Di Luciana Cattaneo · scritto nel 2011 · Aggiornato a ottobre 2026
Siracusa è una delle città più ricche di storia del Mediterraneo: greca, romana, bizantina, araba, normanna e barocca, ha lasciato in ogni epoca un segno ancora visibile. Prima di visitarla, e di spingersi fino a Noto, vale la pena ripercorrere a grandi linee il suo passato.
Per apprezzare maggiormente le tante attrattive di Siracusa, della sua provincia e, in generale, dell'intera regione siciliana occorre conoscerne a grandi linee la storia. Per la sua posizione geografica strategica, la Sicilia, e di conseguenza la città di Siracusa, è stata terra di conquista e ha vissuto periodi alterni di prosperità e declino. Fondata dai Greci di Corinto nell'VIII secolo a.C., fu conquistata nel 212 a.C. dai Romani, che già dominavano il resto della regione. Dopo le invasioni dei Vandali e dei Goti, passò ai Bizantini nel 535 e nel VII secolo fu per alcuni anni sede della corte dell'imperatore Costante II.
Dall'878 fu dominata per circa due secoli dagli Arabi. Dal 1085 seguirono la dominazione normanna, poi quella sveva, aragonese e castigliana e, dal Cinquecento, quella asburgica. Nel Cinquecento le campagne del Siracusano conobbero una fase di rinascita: si avviò la costruzione delle masserie, nuove residenze rurali, e di insediamenti urbani sul modello delle città coloniali spagnole, con una piazza centrale circondata dai palazzi più importanti e vie che si incrociano seguendo un disegno geometrico a scacchiera.
Il terremoto del 1693, che investì la Sicilia orientale, colpì tragicamente il territorio siracusano, ma ebbe come risvolto positivo una sistematica ricostruzione architettonica nel Settecento che in alcuni casi raggiunse i massimi livelli, come nella rinascita di Noto, riconosciuta capitale del barocco siciliano.
Nel Settecento Siracusa passò dai Savoia agli Austriaci e infine ai Borbone. Terminata l'epoca borbonica nel 1860, la città avviò una grande trasformazione urbanistica, che però risentì gravemente dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, sia alleati sia tedeschi. Negli anni Cinquanta iniziò una nuova ripresa economica, con la presenza di numerose industrie nella provincia e, negli ultimi decenni, con il turismo, che costituisce una notevole risorsa non solo per le bellezze naturali, ma anche per il passato ricco di storia e di cultura.
Visitando i molti luoghi di interesse turistico e culturale di Siracusa si ritrova la traccia storica della città, a cominciare dal teatro greco, uno dei più grandi del mondo ellenico e tuttora sede di spettacoli classici. Dalle gradinate più alte gli spettatori potevano vedere il mare sullo sfondo. Anche Dionisio, il celebre tiranno, vi fece rappresentare i suoi drammi.
Al tiranno è legato anche il famoso Orecchio di Dionisio, una profonda grotta artificiale vicina al teatro greco: secondo la leggenda vi venivano rinchiusi i prigionieri, i cui discorsi erano spiati dal tiranno dalla sommità dell'enorme cavità, grazie alla sua acustica straordinaria.
L'isola di Ortigia, un'area di circa un chilometro quadrato che si protende verso il mare, racchiude l'essenza di Siracusa: principalmente barocca, sovrapposta a stili architettonici precedenti, come dimostra il Duomo, con la facciata barocca ricostruita dopo il terremoto del 1693 sulle strutture preesistenti. Accanto al Duomo, il Palazzo Arcivescovile, realizzato nel 1618 dagli Spagnoli, rivela elementi rinascimentali e una caratteristica terrazza con giardino pensile, da cui nel mese di maggio vengono liberate in volo alcune colombe in ricordo della fine della carestia del Seicento. L'edificio contiene una ricca biblioteca con antichi manoscritti. Sempre accanto al Duomo si trova il Palazzo del Municipio, dove si mescolano elementi barocchi e rinascimentali, e diversi edifici nobiliari abbelliscono il resto della piazza.
La Fonte Aretusa è uno dei luoghi più caratteristici di Ortigia e ha ispirato poeti e scrittori di ogni tempo. È una sorgente di acqua dolce a pochi passi dal mare, dove crescono piante di papiro, da cui si ammira il panorama del porto. Tutta Ortigia è ricca di angoli particolari, con stretti vicoli e piccole piazze su cui si affacciano molti ristoranti.
Nei dintorni di Siracusa non può mancare la visita a Noto, dove le chiese e gli edifici barocchi, dal caratteristico colore giallo-rossastro, contrastano con il cielo blu, creando suggestive sfumature soprattutto verso il tramonto.
A Noto, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO insieme alle altre città tardobarocche del Val di Noto, la ricostruzione dopo il terremoto del 1693 ha visto fiorire stupendi edifici settecenteschi e imponenti chiese, come la Cattedrale, a cui si accede da una grande scalinata. Di fronte alla Cattedrale si trovano alcuni degli edifici più eleganti, tra cui Palazzo Ducezio e Palazzo Sant'Alfano, mentre altri palazzi, con i balconi sorretti dalle caratteristiche mensole in pietra scolpita, si ammirano lungo la famosa salita di via Nicolaci, che a maggio diventa un vero tappeto di fiori con la tradizionale Infiorata.
Di fronte a via Nicolaci si trova lo storico Caffè Sicilia, fondato nel 1892, tappa classica della visita a Noto per assaggiare l'eccellenza della pasticceria siciliana. Nelle calde giornate estive è una sosta rigenerante, grazie alla freschezza e alla varietà dei prodotti: se si vuole abbondare, meglio lasciare la degustazione come meta finale, per non ritrovarsi sopraffatti dalle calorie oltre che dalla calura. Per altri sapori dell'isola, leggi la guida alla gastronomia siciliana.
Gli spettacoli classici al teatro greco si tengono di solito tra primavera e inizio estate; le date della stagione e gli orari dei siti archeologici sono da verificare prima di partire. Per la costa a sud di Siracusa, tra Vendicari e Marzamemi, trovi qui sotto le nostre guide.