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Castelluccio, momenti di pura contemplazione

Racconto di Anna · viaggio del giugno 2006 · Aggiornato a ottobre 2026

La Piana di Castelluccio in fiore con distese di fiori azzurri, gialli e papaveri rossi e le colline dei Sibillini sullo sfondo

Siete stanchi del lungo inverno, sentite la fatica dei pomeriggi uggiosi e stressanti in ufficio, in fabbrica o sommersi dalle faccende domestiche e dalle ansie quotidiane? Niente paura, ho io la ricetta.

Concedetevi qualche ora in un parco o in un qualunque angolo della vostra città lontano da traffico e smog, fate una bella passeggiata, poi fermatevi nel punto più bello e seguite le mie indicazioni. Chiudete gli occhi, fate un bel respiro profondo, assaporate quel lieve profumo di fiori e aromi primaverili e ascoltate il canto dei passerotti; poi spalancate lo sguardo verso il cielo, lasciatevi andare nel seguire i volteggi di rondini o storni… e vedrete che lo stress volerà lontano!

Come? Avete solo pochi minuti e neanche una finestra con un bel panorama di fronte?! Allora vi dovrete accontentare di sognare insieme a me, sulla dolce scia dei ricordi di una domenica di fine maggio trascorsa nella Piana di Castelluccio e dintorni.

Norcia, per i golosi

È una zona famosa soprattutto per la pregiata lenticchia, ma che merita una visita, oltre che per i paesaggi che sto per descrivervi, anche per il fascino dei paesi umbri che circondano Castelluccio, graziosi e dalle tradizioni millenarie. Basti pensare a Norcia, un gioiellino che pare perdersi nel tempo, dove le viuzze ricche di antiche botteghe espongono prodotti tipici lavorati con tecniche tramandate di generazione in generazione.

Per i golosi come me ci sono alcuni tipi di pasta, di biscotti, di cioccolato e, soprattutto, di salumi (tra cui un salame noto come «coglioni di mulo»… ebbene sì!). È davvero spassoso vagare da un negozietto all'altro, accolti da venditori cordiali che vi fanno assaggiare chi un pezzetto di salame, chi un dolcetto tipico.

L'infiorata nella piana

Ma proseguiamo nel racconto, per arrivare al momento più bello della giornata: il pomeriggio indimenticabile che mi hanno regalato i paesaggi sterminati e quasi surreali della fioritura nella Piana di Castelluccio, meta, tra l'altro, di moltissimi fotografi. Ogni anno partono per vere e proprie «spedizioni» in questi luoghi che, pur belli in ogni stagione, raggiungono picchi di bellezza unici solo per poche settimane all'anno, quelle della fioritura, appunto.

Sono stata almeno un'ora sdraiata nell'erba fresca e tenera di primavera, con il viso che affondava in un tappeto di fiorellini di un celeste intenso: è strana l'impressione che si prova guardando da supini il cielo azzurro, mentre ci si sente avvolti in un manto che pare rispecchiarne le tonalità, quasi fosse la distesa di un laghetto di montagna.

Magico, poi, è il colpo d'occhio che si ha, durante la fioritura, se si comincia a girare su se stessi guardandosi tutt'intorno: ovunque ti giri vedi fiori dai mille colori e sfumature che, delicate come petali, si dissolvono nelle curve morbide delle colline del pianoro. È un arcobaleno di colori che vibrano non appena vengono baciati dal sole, quasi questo potesse soffiare lo spirito del ritorno alla vita dopo il gelo dell'inverno. Ed ecco qua e là chiazze di papaveri rossi e balle di fieno, che spiccano sul giallo o sul verde, per poi lasciare il posto a una distesa di grano maturo, spighe d'oro che ondeggiano accarezzate dal vento, il cui dolce eco si spande nella conca protetta dalle colline.

Il bosco a forma d'Italia

Passeggiando, mentre su un'altura domina il paesino di Castelluccio, e arrampicandomi su un pendio via via più ripido, ho raggiunto il famoso boschetto il cui profilo ricorda la sagoma dello Stivale, la nostra Italia.

Vorrei dirvi con esattezza per quale domenica programmare la gita, in modo da godere a pieno dello spettacolo della fioritura, ma solo Madre Natura conosce i ritmi e i cicli di queste terre. Dipende dal clima dell'inverno e dei primi mesi di primavera. Il mio «trucchetto», allora, era chiamare pochi giorni prima un ristoratore della zona per chiedere se la fioritura era già cominciata o se conveniva aspettare il fine settimana successivo.

Prima di partire

Questo racconto si riferisce a una gita del 2006, prima dei terremoti del 2016, che hanno quasi distrutto il borgo di Castelluccio e colpito duramente Norcia. La ricostruzione è in corso: ristoranti e negozi hanno riaperto in strutture provvisorie e, nei fine settimana della fioritura (in genere tra fine maggio e luglio), il Comune di Norcia regola accessi e parcheggi con regole che cambiano ogni anno. Verifica strade, ordinanze e servizi prima di partire e non entrare nei campi coltivati. Tutte le informazioni aggiornate sono nella nostra guida ai Monti Sibillini.

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