Racconto di Piero e Rossella Bongiovanni · viaggio del luglio 2007 · Aggiornato a ottobre 2026
Per ognuno di noi, camperista dentro, c'è sempre un viaggio chiuso come un sogno nel cassetto, che si desidera prima o poi di poter fare, e ognuno di noi sogna sicuramente mete e luoghi diversi... salvo quando si parla di Nordkapp. Quella, invece, è la meta per eccellenza, il minimo comune denominatore, la mecca di chi possiede un camper.
Noi, equipaggio messinese con il DNA degli avventurieri, quest'anno abbiamo deciso di trasformare un mito in realtà e... siamo partiti! Evito di raccontare nei dettagli la preparazione del camper, che è stato revisionato fino all'ultimo bullone e riempito come un uovo di ogni genere di cibo che non avesse una scadenza immediata, nonché di costumi e vestiti estivi, primaverili, autunnali e invernali.
17 luglio. Nonostante dovessimo partire in mattinata, fino alle 17 eravamo ancora ad aggiungere roba da portar via. Finalmente, sempre con il latente pensiero di avere dimenticato qualcosa, si lascia casa alle 17.30. Traghettamento dopo file chilometriche, arrivo in Calabria, si prosegue per Falerna dove ci fermiamo a dormire.
18 luglio. Mentre i nostri ragazzi dormono (e chi si azzarda a svegliarli!), noi, capo cordata e navigatrice, alle 7.30 prendiamo il timone per fare strada il più possibile: abbiamo tutta l'Italia da percorrere e, quel che è peggio, la Salerno-Reggio Calabria. Troppo! Decidiamo di dribblare l'ostacolo e a Sibari si esce per percorrere più serenamente l'Adriatica. Alle 21 arriviamo a Fano e ci fermiamo in una graziosissima area di sosta per camper sulla riva dell'Adriatico. Il caldo opprimente ci induce a fare un rilassante bagno di mezzanotte nelle sue tiepide acque e poi... tutti a nanna.
19 luglio. Alle 8.30, dopo una superba colazione, si riprende il cammino. All'ora di pranzo ci troviamo nei pressi del Lago di Garda, così proseguiamo per Sirmione, dove un altro simpatico camper service ci accoglie sul lago. Altro bagno, visto che l'Italia ci regala 40° all'ombra, ma stavolta di acqua dolce; quindi pranzo, pennichella e si riparte alla volta del Brennero. Arriviamo alla frontiera verso le 23 e decidiamo di restare a dormire in Italia, visto che l'indomani inizierà la nostra avventura nordeuropea.
20 luglio. Appena svegli passiamo la frontiera e siamo in Austria. Compriamo la vignetta (la tassa obbligatoria per percorrere le autostrade austriache) e facciamo colazione a Matrei con latte e... palle di Mozart! Non vi spaventate: sono solo degli ottimi bonbon di cioccolato, marzapane e pistacchio con la faccia di Mozart sull'incarto. In Austria tutto ricorda Mozart, viene celebrato in ogni occasione anche al bar, e d'altra parte un grande compositore come lui se lo merita.
Continuiamo varcando la frontiera austriaca e proseguiamo in Germania, dove per fortuna le autostrade sono gratuite, con destinazione Berlino. In serata arriviamo! Ci fermiamo alle porte della città, in un campeggio immerso in un bosco di conifere sul fiume. Berlino è una delle principali capitali europee, città cosmopolita, dai mille volti e aperta, in particolar modo ai giovani: merita una sosta di almeno un paio di giorni. Per intanto si va a dormire, ma cominciamo a notare che, salendo verso nord, la luce del sole si attarda sempre più e le giornate si allungano.
21-22 luglio. Ci alziamo presto e, dopo una ricca colazione berlinese, preferiamo lasciare il camper in campeggio e prendere un taxi per iniziare la visita della città. Il tassista, persona molto garbata e disponibile, nel suo stentato inglese ci comincia a narrare i trascorsi storici della città: dal Terzo Reich alla divisione tra Berlino Est e Berlino Ovest, fino alla caduta del Muro.
Ammiriamo la Porta di Brandeburgo (accanto alla siepe alla sua destra fanno mostra di sé tantissime fotografie di persone che hanno tentato di saltare il muro e sono rimaste uccise dalle mitragliatrici delle guardie armate), il Bundestag, il Parlamento tedesco, Alexanderplatz, con la sua imponente antenna televisiva che si vede da qualunque parte della città ci si trovi, e il Muro... il famoso muro che ha diviso in due la città, separando famiglie, storie, persone. Oggi che è stato abbattuto ne resta una lunga parte ancora intatta, decorata dai cosiddetti writers, a ricordo imperituro della stupidità umana.
Passiamo poi al Pergamon Museum. Dire che è meraviglioso ed eccezionale è poco. Vi sono reperti dell'antichità ellenica, romana e di altre civiltà e, cosa che ci ha colpito tantissimo, vi è ricostruita per intero una delle porte dell'antica città di Babilonia. Da vedere, solo da vedere!
23-24 luglio. Ci alziamo di buon mattino e, dopo aver salutato il campeggio berlinese, ci dirigiamo alla volta della Danimarca. Percorriamo i circa 220 km che ci separano da Puttgarden, dove alle 18 ci imbarchiamo per il porto di Rødbyhavn. Il percorso è breve, appena 30 minuti, ma già dalla nave si comincia a delineare il piatto paesaggio danese. Piatto nel senso letterale della parola: non vi sono montagne né colline, solo una piatta landa su cui poggia l'intera Danimarca.
Arriviamo a Copenaghen quasi subito e iniziamo il giro della capitale, che si può ben vedere in due giorni pieni. Ci soffermiamo nel cuore della città, dove c'è il famoso canale fiancheggiato da palazzi colorati e birrerie d'ogni genere. Improvvisamente veniamo letteralmente sommersi da una folla di gente vestita di rosso. Da lontano pensavamo fosse un raduno di vigili del fuoco e invece... pensate... è un raduno internazionale di Babbi Natale provenienti da tutto il mondo! È inaspettato e bellissimo, e ci ritroviamo anche noi nel vortice di musiche e suoni delle bande riunite per l'occasione.
Passiamo dal Teatro dell'Opera e da Amalienborg, la residenza dei sovrani di Danimarca, dove assistiamo al cambio della guardia. Visitiamo la cattedrale protestante e poi tante foto davanti all'immancabile Sirenetta!
25-26 luglio. Si lascia Copenaghen alla volta della Svezia. Decidiamo di andare ad ammirare una grande opera di ingegneria: il collegamento dell'Øresund tra Danimarca e Svezia, lungo circa 16 km. Circa 4 km si percorrono in un tunnel sottomarino e il resto su un'isola artificiale e su un meraviglioso ponte, la cui vista ci lascia senza fiato, come peraltro ci lascia senza fiato il pedaggio: ben 68 euro!
In Svezia, in direzione di Stoccolma, arriviamo a Gränna, un piccolo paese dove nell'Ottocento una vedova ideò le classiche caramelle a bastoncino bianche e rosse che oggi troviamo in tutte le fiere. Beh, lì è tutto a forma di caramella! Dopo la degustazione di rito, anche se fa buio sempre più tardi, decidiamo di fermarci a dormire nel cortile di una scuola.
L'indomani Stoccolma ci assorbe con tutta la sua spettacolare bellezza. È una città che sorge sul Mar Baltico ed è costruita su ben 14 isole. Tra palazzi gentilizi, canali e viali pieni di fiori e aiuole che sembrano finte, esplode letteralmente in tutta la sua bellezza la Reggia. Altro edificio notevole è il Municipio, simbolo della città, dove ogni anno si tiene il banchetto dei premi Nobel. A proposito, se andate a Stoccolma non dimenticate di fare una puntatina al Museo Vasa, dove c'è un vascello da guerra della flotta reale varato nel 1628 e colato a picco dopo pochi minuti di navigazione! È intatto e, credetemi, è un vero capolavoro dei maestri d'ascia del tempo.
Dopo l'acquisto d'obbligo di mille souvenir, tra cui tanti piccoli troll (i personaggi mitologici del Nord Europa), lasciamo Stoccolma e ci dirigiamo a Uppsala a pernottare.
27 luglio. Dopo una breve visita di Uppsala, cittadina a nord di Stoccolma nota per la sua antichissima università, prendiamo la strada per il grande nord, perché non dimentichiamo che la nostra destinazione è Capo Nord! Maciniamo chilometri e chilometri ammirando paesaggi così diversi dai nostri e in serata (si fa per dire: sono le 23 ed è come se fosse primo pomeriggio) arriviamo a Umeå, cittadina del nord della Svezia dove decidiamo di pernottare e che ci offre anche un raduno di macchine americane degli anni Cinquanta: dire spettacolare è poco.
28 luglio. Lasciamo la Svezia di buon mattino, varchiamo la frontiera con la Finlandia e giungiamo a Rovaniemi. Siamo nella capitale della Lapponia, terra dei Sami (sì, proprio loro, quel popolo nomade dai coloratissimi costumi, che dimorava nelle tende di pelle di renna e viveva di caccia e pastorizia, in uno con la natura).
Nota della redazione: oggi i Sami vivono per lo più in case e lavorano in tutti i settori; l'allevamento delle renne resta però un'attività tradizionale importante.
La linea del Circolo Polare Artico passa appena a nord della città, al Villaggio di Babbo Natale. Da qui in poi non farà più buio e cammineremo in mezzo alle renne, che vivono in perfetta libertà e non si fanno scrupolo di attraversarci la strada all'improvviso, parandosi davanti al camper a guardarci incuriosite.
Questa è anche la terra di Babbo Natale. Le letterine che i bambini di tutto il mondo scrivono a Babbo Natale arrivano qui, in un ufficio delle Poste finlandesi che ha predisposto un museo ad hoc. Andiamo a visitare anche questo ufficio, dove gli impiegati sono tutti vestiti da folletti! È proprio tutto così bello. Parcheggiato il camper esattamente sulla linea del Circolo Polare Artico, ci addormentiamo stanchi e felici, circondati dalla luce notturna di un sole accecante.
29 luglio. Ancora mezza giornata a Rovaniemi nel Villaggio di Santa Claus, immerso in un magnifico bosco pieno di simpatici scoiattoli che non hanno paura degli uomini (che qui rispettano la natura come una divinità) e si avvicinano per mangiare le nocciole dalle mani dei bimbi divertiti... e anche noi per l'occasione siamo diventati bimbi.
Nel pomeriggio, dopo aver speso una fortuna in souvenir e cartoline che arriveranno solo a Natale (sì, perché da questo ufficio postale partono solo gli auguri natalizi, che le poste finlandesi recapitano a dicembre), lasciamo Rovaniemi e ci dirigiamo a Inari, cittadina sull'omonimo lago, dove ci sistemiamo in un campeggio proprio sul lago. Dire che è magnifico è poco, perché qui prevale solo la natura, con i suoi colori, i suoi odori e la sua luce intensa che non ci lascia neanche la notte.
30 luglio. Lasciamo il campeggio di buon mattino. La nostra final destination è Capo Nord o, come lo chiamano qui, Nordkapp. Da Inari dista circa 200 km, che percorriamo tutti d'un fiato, tranne una breve sosta per il pranzo. Dopo circa un centinaio di km raggiungiamo il confine norvegese. Ebbene sì, siamo proprio in Norvegia, nella sua parte più alta: qui cominciamo a vedere i ghiacciai perenni, le cosiddette lingue artiche, che pur dovendo essere perenni cominciano lentamente a sciogliersi, dopo millenni di onorata permanenza. È tutta colpa dell'aumento della temperatura del globo che, mentre dalle nostre parti quasi non percepiamo, qui è evidentissimo: sulle fiancate dei monti vi sono centinaia, migliaia di cascatelle.
La temperatura si è notevolmente abbassata e i piumoni e le giacche a vento, finora ben conservati, diventano protagonisti. I panorami sono sempre più fiabeschi e le renne sempre più numerose: ormai le vediamo in branchi.
Alle 21 arriviamo sull'isola di Magerøya, l'ultimo lembo di terra. Qui finisce l'Europa, davanti abbiamo il Mare Glaciale Artico! La punta estrema di quest'isola si chiama Nordkapp e proprio lì ci dirigiamo. Per entrare nello spiazzo di Nordkapp ci fanno pagare 87 euro, e poi altri 112 per restare due giorni e due notti a guardare lo spettacolo della natura. Ma una volta arrivati... sentiamo la soddisfazione di chi è giunto alla meta dopo aver percorso ben 7.000 km da casa.
Siamo in uno spiazzo molto grande, con rocce a strapiombo sul Mare Glaciale Artico alte 307 metri. È tundra artica, con pochissima vegetazione e pochi fiorellini che non si possono toccare, perché qui è tutto protetto, nel vero senso della parola. C'è uno spazio dedicato ai camper, che sono centinaia, con grande prevalenza di... indovinate un po'... italiani.
Ci posizioniamo per trascorrere la notte e osservare lo spettacolo del sole di mezzanotte. Verso le 21, quando siamo arrivati, il sole era abbastanza alto nel cielo; poi ha cominciato ad accennare una discesa, una specie di tramonto che a mezzanotte lo ha portato ad avvicinarsi alla linea dell'orizzonte. Noi pronti con la classica bottiglia di spumante per brindare, come vuole la tradizione (chi arriva a Nordkapp per la prima volta a mezzanotte brinda). Quel meraviglioso sole non è mai sceso sotto l'orizzonte e a mezzanotte e un minuto ha cominciato a... sorgere, a risalire alto nel cielo.
Dopo i brindisi abbiamo passato parte della notte assolatissima a fare tantissime foto sotto il famoso globo di Nordkapp, poi nel centro commerciale, tra cartoline, magliette e souvenir da portare in Italia. Abbiamo visitato il museo sotterraneo e verso le quattro del mattino siamo andati a dormire, stanchissimi, cercando di tappare ogni fessura da cui entrava una luce incredibile.
31 luglio. Ci svegliamo relativamente tardi dopo una notte praticamente in bianco, scattiamo altre foto, chiacchieriamo con tantissimi italiani anch'essi lì in camper e dopo pranzo iniziamo la discesa. Bisogna lasciare l'isola di Magerøya e ci dirigiamo verso il varco d'uscita, ma... ci chiedono altri 87 euro per uscire! Incredibile, questi norvegesi sono proprio dei rapinatori! Comunque, dopo questo salasso, iniziamo la strada del ritorno. Stavolta scendiamo lungo la costa norvegese, per ammirare i fiordi e strapagare anche l'aria che respiriamo.
Arriviamo ad Alta verso l'ora di pranzo. La nostra meta è il museo, famoso per le incisioni rupestri di migliaia di anni fa. È come sfogliare un libro di storia con quelle immagini che tutti abbiamo visto da bambini. Le incisioni sono scolpite su rocce oggi protette dall'UNESCO e, credetemi, vale veramente la pena. Nel pomeriggio proseguiamo fermandoci per la cena e la notte (si fa per dire: a nord del Circolo Polare non fa buio!) a Nordkjosbotn.
1 agosto. Proseguiamo la discesa e all'altezza di Bardu ci lasciamo affascinare dalle grandi insegne di uno zoo polare. Ebbene, se decidete di fare il nostro stesso viaggio, non andateci! È un'autentica truffa: abbiamo speso ben 120 euro di biglietti per non vedere assolutamente un bel niente. Si sa, la vocazione dei norvegesi è altamente ambientalista, ma sono arrivati a concepire uno zoo recintando un'intera collina con vegetazione alta, pretendendo che gli ospiti paganti come noi vedano gli animali nel loro ambiente, tra le piante e a centinaia di metri di distanza. Alle nostre rimostranze, i responsabili, con fare serafico, ci hanno risposto: "Haven't you seen anything? Oh, you must be luckier!", cioè "Non avete visto niente? Oh, dovete essere più fortunati!". Non vi dico la rabbia!
Così, raccolte le pive nel sacco, riprendiamo la discesa verso le isole Vesterålen, con direzione Sortland, il capoluogo, dove trascorriamo la notte.
2 agosto. Le Vesterålen sono molto belle, peccato per un po' di maltempo, ma d'altra parte siamo ancora abbondantemente a nord del Circolo Polare. A Sortland mangiamo del buon salmone fresco acquistato sul posto e nel pomeriggio proseguiamo per Andenes. Qui c'è il business delle balene: dal porto partono ogni giorno battelli che portano gli ospiti paganti in escursione nell'alto Atlantico, dove con un po' di pazienza si possono osservare le balene. Il programma è allettante, ma scappiamo via dopo aver sentito il costo per la nostra famiglia: ben 720 euro! Qui tutto è carissimo.
Dopo aver goduto dei magnifici panorami, decidiamo di proseguire per le vicine, celebrate isole Lofoten. Traghettiamo alle 19.30 e dopo mezz'ora siamo sull'altro arcipelago. Le isole sono magnifiche, proprio come vengono descritte e anche di più: le case rosse di legno spiccano sulle pendici di montagne altissime e verdissime che scendono a picco sul mare... e che mare! Arriviamo a Svolvær, il capoluogo, e vi pernottiamo.
3 agosto. Continuiamo il giro nonostante una pioggia battente e arriviamo fino a Reine, un paesino da fiaba! Alle 23 ci dirigiamo all'imbarco del traghetto che ci riporterà sulla terraferma. Nonostante l'ora tarda il sole è altissimo, e questa meraviglia ci aiuta a sopportare il mare di burrasca che dobbiamo affrontare: sbarchiamo a Bodø alle tre di notte, con il sole alto nel cielo, e restiamo a dormire per quel poco che resta della notte.
4 agosto. Dopo una lauta colazione (nonostante il sole, fa freddo), andiamo a vedere il famoso Saltstraumen, uno stretto dove ogni sei ore le correnti di marea spostano circa 400 milioni di metri cubi d'acqua, formando gorghi pazzeschi di almeno 10 metri di diametro. È uno spettacolo senza pari. Dopo tanta possanza della natura pranziamo e prendiamo la strada per Trondheim, la terza città della Norvegia, pernottando strada facendo a Mosjøen.
5 agosto. Si continua lungo la costa occidentale e finalmente si arriva a Trondheim, città molto bella con tutte le caratteristiche delle città nordiche. Ha una particolarità: la cattedrale, il Nidarosdomen, che è qualcosa di spettacolare. Il rosone, simile a quello di Notre-Dame de Paris, crea all'interno giochi di colori che ricordano un caleidoscopio gigante. Ma la cosa più suggestiva è la meravigliosa facciata, di immense proporzioni, dalle forme possenti e gentili: sembra un unico immenso ricamo!
Poco distante si conservano i gioielli della corona norvegese e gli abiti delle cerimonie reali, che stranamente si svolgono qui e non nella capitale: anche l'attuale re vi ha ricevuto la consacrazione, e c'è un lungo filmato della cerimonia. Spettacolari le corone, gli scettri, il globo simbolo del potere, i mantelli di ermellino che sembrano oggetti di scena e invece sono assolutamente veri e assolutamente presidiati da guardie armate.
In serata si parte per Oslo, dopo aver trovato sul parabrezza una multa di 71 euro per aver parcheggiato con la ruota 20 cm oltre la striscia! Ci fermiamo per la cena e il pernottamento a Lillehammer.
6 agosto. Lillehammer è una simpatica cittadina di montagna, famosa per i Giochi olimpici invernali del 1994, in cui gli italiani si distinsero. Saliamo ad ammirare il villaggio olimpico, tuttora in funzione per gli sport invernali.
7 agosto. Continuiamo verso Oslo. Il tempo scorre così come scorre la strada, con i suoi intensi panorami di fiordi magnifici, ghiacciai perenni, cascate, laghi e natura incontaminata. In serata sosta tecnica al camping di Moelv, sul lago Mjøsa: ottimi servizi e lavaggio di tutto ciò che c'è nel camper!
8 agosto. In mattinata arrivo a Oslo. Prima sorpresa: si paga il pedaggio per entrare in città. Prima sosta al Museo delle navi vichinghe: è stupendo vedere una nave intera perfettamente conservata, come se fosse fresca di costruzione. Poi il centro storico: passeggiamo sulla strada principale che porta al Palazzo Reale, facciamo foto davanti al Parlamento, all'Università, all'Hard Rock Cafe e all'hotel più bello della città, da cui esce, con nostra grande sorpresa, Mick Jagger! Incameriamo anche questa simpatica esperienza e saliamo al Palazzo Reale, dove ragazzi altissimi e biondissimi fanno la guardia nelle loro pittoresche divise.
9 agosto. Nel pomeriggio si lascia Oslo e, dopo ben 12 giorni di Norvegia, varchiamo la frontiera e siamo a Helsingborg, in Svezia, dove prendiamo il traghetto per Helsingør, in Danimarca. La traversata dura solo mezz'ora e alle 22 siamo di nuovo in terra danese per il riposo notturno.
10 agosto. Arrivo alle 10.30 a Rødbyhavn, imbarco per Puttgarden e arrivo in Germania alle 12. Sosta per il pranzo e poi marcia verso Amburgo sotto una pioggia battente. In serata siamo ad Hannover, dove ci fermiamo per riposare, lavare il camper e fare le docce.
11 agosto. Si riparte da Hannover per Monaco di Baviera. Arriviamo alle 20, riusciamo a parcheggiare in Maximilianstraße e ci programmiamo una serata eccezionale: cena e birra all'Hofbräuhaus, la birreria più famosa della Baviera, dove anche Hitler andava a fare bisboccia e dove, si dice, maturò la triste avventura che portò alla Seconda guerra mondiale. Noi però ci siamo divertiti e anche un po' ubriacati: la birra scorreva a fiumi, ad annaffiare un arrosto di maiale con patate, crauti e carote. Ragazzi, che serata!
12 agosto. Visita della città. Immancabile il Deutsches Museum, il grande museo della scienza e della tecnica, dove il visitatore può interagire e toccare molto di quello che è esposto. Nel pomeriggio, dopo un breve riposo, passeggiata a Marienplatz e al Duomo con i campanili a cipolla.
13 agosto. Visita dello Schloss Nymphenburg, il magnifico palazzo dove trascorrevano le vacanze i re di Baviera: una reggia stupenda, ricca di ogni genere d'arte, con collezioni di quadri, porcellane, orologi e carrozze. Da vedere assolutamente. Nel pomeriggio passiamo da Dachau, il campo di concentramento, per non dimenticare la storia triste del nazismo e dare un insegnamento ai nostri giovani. In serata partenza verso la Svizzera e pernottamento a Bregenz, sul lago di Costanza, in Austria.
14 agosto. Da Bregenz arriviamo nel Principato del Liechtenstein: stupenda giornata di shopping in questo piccolissimo stato indipendente sulle Alpi, tra Austria e Svizzera. È pulito e ordinato come un gioiello, i negozi sono stracarichi di souvenir, che abbiamo subito acquistato, e poi... tanta, tantissima cioccolata, una goduria per il palato. È un paradiso fiscale: sembra che ci siano più sportelli bancari e società finanziarie che abitazioni!
15 agosto. Salutato il Liechtenstein e attraversata la Svizzera, siamo di nuovo in Italia! Ci fermiamo a Como per passare una giornata sul lago e proviamo piacere nel risentire parlare la nostra bella lingua. In serata siamo a Pisa, sotto la Torre illuminata.
16 agosto. Dopo la classica sosta con foto in Piazza dei Miracoli, tra il Battistero e il Duomo, lasciamo Pisa alla volta di Roma.
17 agosto. Arrivo a Roma. Lasciamo liberi i ragazzi di girare tutto il giorno tra monumenti, chiese e pizzerie.
18 agosto. Si parte di buon mattino, si fa tutta una tirata e alle 22 si traghetta da Villa San Giovanni a Messina. Siamo a casa: stanchi, ma veramente felici.
Prezzi, pedaggi e orari di questo racconto sono quelli dell'estate 2007. Da allora molto è cambiato: per esempio il tunnel sottomarino che porta all'isola di Magerøya, verso Capo Nord, dal 2012 non è più a pedaggio, mentre per il centro visitatori di Nordkapp, il ponte dell'Øresund, le vignette autostradali e i traghetti valgono tariffe e regole attuali da verificare sui siti ufficiali prima di partire. A Berlino il Pergamonmuseum è in gran parte chiuso per un lungo restauro: controlla quali sale sono aperte.