Aggiornato a ottobre 2026
Chamarel è un villaggio di collina nel sud-ovest di Mauritius, su un altopiano boscoso a circa 260 metri di quota, a pochi chilometri dalla costa di Le Morne. È noto soprattutto per le Terre dei Sette Colori e per la cascata, due delle immagini più conosciute dell'isola, ma intorno al paese ci sono anche piantagioni di canna da zucchero, caffè e ananas, una distilleria di rum e alcuni dei panorami più ampi della costa occidentale.
Il nome viene da Charles Antoine de Chazal de Chamarel, un francese che verso il 1800 possedeva le terre della zona. Oggi Chamarel è una tappa quasi obbligata delle giornate nel sud-ovest: si combina facilmente con le spiagge di Le Morne, con il parco nazionale delle Black River Gorges, che comincia appena sopra il villaggio, e con il lago sacro di Grand Bassin.
Ideale per: chi vuole vedere l'interno dell'isola, i paesaggi vulcanici e la natura, magari in una giornata lontano dal mare. Da vedere: le Terre dei Sette Colori, la cascata, le tartarughe giganti, il belvedere sulla strada da Case Noyale, la distilleria e i punti panoramici delle Black River Gorges. Periodo più piacevole: da maggio a novembre, la stagione più asciutta; meglio la mattina presto.
Le Terre dei Sette Colori (in inglese Seven Coloured Earth) sono una piccola area di dune ondulate, senza vegetazione, in cui la terra assume sfumature che vanno dal rosso al viola, dal blu all'ocra e al giallo. Sono il risultato dell'origine vulcanica dell'isola: il basalto delle antiche colate di lava si è decomposto in argille ricche di ossidi di ferro e di alluminio, e sono questi minerali a dare le diverse tinte. I colori sono sette solo per tradizione: dal vivo se ne distinguono molte sfumature intermedie.
Le dune si trovano all'interno di un parco privato, il Geopark, a qualche chilometro dal villaggio, e sono recintate: si osservano dal percorso che le circonda, senza camminare sulla terra colorata. È una regola che serve a proteggerle, perché in passato molta terra è stata portata via come souvenir. Lo spettacolo è raccolto, più piccolo di quanto facciano pensare le foto, e rende di più con la luce radente del mattino.
Nello stesso parco si trova la cascata di Chamarel, un salto unico di circa cento metri lungo una parete di roccia vulcanica, tra i più alti di Mauritius. Si guarda dall'alto, da alcuni belvedere affacciati sulla gola verde: la portata cambia molto con le stagioni ed è più spettacolare nei periodi piovosi. La discesa verso la base è ripida e scivolosa e non fa parte della visita normale: chi vuole avvicinarsi deve affidarsi a escursioni guidate da operatori autorizzati.
Nel Geopark c'è anche un recinto con tartarughe giganti di Aldabra, la specie originaria dell'atollo di Aldabra, alle Seychelles. Ricordano le tartarughe giganti che vivevano a Mauritius e che si sono estinte dopo l'arrivo dell'uomo, insieme al dodo. Si possono osservare da vicino mentre mangiano, mantenendo distanza e tranquillità; per sapere che cosa è consentito chiedete al personale del parco.
Il biglietto unico comprende le Terre dei Sette Colori, la cascata e le tartarughe. In auto si paga a una biglietteria lungo la strada d'ingresso e si prosegue fino ai parcheggi della cascata e delle dune; chi preferisce camminare può seguire il sentiero di circa 3 chilometri dall'ingresso alle dune, che passa per i belvedere sulla cascata. All'interno ci sono anche un caffè, negozi di artigianato e un ristorante panoramico. Il parco collabora con la Mauritian Wildlife Foundation in progetti di ripristino della foresta e di tutela degli uccelli endemici.
Chamarel è un paese piccolo e tranquillo, sparso tra campi di canna e piantagioni di caffè arabica, che qui ha una piccola produzione locale apprezzata. Nel centro c'è la chiesa di Sainte-Anne, semplice e luminosa, e lungo la strada si trovano bancarelle e piccole botteghe. Nei dintorni ci sono un parco avventura con percorsi sospesi e teleferiche, sentieri per mountain bike e passeggiate a cavallo. Vicino alle Terre dei Sette Colori, l'Ebony Forest è un'area di foresta nativa in via di ripristino aperta ai visitatori.
Sulle colline intorno al villaggio una distilleria moderna produce rum dalla canna da zucchero coltivata nelle piantagioni circostanti. La visita mostra le fasi della lavorazione, dalla spremitura della canna alla distillazione e all'invecchiamento, e si conclude con una degustazione; c'è anche un ristorante. È una tappa interessante anche per chi non beve molto, ma chi guida dovrebbe limitarsi all'assaggio. Orari e modalità di visita vanno verificati prima.
Lungo la strada che sale dalla costa verso Chamarel, qualche chilometro prima del villaggio, un belvedere con parcheggio si apre sulla costa sud-occidentale: dall'alto si vedono il mare, la laguna e la penisola di Le Morne. È uno dei punti più fotografati della zona e merita la sosta soprattutto in una giornata limpida.
Chamarel si raggiunge solo su strada. Dalla costa ovest si sale dalla strada litoranea all'altezza di Case Noyale, poco a nord di Le Morne: è una strada di collina con molte curve, il cui tratto più rovinato è stato ricostruito nel 2022 dopo un anno di chiusura. In alternativa si arriva dall'interno, da Curepipe o dall'aeroporto Sir Seewoosagur Ramgoolam di Plaisance (nel sud-est), attraversando l'altopiano e il parco delle Black River Gorges. Molti visitano Chamarel con un'escursione organizzata della giornata nel sud-ovest.
La soluzione più comoda è l'auto a noleggio (a Mauritius si guida a sinistra) o un taxi con autista per la giornata: le attrazioni sono distanti fra loro e i mezzi pubblici sono poco pratici per questa zona. Le strade di collina sono strette e tortuose, e sull'altopiano possono esserci nebbia e pioggia improvvisa: guidate con calma e fuori dalle ore di buio.
La stagione più asciutta va da maggio a novembre, con i mesi più equilibrati in settembre-novembre e aprile-maggio; da metà novembre a metà maggio c'è il rischio di cicloni, maggiore fra gennaio e marzo. A Chamarel, che è in collina, può fare più fresco e piovere più spesso che sulla costa.
Il momento migliore della giornata è la mattina presto: la luce bassa fa risaltare i colori delle dune, l'aria è più fresca per camminare e i gruppi delle escursioni non sono ancora arrivati. Anche il tardo pomeriggio è piacevole. Dopo qualche giorno di pioggia la cascata è più ricca d'acqua e molti trovano i colori della terra più intensi; durante un acquazzone, invece, i belvedere si riempiono di nuvole.