Aggiornato a ottobre 2026
Sainte-Marie, in malgascio Nosy Boraha, è un'isola lunga e stretta che corre parallela alla costa orientale del Madagascar, a nord di Toamasina. È coperta di palme da cocco, foreste e piccole piantagioni di vaniglia e chiodi di garofano, ed è circondata da spiagge e lagune protette dalla barriera corallina. Il capoluogo è Ambodifotatra, sulla costa occidentale, di fronte al Madagascar.
L'isola è famosa soprattutto per le balene megattere, che nell'inverno australe arrivano dalle acque antartiche per partorire e accoppiarsi nel canale tra Sainte-Marie e la terraferma, e per la sua storia: tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento fu una base dei pirati che assaltavano le navi dirette in India, e a quell'epoca risalgono le leggende e il piccolo cimitero che si visita ancora oggi. Il resto lo fanno le spiagge, i ritmi lenti e l'isolotto dell'Île aux Nattes, all'estremità sud.
Da non perdere: l'uscita in barca per vedere le balene da luglio a settembre, l'Île aux Nattes, le spiagge e le piscine naturali del nord, il cimitero dei pirati vicino ad Ambodifotatra, la chiesa cattolica del capoluogo e un giro dell'isola in scooter o in quad. Tempo necessario: quattro o cinque giorni. Periodo migliore: da luglio a settembre per le balene, da settembre a dicembre per il tempo più asciutto.
Sainte-Marie è un'isola dell'Oceano Indiano davanti alla costa orientale del Madagascar, a nord di Toamasina. Lunga e stretta, si allunga da nord a sud parallela alla terraferma, da cui la separa un canale di mare: è proprio in questo braccio di mare che arrivano le balene megattere. Il capoluogo, Ambodifotatra, e la strada principale sono sulla costa occidentale, rivolta verso il Madagascar; l'aeroporto è nel sud dell'isola, non lontano dall'Île aux Nattes. Sulla terraferma, il porto più usato per le traversate è Soanierana Ivongo, a nord di Toamasina.
Sulle carte l'isola compare spesso con il nome malgascio, Nosy Boraha. Da non confondere con Sainte-Marie, comune dell'isola della Riunione, e con l'omonimo comune della Martinica.
Ogni anno, nell'inverno australe, le balene megattere raggiungono le acque calme e calde intorno a Sainte-Marie dopo una lunga migrazione dalle acque antartiche. Il periodo migliore per vederle va in genere da luglio a settembre, con qualche avvistamento già a giugno e ancora in ottobre. Le uscite in barca partono dagli alberghi e dai centri dell'isola: si vedono le madri con i piccoli, i soffi, le code che si alzano e, con un po' di fortuna, i salti fuori dall'acqua; a volte le balene si vedono anche dalla riva. In Madagascar esistono regole per l'osservazione, con distanze minime e tempi limitati: scegli operatori che le rispettino. A luglio l'isola ospita il Festival delle balene, con concerti, sport e iniziative sulla protezione del mare: le date cambiano ogni anno.
All'estremità meridionale di Sainte-Marie, separata da un braccio di mare che si attraversa in piroga in pochi minuti, l'Île aux Nattes (Nosy Nato) è un piccolo isolotto senza strade né auto, con spiagge di sabbia bianca, palme, villaggi e alcuni lodge. Si gira a piedi in qualche ora, passando per spiagge quasi deserte e piccoli ristoranti sul mare; con la maschera si esplorano i fondali vicino alla riva.
Vicino ad Ambodifotatra, su una collina affacciata sulla baia, il cimitero dei pirati conserva alcune decine di tombe tra la vegetazione, alcune con il teschio e le tibie incrociate scolpiti sulla pietra. Accanto ai pirati sono sepolti marinai, mercanti e missionari. Si dice che nell'isola abbiano vissuto o fatto tappa pirati famosi come William Kidd, Thomas Tew e Olivier Levasseur, detto La Buse, e che i loro tesori siano nascosti nella baia, ma non ci sono prove che siano sepolti qui. Si raggiunge a piedi con un breve sentiero e si paga un piccolo ingresso; la visita si fa con una guida.
Il capoluogo, Ambodifotatra, è un piccolo centro con il porto, il mercato, qualche edificio coloniale e la chiesa cattolica costruita nel 1837, uno dei più antichi santuari cattolici ancora in uso nel Paese. È il posto dove fare spese, cambiare denaro e prendere il traghetto per la terraferma.
Il nord di Sainte-Marie è la parte più selvaggia, con spiagge isolate, villaggi di pescatori e le piscine naturali di Ambodiatafana, vasche di acqua di mare scavate nella roccia vulcanica e protette dalle onde. Si raggiunge con una strada lenta e in alcuni tratti sterrata, meglio con una guida o un autista.
All'interno dell'isola ci sono colline, risaie, piantagioni e lembi di foresta, con sentieri che portano a piccole cascate e a punti panoramici. Con una guida si possono vedere orchidee, camaleonti e uccelli; alcuni lembi di foresta originaria sono protetti.
La barriera corallina che circonda l'isola protegge lagune adatte allo snorkeling e alle immersioni, organizzate dai centri locali, con pesci tropicali, coralli e, in alcuni punti, relitti. Si possono fare gite in piroga nelle mangrovie, uscite di pesca e giri in kayak. Fuori dalla barriera il mare può essere mosso, soprattutto nei mesi del vento: informati sempre sulle condizioni prima di entrare in acqua.
La cucina di Sainte-Marie è quella della costa est: pesce e frutti di mare, spesso cucinati con il latte di cocco, la vaniglia o lo zenzero, e il riso. Da provare i piatti di gamberi, il polpo, il pesce alla griglia e la frutta tropicale, oltre al rum aromatizzato con la frutta e le spezie dell'isola. Molti piccoli ristoranti sulla spiaggia cucinano il pescato del giorno su prenotazione.
In aereo: Sainte-Marie ha un piccolo aeroporto nella parte meridionale dell'isola, con voli interni da Antananarivo e da Toamasina, che possono cambiare orario o essere cancellati anche all'ultimo momento: tieni un margine per i voli di ritorno.
Via mare: le barche e i traghetti partono soprattutto dal porto di Soanierana Ivongo, a nord di Toamasina, raggiungibile in auto; ci sono anche collegamenti da Toamasina e da altri punti della costa. Le autorità di diversi Paesi segnalano incidenti dovuti a imbarcazioni sovraccariche, poco curate e a improvvisi peggioramenti del tempo: scegli compagnie affidabili, verifica le condizioni del mare e indossa il giubbotto di salvataggio. Per entrare in Madagascar servono il passaporto e il visto turistico: controlla la scheda di Viaggiare Sicuri prima di partire.
Sull'isola c'è una strada che percorre la costa occidentale, asfaltata solo in parte. Ci si muove in tuk-tuk, in taxi, con gli scooter o i quad a noleggio, o in bicicletta. Per l'Île aux Nattes si prende una piroga dalla punta sud di Sainte-Marie, vicino all'aeroporto. Per il nord e l'interno conviene una guida o un autista.
La costa est del Madagascar è la regione più piovosa del Paese, e a Sainte-Marie può piovere in ogni stagione. Il periodo delle balene, da luglio a settembre, coincide con l'inverno australe: le giornate sono gradevoli, ma ci sono acquazzoni e il vento può rendere il mare mosso. Da settembre a dicembre il tempo è in genere più asciutto e il mare più calmo. Da gennaio a marzo è la stagione delle piogge più intense e dei cicloni, che colpiscono spesso la costa orientale: nel febbraio 2026 il ciclone Gezani ha devastato la vicina Toamasina. In questi mesi segui sempre gli avvisi meteo.
Il periodo migliore va in genere da luglio a settembre, con qualche avvistamento già a giugno e ancora in ottobre. Le uscite in barca partono dagli alberghi e dai centri dell'isola: scegli operatori che rispettino le regole di osservazione.
In aereo, con i voli interni da Antananarivo e da Toamasina, oppure in barca, soprattutto dal porto di Soanierana Ivongo. I voli possono cambiare orario o essere cancellati, e le traversate dipendono dal mare: lascia sempre un margine e scegli compagnie affidabili.
Quattro o cinque giorni: bastano per un'uscita con le balene, una giornata all'Île aux Nattes, il cimitero dei pirati e Ambodifotatra, e il giro del nord con le piscine naturali.
Da gennaio a marzo, la stagione delle piogge più intense e dei cicloni sulla costa orientale. Tieni conto che a Sainte-Marie può piovere in ogni stagione.
Sì, la malaria è presente anche sull'isola: usa un repellente e chiedi al medico o a un centro di medicina dei viaggi quale profilassi è indicata prima di partire.