Di Laura Tirloni · scritto nel 2013 · Aggiornato a ottobre 2026
Prima di partire: nel 2024 la Nuova Caledonia è stata scossa da gravi disordini legati al futuro istituzionale dell'arcipelago, e il confronto politico è ancora aperto. Prima di organizzare il viaggio controlla la situazione aggiornata su Viaggiare Sicuri.
La Nuova Caledonia, territorio francese d'oltremare, è lontanissima dall'Italia, praticamente agli antipodi. Si trova nel Pacifico meridionale, a circa 1.200 chilometri dalle coste australiane, e sprigiona una bellezza che sembra appartenere al paradiso più che a questa Terra. Una meta ideale per chi è alla ricerca di pace, di acque cristalline con fondali ricchissimi e di una natura che definire incontaminata è dire poco.
Vanta una delle lagune più estese al mondo, patrimonio dell'UNESCO dal 2008, e anche un famoso simbolo romantico, un vero omaggio all'amore: il celebre cuore di Voh, maestoso e spettacolare cuore scolpito dalla natura nella vegetazione di mangrovie, che si può ammirare dall'alto salendo sul monte Katepaï.
La Nuova Caledonia offre paesaggi molto diversi tra loro: aree inesplorate, praterie con mandrie di bovini che richiamano il lontano Far West americano, spiagge bianche con palme da cocco e particolari formazioni rocciose.
Non è però solo una cartolina. Quando l'ho visitata, in tutta l'isola erano piuttosto sentiti il problema dell'alcolismo e il risentimento di una parte della popolazione kanak verso i francesi, che si erano impadroniti di queste terre e avevano imposto, come ogni colonizzatore, la loro idea di «civiltà». Tensioni che negli anni successivi sono esplose più volte e che fanno ancora parte della storia di questo arcipelago.
Si parte dalla capitale, Nouméa, grande porto naturale relativamente recente: risale infatti al XIX secolo. Merita una visita il Centro culturale Tjibaou, dedicato alla cultura kanak e progettato da Renzo Piano, dove si svolgono anche spettacoli musicali e teatrali. Degni di nota anche il museo marittimo, l'Acquario delle Lagune, dove ammirare innumerevoli specie di pesci, e la baia della Moselle, accanto al Quartier Latin, dove si tiene l'animato mercato cittadino.
Piacevole anche una visita al Parco della Rivière Bleue, un paradiso naturale con numerosissime specie endemiche, come il cagou, uccello simbolo dell'arcipelago, dal piumaggio grigio-azzurro: quasi incapace di volare, vive nella foresta e, benché protetto, è a rischio di estinzione.
Puntando verso nord si incontrano le cittadine di stampo coloniale francese di Koné e di Bourail, quest'ultima tra le località con la maggiore concentrazione di agricoltori e allevatori dell'isola. Da qui si raggiunge la Roche Percée, una spettacolare scogliera piena di cavità e grotte, con la roccia del Bonhomme, dalle chiare sembianze «umane», e la stupenda Baie des Tortues, con la sua meravigliosa spiaggia delimitata da alti pini.
Si prosegue quindi fino al villaggio di Poum, affacciato su una suggestiva baia di sabbia bianca, e poi verso Hienghène, sulla costa orientale, con le sue strane formazioni rocciose e un'acqua turchese che contrasta con il monte Panié, il più alto della Nuova Caledonia. In questi luoghi si può entrare in contatto con l'affascinante cultura della popolazione locale, incontrando le tribù kanak della zona. Le usanze, le tradizioni e l'ospitalità di questa gente, da sole, valgono il viaggio.
Da non mancare assolutamente una sosta all'isola dei Pini. Le sue baie, come quelle di Oro e di Kuto, offrono splendide spiagge contornate di palme e di pini colonnari. Nella parte interna, invece, si incontrano grotte e numerosi villaggi kanak. Qui gli appassionati di immersioni e di snorkeling possono godersi le acque trasparenti e sperare, o sognare, di non dover mai lasciare questo paradiso, così lontano da tutto, così tanto da perdersi.