescono lembi di foresta che ospitano lemuri, uccelli e rettili.

Il massiccio è anche un luogo sacro per gli Antankarana, il popolo che ne porta il nome. Nell'Ottocento, durante le guerre con il regno Merina, re e popolazione si rifugiarono nelle sue grotte, e alcune di esse custodiscono ancora tombe reali e sono soggette a fady, i divieti tradizionali. Per chi viaggia nel nord l'Ankarana è la tappa naturale tra Diego Suarez e Nosy Be; per vedere tsingy di dimensioni ancora maggiori, nell'ovest, c'è il parco degli Tsingy del Bemaraha.

In breve

Ideale per: chi ama il trekking, la geologia e le grotte; chi vuole vedere gli tsingy senza affrontare il lungo viaggio verso il Bemaraha; chi cerca lemuri facili da osservare. Da vedere: gli tsingy grigi con i ponti sospesi, la Perte des Rivières, la grotta dei pipistrelli, i punti panoramici e, nella stagione giusta, le grandi grotte e i canyon del settore ovest. Periodo più piacevole: la stagione secca, indicativamente da maggio a novembre; il settore ovest è aperto solo da luglio a novembre.

Cosa vedere e cosa fare

Gli tsingy grigi e i ponti sospesi

Il percorso più famoso del parco porta agli tsingy del settore est, tra cui i Tsingy Rary e le guglie dette Tourelles, con passerelle e belvedere da cui si domina il paesaggio di roccia. Il momento più scenografico è l'attraversamento dei ponti sospesi tesi sopra stretti canyon in cui cresce una vegetazione fitta, soprattutto ficus. I circuiti si possono combinare tra loro: i più brevi richiedono qualche ora di cammino, i più lunghi un'intera giornata, come il grande anello del Grand Tsingy di Benavony, di difficoltà medio-alta, che passa anche per una grotta con belle concrezioni e una foresta di pandani. Il calcare è tagliente e il sole forte: servono scarpe robuste e molta acqua.

La Perte des Rivières

La Perte des Rivières è una grande voragine nel calcare dove confluiscono più corsi d'acqua che poi scompaiono sotto terra, proseguendo il loro cammino nelle grotte del massiccio. Nella stagione secca il letto è asciutto e si può osservare la forma della voragine dall'alto; nella stagione delle piogge i fiumi si riempiono rapidamente. La si raggiunge con una camminata facile, spesso abbinata alla visita degli tsingy.

La grotta dei pipistrelli

Dal settore est si visita la grotta dei pipistrelli, a cui si scende con una scala ripida: all'interno si vedono concrezioni, stalattiti e colonie di pipistrelli. Nel parco vivono numerose specie di pipistrelli, una parte importante di quelle presenti in Madagascar. Una torcia frontale è indispensabile, così come attenzione ai passaggi umidi e scivolosi.

Il settore ovest: grotte e canyon

Il lato occidentale del massiccio, a cui si accede dal villaggio di Andrafiabe, è aperto solo da luglio a novembre, quando le piste e i guadi sono percorribili. Qui si trovano alcune delle grotte più grandi, come la grotta di Andrafiabe con la sala detta "Cattedrale", la grotta degli scheletri, i canyon e il Green River. In alcuni fiumi sotterranei vivono coccodrilli, oltre a pesci e crostacei ciechi adattati al buio. Il viaggio verso questo settore è più lungo e organizzarlo con un operatore locale è la scelta più semplice; per vedere bene entrambi i lati servono almeno due giorni.

Lemuri e altra fauna

L'Ankarana è uno dei rifugi più importanti del lemure coronato e del lemure bruno di Sanford, specie del nord del Madagascar che si avvistano spesso anche vicino alle aree di campeggio. Di notte è attivo il lepilemure dell'Ankarana. Il parco ospita anche il fossa, il più grande carnivoro dell'isola, molte specie di uccelli e di rettili e una flora ricca di specie endemiche, tra cui baobab, euforbie e pachypodium. È vietato toccare gli animali e comprare prodotti della foresta.

Il popolo Antankarana

Il nome Antankarana significa più o meno "quelli dell'Ankarana". La tradizione locale lega il massiccio alla storia della monarchia: nel 1837-38 il re Tsimiaro I vi rimase nascosto per oltre un anno durante l'offensiva Merina, e fu poi sepolto, per sua volontà, in una delle grotte. Ogni cinque anni ad Ambatoharanana, non lontano da Ambilobe, si celebra il Tsangatsaina, la cerimonia dell'innalzamento dell'albero reale. Le grotte sacre non sono visitabili: seguite sempre le indicazioni della guida sui luoghi e sui comportamenti vietati.

Come arrivare

L'ufficio di accoglienza del parco si trova a Mahamasina, sulla RN6, a circa 108 km a sud di Antsiranana e a una trentina di chilometri a nord di Ambilobe. La città più vicina con un aeroporto e voli regolari da Antananarivo è Diego Suarez, da cui si arriva in poche ore di auto; da Nosy Be si sbarca ad Ankify, vicino ad Ambanja, e si risale la RN6 verso nord. La RN6 tra Ambanja, Ambilobe e Antsiranana è stata oggetto di lavori di ripristino dopo i danni delle piogge: nell'ottobre 2025 il ministero li dava come quasi conclusi, ma verificate lo stato della strada prima di partire, soprattutto dopo la stagione delle piogge. La soluzione più comoda e sicura è l'auto con autista; i taxi-brousse percorrono la strada ma sono più scomodi e meno sicuri.

Come muoversi

All'interno del parco ci si sposta solo a piedi, con una guida certificata, obbligatoria per ogni visita. Le formalità si sbrigano all'ufficio di Mahamasina prima di entrare e il biglietto va tenuto sempre con sé. Dal centro di accoglienza partono i circuiti del settore est, raggiungibili tutto l'anno; per il settore ovest e per alcuni punti di partenza più lontani serve un fuoristrada.

Quando andare

Il clima è caldo tutto l'anno, con una stagione secca marcata e una stagione delle piogge che si concentra tra dicembre e marzo. Il periodo migliore è la stagione secca: i sentieri sono asciutti, la Perte des Rivières si osserva in sicurezza e il settore ovest è accessibile da luglio a novembre. Le temperature superano spesso i 30 gradi: conviene camminare dalla mattina presto. Per altre idee sul periodo vedi dove andare a settembre.

Dove dormire

Consigli pratici

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