Di Nadia F. Poli · scritto nel 2011 · Aggiornato a ottobre 2026
Nel 1993 è stata inclusa nel Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO e da allora ha conosciuto una nuova giovinezza. Bamberga, antica e saggia città capace di unire fede e tradizione in un giusto equilibrio tra spiritualità e piaceri terreni, è adagiata tra le dolci colline dell'Alta Franconia, in Baviera, dove il fiume Regnitz confluisce nel Meno.
Mille anni di storia sono racchiusi in una città dal carattere originale e dall'atmosfera unica. Poche altre località della Germania possono vantare la stessa densità di chiese e birrerie. Grazie al canale Meno-Danubio, che rende possibile la navigazione dal Mare del Nord fino al Mar Nero, Bamberga è anche diventata una tappa delle crociere fluviali attraverso l'Europa.
Bamberga è una sorpresa, e come tale si rivela agli occhi dei turisti. Costruita su sette colli, proprio come Roma, per un breve periodo, quando qui visse l'imperatore Enrico II, fu un centro del Sacro Romano Impero. Uno dei suoi simboli è l'Apfelweibla, un batacchio del Settecento a forma di viso femminile che orna il portone di un'antica casa al numero 14 della Eisgrube. Ispirò un racconto di E.T.A. Hoffmann, scrittore e musicista che visse a Bamberga tra il 1808 e il 1813.
Il nome della città deriva da Babenberch, l'antico castello che probabilmente sorgeva sulla collina dell'attuale cattedrale. Oltre a possedere un incantevole scenario urbano e paesaggistico, Bamberga ha conservato quasi intatto il suo volto autentico, avendo avuto la fortuna di non subire grandi distruzioni nel corso dei secoli.
A parte qualche intervento, il centro storico conserva l'impianto di mille anni fa, quando il pio imperatore Enrico II fondò il vescovado, fece erigere un palazzo imperiale e un Duomo, distrutto due volte dalle fiamme. Quello attuale fu consacrato nel 1237 e celebra Enrico II e sua moglie Cunegonda, entrambi proclamati santi e magistralmente raffigurati sul sepolcro all'interno della chiesa, opera di Tilman Riemenschneider.
A vegliare su di loro c'è il Bamberger Reiter, la statua del Cavaliere di Bamberga, dall'identità ancora ignota, che osserva la navata da un pilastro. Il fascino della chiesa risiede nelle sue linee pulite e rigorose, ma non troppo severe, espressione del passaggio dall'architettura tardoromanica a quella protogotica.
L'importanza religiosa che la città ebbe per secoli traspare da molti edifici del centro storico: la Alte Hofhaltung, la Vecchia Corte medievale dai tetti spioventi, e la Neue Residenz, inno barocco alla potenza dei principi-vescovi del Settecento. E ancora la chiesa di Santo Stefano sullo Stephansberg, quella barocca di San Martino, che veglia sul mercato, e l'abbazia di San Michele, sull'omonima collina. Spiccano anche la chiesa parrocchiale di Nostra Signora, l'Obere Pfarre, con un dipinto del Tintoretto, e il Museo Diocesano, accanto al Duomo.
Il vecchio municipio, l'Altes Rathaus, costruito su un'isoletta in mezzo al fiume Regnitz, è affiancato da una casa a graticcio del 1688, la Rottmeisterhäuschen. Il singolare complesso, al centro di due ponti, è una delle immagini più conosciute di Bamberga.
Una fila di casette dai tetti alti, ornate di fiori variopinti e con numerosi abbaini, forma il delizioso quartiere dei pescatori chiamato Klein-Venedig, la «Piccola Venezia». Dietro le antiche abitazioni, molte delle quali risalgono al Medioevo, si apre l'Inselstadt, la parte centrale di Bamberga, racchiusa tra il Regnitz e il canale Meno-Danubio.
Per secoli Bamberga ha vissuto di commerci, dell'arte conciaria e della produzione di birra. Ancora oggi le birrerie si contano a decine e, in quelle più antiche, come la mitica Schlenkerla, scorre a fiumi la Rauchbier, una particolare birra affumicata, robusta e saporita, tipica di Bamberga, che accompagna alla perfezione i piatti della cucina tradizionale della Franconia. Una bevanda che a Bamberga mette d'accordo tutti: prelati, abitanti, commercianti, turisti e gli studenti dell'università locale.