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Cascate delle Marmore: ingegno e natura

Racconto di capitale · viaggio del maggio 2008 · Aggiornato a ottobre 2026

La Cascata delle Marmore in piena con il salto principale tra la vegetazione verde e un arcobaleno nel vapore d'acqua

Lo scorso primo maggio, come ogni anno, c'è stata la solita disputa con gli amici del mio gruppo su dove andare per la tipica «gitarella fuori porta». Dopo varie proposte abbiamo deciso: siamo partiti di buon'ora (anche per evitare ore di coda all'uscita dalla Capitale!) in direzione dell'Umbria, in provincia di Terni, lungo la strada statale Valnerina, verso la cascata artificiale più suggestiva che abbia mai visto, quella delle Marmore.

Partire dall'alto

Visto che era prevedibile la fila alla biglietteria (per il ponte della festa dei lavoratori e il clima invitante) e che mia sorella era infortunata alla gamba, ho seguito il consiglio di un'amica: iniziare il percorso dal Belvedere Superiore. È una soluzione che forse toglie qualcosa al gusto di essere premiati dalla vista della cascata dopo aver faticato in salita su un percorso piuttosto lungo, ma la consiglierei a chi ha bambini o semplicemente vuole evitare la coda o la stanchezza.

La prima immagine che ci si è parata davanti è stata quella di un'imponente massa d'acqua che, gettandosi da un salto di oltre centosessanta metri, raggiunge il letto del fiume Nera.

Il gioco della gocciolina

La sensazione più forte l'ho avuta dalla «casetta» in muratura antica a poche decine di metri dall'ingresso del Belvedere Superiore. Sono rimasta incantata dal fragore dell'acqua che, incontrando l'aria, pare fondersi con essa in un abbraccio; e da quell'abbraccio vigoroso nascono, come per magia, giochi di luce che creano arcobaleni fantastici e nuvole di vapore lungo tutta la seconda parte del «tuffo» principale.

A chiunque vada a visitare questo angolo dell'Umbria consiglio di provare una sensazione intensa semplicemente giocando con la fantasia: puntate lo sguardo sulla cima dell'altura da cui sgorga l'acqua, subito prima del salto; concentratevi su una piccola quantità d'acqua, fingendo per un attimo di essere una gocciolina impaurita che, tutt'a un tratto, si trova a gettarsi nel vuoto. Seguendo con lo sguardo tutto lo «spericolato» percorso fino in fondo, a me è venuto un brivido lungo la schiena e una piacevole sensazione quasi di vertigine. Ci ha provato anche mia sorella e mi ha detto che anche lei ha avuto per un attimo un divertente «tuffo» (gioco di parole!) al cuore.

Una cascata creata dai Romani

Sia le cascate sia gran parte dell'ambiente intorno sembrano naturali. In realtà la Cascata delle Marmore fu creata nel III secolo avanti Cristo dal console Manio Curio Dentato, che fece scavare un canale per far defluire le acque del fiume Velino ed evitare che ristagnassero formando paludi. Ancora oggi la portata è regolata dall'uomo: in certe fasce orarie, che cambiano con la stagione e tra giorni feriali e festivi, l'acqua diminuisce nettamente fino a lasciare la parete quasi asciutta.

Eppure la sensazione predominante, scendendo la miriade di scalini di legno (uno dei segni evidenti dell'intervento umano!), è quella di un'immersione nella natura selvaggia dei tempi antichi: ruscelli gorgoglianti tra le rocce che confluiscono in piccoli e grandi laghetti, circondati da una ricca vegetazione, il canto dei tanti uccelli che nidificano sugli alberi… Non si sa se restare più sbigottiti dall'abilità idraulica degli antichi Romani o dalla sapienza di Madre Natura! E ad essere rimasti affascinati dallo spettacolo non sono stati solo i miei amici e i tanti visitatori incontrati lungo le scalinate: alla cascata hanno dedicato pagine famose anche autori come Cicerone e Lord Byron.

La bagnata al Balcone degli Innamorati

Un'esperienza davvero singolare è stata l'inevitabile bagnata che mi sono presa al balcone detto «degli Innamorati»: si raggiunge attraverso una stretta e umida galleria scavata nella roccia, al cui termine c'è una piccola balconata con una vista fantastica sulla cascata principale. È davvero suggestiva, ma il risultato garantito è che ti inzuppi dalla testa ai piedi… sinceramente, tornando indietro, non so se lo rifarei, soprattutto per l'aria fredda che ha cominciato a soffiare proprio dopo che ci eravamo bagnati!

Concluderei con un consiglio che mi sento di dare dopo aver visto un bambino fare un bel ruzzolone: specie in discesa, tenete i più piccoli per mano, perché in alcuni punti si formano pozze d'acqua o crescono erbette simili a muschio (per la forte umidità) che sono delle vere trappole! Per il resto, portatevi un K-way se decidete di andare al Balcone degli Innamorati e… buon divertimento!

Prima di partire

Il racconto si riferisce a una gita del 2008. Gli orari di apertura delle acque, i biglietti, i percorsi aperti e l'accesso al Balcone degli Innamorati cambiano con la stagione e possono essere modificati per lavori o maltempo: verificali sul sito ufficiale della Cascata delle Marmore prima di partire, soprattutto nei giorni di ponte, quando conviene prenotare.

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